L’archivio di Giose Rimanelli è salvo: andrà al Molise grazie all’imprenditore Colavita

Enrico Colavita si è fatto carico delle spese per il trasferimento della ricca biblioteca, degli scritti e di tutto il materiale documentale dall’ultima abitazione di Rimanelli alla nostra regione

Da MoliseCinema arriva una grande notizia per la cultura regionale: l’archivio dello scrittore, poeta e saggista Giose Rimanelli, molisano-statunitense che ha scritto pagine di grande storia e letteratura da entrambe le parti dell’Atlantico, è salvo.

Molisecinema 2020

Lo hanno annunciato ieri sera i professori e studiosi Sebastiano Martelli e Norberto Lombardi, amici dell’autore di ‘Tiro al piccione’, che sono, soprattutto il primo, i maggiori conoscitori del patrimonio letterario e artistico dello scrittore nativo di Casacalenda.

Sarà la generosità dell’imprenditore Enrico Colavita a permettere un’operazione culturale di straordinario impatto e importanza per il Molise. Colavita si è fatto carico delle spese per il trasferimento della ricca biblioteca, degli scritti e di tutto il materiale documentale dall’ultima abitazione di Rimanelli alla nostra regione.

Giose ha lasciato tutto il suo archivio al Molise” ha detto Lombardi ieri sera. Per Molise s’intende esclusivamente la tanto amata terra di origine – Questo patrimonio è attualmente nelle disponibilità di Enrico Colavita che ha dato il suo contributo al di fuori di qualsiasi partecipazione e contributo da parte delle nostre istituzioni regionali”.

Parte dell’archivio era stato già versato negli anni 90, quelli in cui la figura di Rimanelli era riemersa dall’oblio anche sul piano mediatico grazie alla pubblicazione nel 1991 per Einaudi (lo stesso editore che decenni prima non aveva ‘approvato’ il libro) del romanzo ‘Tiro al piccione’ quello in cui l’autore, nel 1953, riferisce con coraggio della sua personale, complessa esperienza nella Repubblica Sociale Italiana.

‘Tiro al piccione’ che è stato non solo il suo esordio letterario, ma pure quello da regista di uno dei più grandi maestri italiani del genere: Giuliano Montaldo. Il quale nel 1961 realizzava il film tratto dal romanzo, modificando alcuni aspetti della storia, non ultimo il sentimento di Marco Laudato, nome del protagonista, per la Patria, la sua fede intatta per un fascismo al crepuscolo. “Rimanelli si è trovato in quelle esperienze senza credere” ha spiegato Lombardi nel corso di un dibattito che ha affrontato i temi preminenti del film e dell’opera editoriale.

Molisecinema 2020

MoliseCinema ha omaggiato lo scrittore nel parco del cinema, in piazza Nardacchione, subito dopo la proiezione della pellicola restaurata l’anno scorso. Con Lombardi e Martelli, presente il critico cinematografico Raffaele Rivieccio, curatore negli ultimi 10 anni delle retrospettive del Festival. “Anche il film è stata un’operazione di grande coraggio” ha detto Rivieccio, riponendo sapientemente l’opera nel contesto dei suoi tempi.

A lato dell’interessante dibattito, abbiamo ascoltato anche il Professore universitario Sebastiano Martelli cui si deve il successo nella prima fase di riabilitazione dell’opera di Rimanelli nel panorama della letteratura italiana, vale a dire la pubblicazione del romanzo per Einaudi (si può leggere su ebook). Martelli, insieme con l’ultima moglie di Rimanelli, Sheryl Postman (fondamentale il suo contributo per la tenuta dell’archivio e nella promozione della figura di Rimanelli) è il più grande conoscitore dell’uomo e dell’artista poco incline a tenersi buoni gli intellettuali e l’establishment ’pensante’ dell’epoca.

“Per la letteratura italiana quello di Rimanelli è un caso – ha detto – Siamo di fronte a un intellettuale atipico con una caratura notevole che lo colloca su un piano molto diverso rispetto alla figura più ricorrente di intellettuale. Ringrazio gli organizzatori del Festival per questo momento di riflessione intorno a una vastissima produzione, è un passaggio verso la ricollocazione di Rimanelli nel suo rapporto non solo con la cultura e storia del Molise ma pure in quello con il panorama culturale italiano. Credo sia doveroso guardare il suo contributo nella rilettura degli anni ’50, quando il clima politico era ancora infuocato.

Molisecinema 2020

“Il romanzo ‘Tiro al piccione’ ha inoltre una grande valenza come documento storico. Rimanelli e Fenoglio sono gli unici due scrittori che possono allargare la nostra visuale sul periodo della guerra civile in Italia. Quanto al film – ha proseguito – è un altro lavoro importante che presenta significative differenze con il romanzo. La promozione dell’uno – ha concluso – rappresenta la via per promuovere anche l’altro. Un plauso a MoliseCinema”.