14 positivi al sierologico nella Itt di Termoli. Tampone sui dipendenti, la fabbrica non si ferma

L’azienda che produce pasticche per freni sta realizzando uno screening su base volontaria. Al momento i tamponi già processati hanno dato esito negativo

Almeno 14 positivi al test sierologico, con conseguente prescrizione di tampone orofaringeo. Al momento non c’è alcun positivo al coronavirus alla Itt di Termoli, azienda del Nucleo industriale che produce pasticche per i freni, ma l’attenzione resta alta dopo che numerosi dipendenti hanno mostrato di avere nel sangue gli anticorpi all’infezione da Sars Cov-2.

Il che non vuol dire che siano positivi adesso, ma che potrebbero esserlo stati in passato, né è da escludere che ci siano dei falsi positivi fra i 14 che nei giorni scorsi si sono sottoposti al test pungidito e hanno avuto esito positivo. I test sierologici sono stati voluti dai vertici aziendali così da operare uno screening dei dipendenti, che in tutto sono circa 250 considerando anche chi lavora per ditte esterne. Tuttavia niente di obbligatorio, visto che il test è stato fatto su base volontaria.

La settimana scorsa i primi 11 risultati positivi. Dopo aver saputo dei risultati, l’azienda ha chiesto agli 11 operai di rimanere a casa in attesa di essere sottoposti a tampone. Nel frattempo sono state prese tutte le precauzioni del caso all’interno della fabbrica che comunque ha continuato a lavorare normalmente. Intanto l’Asrem ha processato alcuni dei tamponi relativi ai positivi al sierologico e finora non sono emerse positività al coronavirus.

Altri test sierologici positivi sono emersi invece negli ultimi giorni e il totale sarebbe di almeno 14 positivi. Per questo si attende l’esito degli altri tamponi conseguenti, ma al momento la produzione non si ferma, pur con qualche grattacapo in più per via dei turni da riprogrammare a causa delle tante assenze obbligate.

La Itt è stata per altro una delle prime, all’interno del Nucleo Industriale di Termoli, a prendere i necessari provvedimenti durante la serrata imposta dal Governo a marzo per poter ripartire in sicurezza come poi è stato già a fine aprile.

All’interno del Nucleo industriale qualche apprensione è stata generata anche dalla notizia della positività post mortem al tampone per il Covid-19 da parte del 41enne camionista ucraino morto annegato sabato scorso nel mare di San Salvo. Infatti sia l’autotrasportatore deceduto che il 39enne polacco salvato per miracolo mentre annaspava fra le onde erano stati alla Fiat di Termoli venerdì scorso per delle operazioni di carico e scarico. Attualmente però non risultano contagi relativi ai possibili contatti avuti dall’ucraino.

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