L’offerta del Papa: 10mila euro per gli operai Gam. “Compreremo libri per i loro figli, la cultura è arma di pace”

Intervista al direttore della Caritas di Trivento dopo il colloquio col Santo Padre che gli ha donato 10 mila euro in una busta da destinare agli operai Gam ai quali il 4 novembre prossimo scadrà la cassa integrazione. Stupito dal gesto del pontefice, don Alberto Conti ha detto che utilizzerà la ricca offerta di papa Bergoglio per acquistare materiale didattico da destinare ai figli dei lavoratori in difficoltà. "Ero perplesso ma lui mi ha esortato ad accettare, sono rimasto a bocca aperta quando ho visto il contenuto" questo il racconto del sacerdote.

“Quando ho aperto la busta sono rimasto a bocca aperta: il Papa in persona mi aveva appena consegnato 10 mila euro in contanti. Un’offerta per i lavoratori della Gam di Bojano ai quali, tra pochissimi giorni, scadrà la cassa integrazione”.

Sono le parole di don Alberto Conti, il direttore della Caritas di Trivento che martedì pomeriggio (15 settembre) si è recato a Roma per un colloquio nel palazzo di Santa Marta col Santo Padre. A Papa Francesco don Alberto ha parlato, tra le altre cose, di una vertenza che lui conosce bene: il suo ultimo libro, portato in dono a Bergoglio, tratta ampiamente la questione del lavoro che non c’è più nella filiera avicola matesina.

“Prima della benedizione gli ho chiesto una preghiera per questi ex operai Gam che dal 4 novembre non avranno più ammortizzatori sociali. Pochi giorni fa ne avevo incontrato una rappresentanza. Lui mi ha interrogato chiedendomi se avevamo modo di aiutare queste persone”.

E lei cosa gli ha detto?

“Santità, ci sono più di 270 famiglie in difficoltà, faremo il possibile senza risparmiarci. A quel punto il Papa si è alzato per rientrare pochi minuti dopo assieme al suo segretario personale e consegnarmi una busta”.

E la sua reazione qual è stata?

“Ero perplesso, avevo intuito potesse trattarsi di un’offerta ma in quel momento non sapevo bene come comportarmi”.

E il Papa che le ha detto?

“Ha insistito e vedendo la mia perplessità ha detto: Prenda, prenda”.

Ma come faceva a sapere che erano soldi, l’ha aperta davanti a lui la busta?

“No assolutamente, ma ho immaginato si trattasse di un’offerta. Quando poi ho scoperto il contenuto sono rimasto a bocca aperta, si tratta di una cifra importante e il suo gesto mi ha estremamente colpito perché rende concreta la preghiera. Mi sono tornate in mente la sue parole del 1 maggio di quest’anno in cui ha pregato per tutti i lavoratori, ‘perché a nessuna persona manchi il lavoro e tutti siano giustamente pagati, possano godere della dignità del lavoro e della bellezza del riposo’“.

Adesso cosa intende fare di quel denaro?

“Ne ho parlato col nostro vescovo Claudio Palumbo (Diocesi di Trivento) e abbiamo deciso di utilizzare il dono del Papa per acquistare materiale didattico per i figli dei lavoratori della Gam perché siamo convinti che la cultura, l’istruzione, la formazione dei giovani, che nei periodi difficili sono sempre le prime cose cui si è costretti a rinunciare, debbono invece essere difese perché rappresentano l’unica arma di pace che i più bisognosi posseggono per migliorare le loro condizioni, per crescere come persone, per aiutare lo sviluppo del territorio e dunque il bene di tutti”.

Prima di parlare della Gam, infatti, il sacerdote aveva raccontato a Bergoglio dell’impegno trentennale della piccola Caritas diocesana “che opera in un territorio montuoso e in continuo spopolamento”. Un problema troppo spesso sottovalutato che non solo desertifica interi comuni e aree della regione ma li impoverisce sempre più”.

Da qui l’impegno per il lavoro, l’occupazione, i diritti.

don alberto conti con papa