Emergenza idrica infinita, esplode la rabbia e i sindaci si mobilitano. Bellotti: “Sto coi cittadini. L’acqua c’è, il vero problema è la gestione”

8 sindaci firmano richiesta di incontro urgente con Toma. "Siamo in ginocchio". Il caso Guglionesi: Molise Acque eroga 20 litri al secondo ma i consumi si attestano tra i 35 e i 40 litri. Mario Bellotti spiega quali sono le cause del disagio: "L'impianto di sollevamento non ce la fa, deve essere potenziato. E il Molisano centrale non serve il Comune di Guglionesi perchè mancano lavori". E prosegue: "Se la gente andrà a protestare a Campobasso, io starò con la gente. E' inaccettabile che nel 2020 e dopo tanti guai l'acqua venga concessa col contagocce. Tanto più che il Molise è ricco di acqua". Cause e soluzioni di una criticità che sta mettendo in crisi il turismo nell'anno della pandemia e delle regole igieniche.

La crisi idrica sta investendo in maniera pesantissima il basso Molise, alle prese con una emergenza più massiccia degli anni scorsi. Tra i centri in sofferenza c’è anche il Comune di Guglionesi, il più popoloso tra quelli coinvolti. Da un mese e mezzo le chiusure notturne sono la regola, con l’aggiunta di un disagio causato anche, come è accaduto domenica 23 agosto, da improvvise chiusure giornaliere dovute al repentino svuotamento del serbatoio comunale.

Mario Bellotti

“Il problema non è la mancanza d’acqua, e questo è paradossale – chiarisce il sindaco Mario Bellotti – bensì l’impianto di sollevamento, quello che pompa l’acqua della diga per farla salire fino a Guglionesi”. Un impianto vecchio, pensato per un approvvigionamento inferiore a quello reale.

“Molise Acque  eroga per Guglionesi 20 litri al secondo quando ne occorrerebbero almeno 35, e, nei momenti di picco, quaranta”,  prosegue il primo cittadino di Guglionesi, impegnato in una mobilitazione insieme con i sindaci dei comuni che stanno soffrendo la mancanza d’acqua nell’estate segnata da un deciso incremento turistico e dalla necessità di adottare scrupolose regole igieniche anti contagio da Sars-Cov 2. Ma è vero in teoria, perché anche lavarsi le mani a volte diventa impossibile.

Per non parlare di quella fetta di popolazione, come gli anziani, costretta a rifornirsi di acqua acquistata al supermercato: anche le fontanelle comunali infatti spesso sono a secco. Guglionesi ha un doppio canale di approvvigionamento, da un lato la diga del Liscione e dall’altro il ramo sinistro che arriva da Bojano ma che in questo momento, causa una raffica di guasti e rotture, è in tilt. La conseguenza è che l’acqua in entrata è ancora meno del solito, a fronte di un aumento sensibile della popolazione residente e con tutti i bed and breakfast pieni, come precisa lo stesso sindaco in questa videointervista, parlando di “territorio in ginocchio” e “colpo durissimo al turismo proprio quando cominciavamo a riprenderci dopo il terremoto, l’alluvione, il Covid”.

Crisi idrica serbatoio Guglionesi

Sotto accusa la gestione di Molise Acque, l’Ente regionale con il quale i sindaci hanno chiesto un incontro urgentissimo al quale sarà presente il Governatore Donato Toma. “Questo è un problema che bisogna assolutamente risolvere a costo di fare le barricate e battere i pugni sul tavolo – dice ancora il sindaco – E soprattutto bisogna velocizzare i lavori per realizzare un nuovo impianto di sollevamento, capace di portare fino a Guglionesi e negli altri comuni in sofferenza l’acqua del Molisano Centrale”.

La faraonica opera iniziata oltre 12 anni fa e di fatto conclusa lo scorso anno, infatti, non serve tutti i comuni del basso Molise proprio perché mancano interventi di raccordo e drenaggio per territori collinari, che non possono approvvigionarsi di acqua con il sistema della caduta in quanto posti più in alto della Valle del Biferno. “Subito le opere necessarie. Non possiamo permetterci di aspettare oltre e non è concepibile che nel 2020 si verifichino ancora queste situazioni in una regione ricca di acqua”.

Sul piede di guerra i sindaci di Montecilfone e Palata, due comuni che fanno i conti con una crisi pesantissima visto che la loro unica fonte idrica è il ramo sinistro, da giorni e giorni fuori uso. Ma il malcontento è diffuso anche fra le popolazioni di Acquaviva, Castelmauro, Tavenna, San Giacomo degli Schiavoni, Petacciato e Montenero di Bisaccia, tutti comuni che stanno soffrendo e vedono compromessa la stagione turistica e sacrificato un bene essenziale come l’acqua.

Richiesta incontro Toma per crisi idrica

I sindaci hanno firmato una lettera indirizzata al presidente Toma nella quale chiedono una soluzione repentina e un impegno concreto ed efficiente. “Da parte nostra – conclude Mario Bellotti – ce la stiamo mettendo tutta per ridurre al minimo il disagio, controllando ogni due ore il livello del serbatoio per impedire che possa svuotarsi in maniera troppo rapida. Un altro dei problemi – aggiunge – è l’uso improprio dell’acqua potabile, e ce ne accorgiamo ogni volta che piove, quando il quantitativo di acqua prelevato dal serbatoio si riduce drasticamente. È il segnale che l’acqua viene usata per irrigare orti e giardini, riempire piscine. Proprio su questo gli accertamenti sono partiti e stanno arrivando a delle conclusioni delle quali darò presto notizia. Non mancheranno le sanzioni perché troppo a lungo si è tollerata una situazione intollerabile”.