Il ‘futuriere’ del Molise torna sul palco col film del regista D’Angelo. “Cuoco ci ha contaminati più di quanto crediamo”

Una serata-evento fatta di storia, teatro e cinematografia. Di scena al Teatro Verde il lungometraggio firmato da Simone D'Angelo, regista molisano di talento, incentrato sulla figura di Vincenzo Cuoco. Un film che fa riscoprire l'importanza storica e culturale dei 'padri' che hanno dato lustro al Molise

Un cammino iniziato 4 anni fa, quando l’idea di realizzare un film su Vincenzo Cuoco, il ‘futuriere’ del Molise, ha iniziato a muovere i primi passi. “Già allora l’obiettivo era arrivare ad oggi, nel 2020, anno in cui ricorre il 250esimo anniversario dalla nascita dell’illustre personaggio molisano”. Così Simone D’Angelo, il regista – nativo di Castelmauro e da sempre ‘innamorato’ della figura di Cuoco – che ha portato a compimento quel cammino.

I Futurieri al Teatro Verde

In principio era un corto, presentato in alcune sale molisane oltre che in importanti festival cinematografici internazionali. Poi l’idea, trasformata in realtà, di farne un lungometraggio, il cui cammino è appena iniziato. Dopo la prima assoluta dello scorso dicembre a Campobasso e il successivo stop forzato a causa del lockdown, ecco che il ‘gioiellino’ cinematografico made in Molise riprende la sua strada. Lo ha fatto in grande stile ieri, 18 agosto, al Teatro Verde di Termoli, in un evento che ha unito storia, teatro, musica e cinema.

I Futurieri al Teatro Verde

Presentata dalla giornalista Valentina Fauzia, e dopo i saluti istituzionali dell’Assessore regionale Vincenzo Cotugno (il film è stato finanziato grazie al bando ‘Turismo è Cultura’, ndr), la serata ha preso il via con un ospite d’eccezione: l’architetto Franco Valente. A lui il compito di tratteggiare la figura del politico-economista-storico e letterato nativo di Civitacampomarano, e dei tempi in cui visse. “Cuoco è uno di quei personaggi che fa parte della nostra storia e della nostra quotidianità. Noi spesso non ci rendiamo conto dell’influenza che ha nelle nostre vite. Noi siamo dei ‘contaminati’, anche se spesso non conosciamo l’origine di questa contaminazione. Ecco, Cuoco ci ha contaminato”.

I Futurieri al Teatro Verde

Un uomo ‘illuminato’, che dal piccolo Contado del Molise, prima, e da Napoli (dove intraprese gli studi giuridici) poi iniziò a immaginare un Governo ideale che avesse come fine ultimo il benessere della comunità e non già gli interessi particolari di pochi. Animato dal dubbio, linfa prima di conoscenza, l’intellettuale molisano con lungimiranza ha anticipato la storia, anche quella odierna. Stupefacenti le analogie con gli accadimenti di oggi, specie quelli relativi alla comunicazione e al suo ruolo, e straordinariamente moderne le sue idee sull’istruzione.

Nelle prime battute del film l’intellettuale Giuseppe Maria Galanti – mentore in quel di Napoli del giovane Cuoco – dà agli spettatori quella che sarà la chiave del film: “L’istruzione è un viaggio che ci porta dal buio che è dentro di noi allo splendore che possiamo essere. L’importante è volersi mettere in cammino”. Ed è questa la cifra di Vincenzo Cuoco così come degli insegnamenti che il film fornisce.

I Futurieri al Teatro Verde

Un momento particolarmente emozionante, seguito al ‘salotto culturale’ con l’architetto molisano, si è avuto con la vibrante lettura teatrale di Andrea Ortis, protagonista nel film nelle vesti di Cuoco, che ha interpretato un estratto del rapporto che Cuoco scrisse, nei primi anni dell’800, all’allora Re di Napoli Gioacchino Murat e al Ministro dell’istruzione Zurlo.

Uno scritto che ha stupito per la modernità dei contenuti e che è stato contrappuntato dall’elegante piano/forte di Mariano Gramegna. Un testo – rielaborato dalla co-sceneggiatrice del film, Annalisa Montanaro, che insiste sulla necessità di educare l’uomo e il cittadino attraverso una scuola pubblica e accessibile a tutti (anche alle donne e ai ‘reietti’). Un testo che si sofferma, anche, sull’importanza del linguaggio, non solo forma esteriore ma anche sostanza del pensiero e delle idee.

Terzo e ultimo atto della serata-evento, la proiezione del film “I Futurieri in terra di Molise”. Omaggio alla nostra terra, alle nostre origini sovente sconosciute e ai personaggi illustri che hanno indicato una via di futuro. “Siamo molto poco disponibili a dare al Molise l’importanza culturale che ha”, ha affermato l’architetto Valente. Il merito del film di Simone D’Angelo è anche questo.

Da sottolineare l’intuizione di girare interamente un film in Molise (le riprese sono state girate in particolare a Venafro, Bojano oltre che nello splendido Castello Angioino di Civitacampomarano) e di intraprendere una sfida – anche economica – di rilievo. Simone D’Angelo lo ha fatto, con tenacia e capacità, dando vita ad un prodotto culturale intriso di valore storico, pedagogico oltre che di inusitata bellezza.

“Un film che non è ruffiano – ha chiosato tra gli applausi del nutrito pubblico l’attore Ortis -, che non ‘passa’ caciocavalli. Qui passano molte idee”. E l’idea del futuro, perchè no, può attingere dal passato.

 

Foto di @Costanzo D’Angelo