Traffico illecito di carburanti per frodare lo Stato: sequestro record di denaro e case di lusso

Oltre 13 milioni di euro sequestrati preventivamente a una società che aveva ramificazioni anche fuori dal Molise e trafficava prodotti petroliferi di illecita provenienza senza pagare Iva e accise. La maxi frode scoperta dalla Guardia di Finanza e dai funzionari delle Dogane del capoluogo.

Hanno messo sotto sequestro preventivo denaro, tanto denaro, ma anche auto e appartamenti di lusso per un valore di oltre 13 milioni di euro. Un vero record per il Molise dove una recente operazione della Finanza e dei funzionari delle dogane di Campobasso è ‘sconfinata’ fuori dalle mura regionali facendo emergere una frode di proporzioni colossali. Dietro il redditizio business emerso un traffico illegale di carburanti.

sequestro guardia di finanza

Sul registro degli indagati ora rischiano di finire decine di persone. Imprenditori, mediatori, prestanome e persone conniventi col malaffare.

E’ recentissima l’indagine di doganieri e finanzieri del capoluogo che hanno dato esecuzione a un provvedimento dell’autorità giudiziaria per mettere ‘sotto chiave’ beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per 13,5 milioni di euro nei confronti di una società molisana attiva nel ramo dei prodotti petroliferi nonché dei responsabili legali pro tempore e dell’amministratore di fatto di questa società.

Il colpaccio dei dipendenti dell’agenzia dogane monopoli di Campobasso e dei militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza sempre del capoluogo è relativo a una grossa frode dell’Iva e alle accise che si pagano su carburanti e prodotti petroliferi in genere.

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“Un organizzato ed eterogeneo sistema societario artatamente creato per commercializzare sul mercato nazionale prodotti petroliferi di illecita provenienza – questa la sintesi delle indagini -, peraltro in esenzione dal pagamento dell’accisa, dell’iva e delle imposte dirette, e funzionali ad illecite operazioni di riciclaggio ed autoriciclaggio finanziario”.

Una truffa allo Stato di proporzioni colossali, insomma, molto sentita anche a livello europeo e capace di alterare la concorrenza a danno di imprenditori onesti oltre che di tutti i cittadini che pagano le tasse.

“L’odierna attività di servizio – leggiamo nella nota della finanza di Campobasso – testimonia l’importanza della collaborazione a livello istituzionale per il contrasto a taluni peculiari sistemi di frode e conferma l’efficacia dell’analisi dei rischi e antifrode dell’agenzia dogane monopoli e l’importanza del controllo economico-finanziario del territorio da parte delle fiamme gialle per contrastare fenomeni di reato che, alterando la concorrenza, danneggiano le aziende sane e corrette, a maggior ragione in un periodo dalla difficile congiuntura attuale, contraddistinto dal faticoso tentativo di superare le conseguenze economiche negative del Covid 19”.

Qualcosa di simile, con una maxi evasione per 12 milioni di euro, 13 indagati e milioni di euro sequestrati era già avvenuto qualche mese fa: operazione  messa a segno sempre da finanza e ufficio delle dogane di Campobasso.

La pista del riciclaggio era stata seguita dagli investigatori che per lunghi 4 anni hanno tenuto sotto stretta osservazione un vecchio deposito di carburanti alla zona industriale di Guardiaregia. Comune al confine con la vicina Campania.