Parole e immagini in memoria di un ragazzo “immortale”: presentato il libro per Giulio Rivera foto

A Guglionesi c’è una piazza intitolata a lui ed è qui, in una specie di anfiteatro improvvisato, che ieri sera – sabato – si sono radunate tante persone, ordinatamente sedute davanti al piccolo palco dove si è celebrato, con il libro “Ciao Giu’”, il compleanno di Giulio Rivera. Nato il 1° agosto del 1954, per Guglionesi la sua è una figura indimenticabile “che tutte le Amministrazioni, indipendentemente dal colore politico, hanno sempre omaggiato” ha ricordato il sindaco Mario Bellotti. Il 16 marzo di ogni anno Giulio Rivera viene commemorato con una cerimonia al cimitero: è l’anniversario della strage di via Fani, nel 1978, durante la quale l’allora presidente della Dc Aldo Moro venne rapito dalla Brigate Rosse la sua scorta, composta da 5 uomini tra cui il 24enne Giulio, guglionesano, trucidata barbaramente.

Quest’anno l’appuntamento è saltato per le norme di restrizione imposte dall’emergenza Covid, e la ideatrice del libro ha vinto una impegnativa corsa contro il tempo per poter arrivare almeno alla data del 1° agosto, il giorno in cui Giulio Rivera avrebbe compiuto 66 anni. Adele Terzano, docente di francese, appassionata e studiosa di tradizioni locali e vernacolo, poetessa, scrittrice, fortemente legata alla sua comunità (Guglionesi) per la quale rappresenta da decenni un importante riferimento, aveva questo sogno e ieri si è realizzato in un contesto fitto di emozioni e alla presenza dei familiari di Giulio. Al tavolo dei relatori, in rappresentanza della famiglia Rivera, c’era Ignazio, agente di polizia, nipote di Giulio. Oltre a lui il sindaco Bellotti, don Nicola Mattia che pur essendo parroco di San Martino è guglionesano e con Guglionesi ha un legame speciale, il presidente Borghi d’eccellenza Maurizio Varriano. Ospite anche la parlamentare Rosa Alba Testamento, emozionata nel fare la conoscenza dei parenti di Giulio “che ho avuto l’onore di incontrare per la prima volta”.

E naturalmente le due donne che hanno reso possibili il tutto: Antonietta Aida Caruso, Presidente dell’Associazione Cantieri Creativi editore del libro, moderatrice dell’incontro pubblico, e Adele Terzano, ideatrice del progetto premiato a Roma nell’ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, all’interno del concorso dell’École Instrument de Paix “L’album della memoria di un popolo”.  Un progetto trasformato in un libro destinato a tutti e in modo particolare agli studenti delle suole affinché non perdano la memoria del loro concittadino morto mentre stava svolgendo il suo lavoro, finito suo malgrado su una delle pagine più tragiche della storia italiana. Un sacrificio per la libertà, la democrazia, un eroe, certo. Ma anche una giovane vita stroncata a soli 24 anni, un ragazzo, oltre l’agente di polizia della scorta di Moro, cresciuto a Guglionesi, che amava la compagnia e le risate, che “mi prendeva sulle spalle – come ha raccontato con l’emozione nella voce don Nicola Mattia – perché io ero più piccolino e mi portava in giro”.

I ricordi di concittadini, ritratti e aneddoti inediti, insieme a versi e poesie, sono l’anima di questo libro composto di parole e immagini amorevolmente rimessi insieme da Adele Terzano che, come richiama il titolo (un confidenziale “Ciao Giu’”) va oltre la storia, la politica, la cronaca, e si riannoda al filo della memoria di un paese per restituire un ritratto inedito di un figlio di questa terra che è stato tante cose, non solo uno degli agenti della scorsa assassinata dalle Br quel terribile 16 marzo 1978.