Dalla banca al deltaplano fino al ‘colpo di fulmine’ per il tratturo: la storia dura e romantica di Mario, che ha scelto la pastorizia

“Quasi trent’anni fa decisi di abbandonare tutto, rimasi colpito dal fascino della transumanza” racconta Mario Borraro, sposato con Carmela e padre del quasi diciottenne Pietro. Stasera, 23 agosto, a Toro sarà proiettato un documentario-inchiesta realizzato dal giornalista Lino Santillo e dal regista Pierluigi Giorgio. Si parlerà anche delle tasse spropositate, rispetto alle terre misere utilizzate per il pascolo, chieste dal Governo e dalla Regione: “Il dovuto da pagare per l’utilizzo del terreno si è moltiplicato, da 180 euro annui dovrei sborsarne 3mila con l’aggiunta di due annualità anticipate”.

Una vita per il tratturo, per la pastorizia, per il Molise delle origini. È la storia romantica per certi versi, dura per altri, ma anche intensa, variopinta, di Mario Borraro e della sua famiglia che da una trentina d’anni ha deciso di vivere a Castropignano. Una piccola azienda, allevamenti, transumanza: una svolta rivoluzionaria rispetto alla vita frenetica, stressante, a volte grigia, della città. Casertano d’origine, fu come un colpo di fulmine il suo a inizio anni Novanta.

“All’epoca ero istruttore di deltaplano e mi trovavo in Molise – racconta Mario –. Sulla strada per Duronia vidi per caso, nel corso di una manifestazione di volo appunto, il tratturo e ne rimasi affascinato, stupito. Dei tratturi avevo sentito parlare solo a scuola, nelle poesie. Ma la realtà superava la fantasia. E così, mi ritrovai con pecore, cavalli e sposai quella che poi sarebbe diventata mia moglie Carmela, lei di Frosolone. E diventammo pastori, lasciando in pratica la vita precedente”.

 

E sì, perché Borraro ha svolto diversi lavori: dall’impiegato di banca all’istruttore di deltaplano sia negli Stati Uniti che in Italia, oltre che il metalmeccanico. Ma la scintilla scoccata è stata più forte di tutto e tutti: “Da almeno 25 anni abbiamo deciso di puntare tutto sulla nostra azienda di Castropignano. Nostro figlio Pietro, quasi 18 anni, è nato in mezzo agli animali”.

Famiglia Borraro

Così è partito tutto. Il Tratturo, la Transumanza, la pastorizia e le ingiustizie. Di questo e altro si parlerà questa sera 23 agosto a Toro alle ore 21 nell’ambito della proiezione del documentario-inchiesta ‘Tratturo Imperfetto’ realizzato in tempo di covid dal giornalista Lino Santillo e dal regista-attore Pierluigi Giorgio. La storia della famiglia Borraro che fra Castropignano e Torella del Sannio anima e percorre un lembo di terra raccontato da Franco Ciampitti nel suo meraviglioso libro ‘Il Tratturo’.

Mario, Carmela e Pietro, una famiglia di pastori, sono i personaggi inconsapevoli descritti anni fa proprio da Ciampitti in uno dei capolavori della narrativa molisana e italiana. Tasse e gabelle imposte dal Governo centrale per far pascolare greggi e mandrie su un percorso che delinea la storia del Mezzogiorno italiano. Un documentario che vuole raccontare questo senza tralasciare la poesia della pastorizia, delle ambizioni di una famiglia di allevatori e di pastori.

Locandina documentario

Ma com’è nata l’idea di realizzare un documentario? “Purtroppo, qualche tempo fa ricevetti una brutta notizia: sono venuto a sapere che le tasse da pagare per l’utilizzo del terreno si sono moltiplicate, da 180 euro annui dovrei pagarne 3mila con l’aggiunta di due annualità anticipate. Una vera ingiustizia, considerando che la terra utilizzata è misera oltre che essere esigua, i terreni migliori erano già stati assegnati tutti quando ne feci richiesta diversi anni fa. In certi tratti non c’è neanche lo spazio per passare in mezzo ai rovi”.

 

Mario fa un esempio per capire di che terreno duro e infimo si tratti: “Io ho 37 ettari di terreno e il mio vicino che ne ha uno solo riesce a fare una quantità di fieno cento volte superiore. Nonostante tutto questo, dovrei pagare una cifra spropositata”. Bisogna dire che è stato il Ministero del Tesoro che ha invitato la Regione Molise ad alzare in modo così evidente la tassa per l’utilizzo del tratturo per uso ovino. Ma, come sottolinea giustamente il regista Pierluigi Giorgio, “è una spinta all’abbandono, si tratta di una richiesta assurda, senza conoscere le reali condizioni dei miseri, esigui tratti che vengono dati ai pastori, a differenza dei larghi, fertili metri di buona erba concessi ai contadini”.

Mario Borraro con le pecore

Proprio l’attore molisano ha convinto la famiglia Borraro a realizzare un documentario che può e deve muovere le coscienze di tanti: “Ho scritto una lettera accorata di sette pagine e mezza, da qui si è partiti per realizzare il bellissimo documentario realizzato grazie al regista-amico Pierluigi Giorgio e al giornalista Lino Santillo. Tutto è stato fatto nel periodo del covid, quindi ancora più difficile. Ci è voluto più di un mese ma ne è valsa la pena”.