Veni, vidi… viral. Il Molise fotografato da un testimonial speciale foto

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Una coppia viaggia su una piccola Citroën verde che percorre le strade del Molise. Prima Termoli, poi Larino e ancora Lucito, Campobasso, Sepino. E in ogni luogo scattano foto e immortalano sconosciuti, ai più, tesori culturali della nostra regione.

Immagini postate sul profilo Instagram del viaggiatore. Non un turista qualsiasi. Ma l’assessore alla Cultura e al Paesaggio della Regione Emilia-Romagna, apprezzato e molto seguito punto di riferimento in Italia degli appassionati e addetti ai lavori del sistema culturale.

Scoperto lo scorso anno il Molise, grazie all’invito ricevuto dall’organizzazione del Festival del Sarà, Mauro Felicori decide che questa piccola regione va visitata e raccontata ai suoi tanti e colti followers con semplici scatti. E nel suo viaggio verso Caserta e Ravello, dove ha amici da andare a salutare dopo le sue fortunate esperienze professionali alla Reggia e alla Fondazione, decide di studiare un piccolo tour culturale alternativo. Il MACTE, la Cattedrale di San Pardo, il viale delle Rimembranze, le chiese di San Nicola e di San Bartolomeo, il teatro di Altilia.

Piccoli squarci di un patrimonio che è un tesoro italiano da valorizzare, a volte sconosciuto anche a noi molisani. Degno di attenzioni però da parte di chi la bellezza l’ha saputa sempre rendere visibile al mondo e dunque anche economicamente profittevole. Fare profitto con la cultura dunque non è una bestemmia. E se lo dice un ex comunista di lotta e poi di governo, bisogna credergli.

Mentre la Citroën lascia il Molise vien da pensare che a volte più di mille dispendiose e cervellotiche iniziative di promozione turistica, basta un semplice invito per far nascere una virale e spontanea, dunque più forte perché più autentica, azione di marketing territoriale.

A chi ha in mano i cordoni della borsa andrebbe ricordato che i festival culturali sono sì un piccolo lusso, perché costosi ed elitisti, ma che tutte le altre regioni italiane si permettono ben volentieri, promuovendoli e proteggendoli. Essi infatti facilitano le opportunità di “intercettare” l’interesse di personalità del mondo della cultura e dell’economia che quasi sempre diventano i migliori testimonial involontari dei luoghi scoperti.

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