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Il vedere di Gesù: il pane e la condivisione

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di don Mario Colavita

 

Il centro del brano del vangelo di Matteo non è tanto il miracolo del pane e dei pesci, il centro è ribadire l’importanza dell’ultima cena di Gesù e quello che lui ha fatto per la comunità.

Il vangelo di Matteo è un continuo richiamo ai personaggi e ai fatti dell’antico Testamento. Presentando Gesù ad ebrei convertiti al cristianesimo, Matteo non poteva fare altro che richiamare i personaggi dell’Antico Testamento (Mosè, Elia, Eliseo, Davide Salomone) e dire che Gesù ne è il compimento il figlio di Dio, il Messia.

Nel libro dell’Esodo leggiamo la pagina del miracolo della mamma nel deserto. Mosè chiese a Dio il dono del pane per il popolo affamato: “Ecco il sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccogliere ogni giorno la razione di un giorno” (Esodo 16,4). Un altro passo dell’Antico Testamento narra la storia del profeta Eliseo (2Re 4,4244). Un certo Baal-Salisà donò all’uomo di Dio venti pani d’orzo. Eliseo disse al suo discepolo dai da mangiare alla gente (vi erano 100 persone) con quei pani il profeta sfamò la folla di cento persone.

Queste due scene erano bene note agli ascoltatori di Gesù, e Matteo si riallaccia a queste scene per dire che Gesù dona qualcosa di più, non solo pane che sfama ma pane che salva.

Il vangelo dice che sceso dal monte vide una grande folla e ne ebbe compassione. Il vedere di Gesù è particolare è il vedere oltre è il vedere di Dio è il vedere misericordioso.

Gesù ha visto ciò che manca, e ora vede ciò che c’è, quei cinque pani e due pesci che, anche se condivisi, sembrerebbero non bastare a nessuno, anzi sono quei pochi pani e pesci che sfamano la folla di 5mila persone.

Il pane che dona Gesù è l’eucarestia. Celebrata ogni domenica diventa memoriale della carità di Dio per noi. Anzi una cosa dovremo ribadire: il pane che noi riceviamo è il dono che noi presentiamo. Una antica preghiera, poi diventata canto, dice: “accogli Signore i nostri doni, in questo misterioso incontro tra la nostra povertà e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, e tu donaci in cambio te stesso!”.

Alla messa non andiamo con le mani vuote, la nostra offerta a Dio è la vita, le speranze, le gioie, le tristezze, le ansie, questo offriamo e lui ci dona se stesso il suo corpo glorioso: l’eucarestia che ci aiuta nel cammino verso di Lui.

 

 

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