In Molise 247 posti tra medie e superiori. I Prof: “Troppo pochi, costretti ad andare fuori regione. Ora ci giochiamo tutto”

Nell'estate 2020 i docenti precari molisani si preparano al grande concorso della scuola con tante incognite: date delle prove, possibilità di svolgerle visto il rischio contagio, regioni in cui trasferirsi

Al momento è una conferma: i docenti precari molisani potranno fare il concorso per la scuola. Dopo l’estate, corona virus permettendo. Perchè se sul fronte scuola le indicazioni ministeriali cambiano di giorno in giorno, anche a causa del contagio che sembra non arrestarsi in Italia, su quello dei concorsi le cose non sono molto diverse: saranno coinvolti migliaia di docenti, ma per adesso si conoscono solo modalità e richieste. Quello straordinario, almeno alle ultime dichiarazioni della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, sarà ad ottobre, nelle prime settimane.

banchi scuola

Intanto anche i docenti molisani si sono mobilitati per prepararsi al grande concorso che dovrebbe immettere nella scuola quasi 85mila persone con la caccia al libro migliore per arrivare preparati alle prove selettive e alle prove per le varie classi di concorso. Libri aperti per tutta l’estate, ma senza una data di scadenza visto che ad oggi si parla di prove ad ottobre, quando la scuola dovrebbe essere anche già iniziata, ma nulla è confermato.

Finita la scuola, che quest’anno ha messo alla prova tutto il personale con la didattica a distanza, è tempo di scelta: se da una parte qualcuno opterà per rimanere nella propria regione di residenza, tanti altri stanno pensando a dove andare. “Dopo anni di studio – spiega Angela, una docente 30enne catapultata nelle Marche per lavoro – di impegni e sacrifici, non possiamo vanificare tutto, per questo bisogna mettersi a tavolino e calcolare bene tutto, ma con i numeri che registra il Molise al momento rischiamo di dover andare via ed è un peccato, perchè se la nostra regione potesse offrire molto di più, si eviterebbe lo spopolamento, ci sarebbero più nascite e anche noi potremmo insegnare qui“.

Al momento, stando all’aggiornamento arrivato qualche settimana fa in seguito ai trasferimenti, il Molise ha a disposizione 247 posti, di cui 152 nella scuola secondaria di secondo grado, ovvero le scuole superiori, e i restanti 95 alle scuole medie.  Per comprendere meglio basta fare qualche esempio nelle scuole secondarie di secondo grado: per la classe di concorso A013, che corrisponde all’insegnamento di italiano, storia, geografia, latino e greco al liceo classico in Molise si registra un solo posto nella provincia di Campobasso, zero in quella di Isernia; e ancora, per la classe di concorso A018, quella per filosofia e scienze umane, un unico posto si trova nella provincia pentra, mentre a Campobasso è disponibile un posto per insegnare Filosofia e storia; qualcosa di più invece per le discipline scientifiche: un posto a Campobasso e uno a Isernia per fisica, 10 a Campobasso e uno a Isernia per matematica, 9 a Campobasso e 2 a Isernia per matematica e fisica.

Alle scuole medie invece 9 posti nella provincia di Campobasso per la classe di concorso A022, ovvero lettere, e 5 in quella di Isernia; mentre per matematica e scienze si registrano 10 posti nella provincia di Campobasso e 4 in quella di Isernia. Per il sostegno alle scuole superiori 10 posti, di cui 8 a Campobasso e i due restanti a Isernia, mentre alle scuole medie in totale sono 26, di cui 15 nella provincia del capoluogo di regione.

“Adesso – rivela Claudia, una docente precaria di Campobasso – ci giochiamo il tutto per tutto, dopo anni di studio, sacrifici, corsi di aggiornamento dobbiamo decidere dove andare soprattutto. Qui rischiamo di non lavorare, visto che i posti sono pochi, le cattedre relative alle varie classi di concorso sono ancor meno. Io – aggiunge – dopo gli studi a Roma avevo deciso di tornare a casa e di fare le domande qui, ma in tre anni sono stata chiamata solo una volta per una supplenza breve alle scuole medie. Purtroppo, a malincuore, sarò costretta a spostarmi altrove. Perchè – conclude Claudia – questa occasione non la possiamo perdere”.

E c’è anche chi, come Simona, con una laurea in Lettere e un corso di specializzazione sul sostegno concluso qualche mese fa, si dice “scoraggiata e demotivata. Prima di tutto, chiedono una cultura enciclopedica e per quanto uno possa studiare, temo che non sarà mai pronto a sufficienza, nemmeno dopo anni e anni di insegnamento. La preselettiva con la parte di logica mi sembra assurda. La cosa che però mi scoraggia più di tutte è che i posti sono veramente pochissimi, per cui parto già abbastanza rassegnata. Per esempio, la classe di concorso per latino e greco al liceo classico prevede pochissimi in tutta Italia. Per me è veramente demotivante, perché ho studiato tanti anni e sembra che tutti i sacrifici siano stati vani. Senza contare il fatto che questo ti costringe ad andartene lontano dalla regione e a poter rientrare chissà quando“.

A richiamare i docenti molisani sono soprattutto i grandi numeri del nord, come Lombardia, Veneto e Piemonte dove per ogni classe di concorso si registrano fino a un centinaio di posti. E anche qui sono eloquenti i numeri: per il sostegno in Lombardia alle scuole superiori si parla di 1043 posti in totale, 609 in Piemonte e 550 in Veneto; per le scuole medie invece addirittura 2707 solo in Lombardia. Numeri che parlano chiaro e che richiamano inevitabilmente, un gran numero di docenti. Anche se, come rivelano i sindacati, bisogna fare una proporzione tra i tanti che faranno le domande nelle regioni del nord Italia e i posti disponibili.

Intanto i docenti si sono tuffati nuovamente sui libri, con una attenzione costante alle novità e ai cambiamenti che arrivano settimanalmente, se non quotidianamente, dal Ministero dell’Istruzione, la cui rappresentante Lucia Azzolina qualche settimana fa ha fatto visita in Molise per un aggiornamento sulla scuola in vista della riapertura, ma senza alcuna dichiarazione importante.