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L’apocalisse di Guglionesi e la ferita della chiesa bruciata che rischia di collassare. “Chi ha fatto questo è un assassino”

Un paese martoriato, Guglionesi, dopo il terribile incendio di ieri, domenica 30 agosto, che ha inferto una profonda ferita.

Il terreno che costeggia la cinta di mezzo paese, come si vede in questo video girato stamane da alcuni giovani del posto con l’utilizzo di un drone, è andato in fumo. E le fiamme, come noto, in qualche punto sono arrivate fino all’interno del centro abitato. Una giornata di panico, terrore e desolazione, che ha visto impegnati alacremente tanti uomini dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile ma anche tanti cittadini che si sono adoperati in prima persona nonostante le bocche di fuoco fossero lì, a due passi.

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“Una scena apocalittica e drammatica”, commenta l’assessore Pino Aristotile che ieri, insieme al sindaco Mario Bellotti, era lì in prima linea e che in quei momenti di tensione si è coordinato con la Prefettura “che ci ha dato una gran mano”. Ma i ringraziamenti sono rivolti anche al consigliere di minoranza Tomei “che fin da subito è stato al nostro fianco” e all’architetto Notarelli dell’Ufficio tecnico comunale. La situazione è stata difficile in tanti comuni molisani ma a Guglionesi le cose hanno rischiato di precipitare e hanno tenuto in scacco un paese intero, impaurito dal fuoco, dal fumo acre che toglieva il respiro e dalla fuliggine che ottenebrava tutto. Molte famiglie nell’immediato sono state evacuate dalle loro case.

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Tra gli episodi più dolenti, l’incendio che ha distrutto la chiesa di Sant’Antonio Abate, in via Capitano Verri. È stato un duro colpo, quasi inatteso. “Il fuoco lì era stato domato e ci eravamo spostati in un’altra zona lì vicino. Evidentemente la fuliggine si è posata sul tetto, già compromesso e che aveva una copertura in legno, e lo ha bruciato fino a farlo crollare all’interno”. Il resto è storia nota, resta la ferita per un luogo storico e di culto (sebbene da anni in disuso) ridotto in quello stato. La chiesetta, che è di proprietà della Curia e non già del Comune, è in stato di abbandono da decenni.

Già il sisma del 2002 di San Giuliano di Puglia ne pregiudicò la stabilità. Poi il terremoto di due estati fa ha ulteriormente compromesso la struttura che ora, con l’ultimo colpo dato dall’incendio, rischia di crollare. “C’è un concreto pericolo di crollo della struttura, pesantemente lesionata. La volta in legno potrebbe crollare. Per questo abbiamo transennato l’area”, spiega Aristotile che ricorda come nelle vicinanze lì ci sia la scuola, e nessuna leggerezza è dunque ammessa. “Seguiranno presto ordinanze del sindaco perché la struttura va messa in sicurezza, come concordato con Vigili e Protezione Civile. Speriamo che quanto prima si attivino Curia e Sovrintendenza perché trattandosi di un edificio storico la burocrazia c’è”.

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La chiesa, il cui rogo è stato prontamente spento dai Vigili ma che comunque ha creato danni irreparabili, si aggiunge alle altre conseguenze ingenti che il territorio ha riportato. “A un certo punto abbiamo richiesto l’intervento del canadair ma era impegnato sul fronte Casacalenda. In ogni caso i Vigili sono stati degli ‘angeli’ e hanno domato le fiamme. Oggi (già stamattina) la situazione è sotto controllo e non ci sono più focolai”.

Ora è il tempo della triste conta dei danni, che però vanno oltre quelli materiali. Ed è tempo di provare a capire chi ci sia dietro l’incendio, perché la natura dolosa è pressochè scontata. “Non solo c’è sicuramente la mano dell’uomo, ma anche di un cervello poco pacato o meglio di una vera e propria mente assassina”, commenta amaramente l’assessore. “Chi fa queste cose mette a rischio un’intera collettività: non è un delinquente, è per me un assassino”.

Per fortuna, spiega Aristotile, molti terreni che costeggiano il paese e che sono andati in fumo erano arati e puliti. Altrimenti sarebbe stato anche peggio. “La gente con le case vicine alla bocca del fuoco ha rischiato veramente tanto e noi come Amministrazione siamo loro vicini”.

L’emergenza fuoco di ieri si è unita ad un’altra emergenza, praticamente cronica in questi giorni d’estate: quella dell’acqua. Su questo Aristotile ci tiene a mandare un messaggio alla cittadinanza, perché non sono mancate le critiche. “In questo periodo in cui manca l’acqua è stata veramente dura calcolare le tempistiche e il rifornimento per i Vigili del Fuoco. Ma non avevamo scelta: la priorità andava data a loro perché il pericolo andava eliminato. La scelta da fare ieri era sì garantire l’acqua in alcune fasce orarie (il flusso idrico è stato poi anzitempo interrotto, ndr) ma la prima cosa era garantire l’incolumità dei cittadini”.

E ora? “Ora ci rialzeremo”, proprio come dicono i ragazzi del video. “La nostra povera Guglionesi vista col drone dopo l’incendio. #noiresistiamo”.