Covid, un altro positivo a Bojano rientrato dal Kosovo. Mortalità, studio molisano spiega fattori decisivi

C'è un altro positivo rientrato dal Kosovo in Molise. Non è legato ai cluster di Pesche ed Isernia ma è di Bojano. Intanto sono stati resi noti i risultati di una ricerca Neuromed sui principali indicatori di mortalità in ospedale per Covid-19. Il principale è l'età, poi c'è la ridotta funzionalità renale e lo stato infiammatorio mentre è minore di quanto si pensasse l'incidenza di malattie pregresse

C’è un nuovo positivo ed ancora una volta si tratta di una persona di nazionalità kosovara. Ma non si tratta dei cluster di Pesche o Isernia, dove appunto alcune persone lì residenti sono tornate dal proprio Paese di origine e poi l’Asrem ne ha appurato la positività. Stavolta il nuovo caso è a Bojano, e il centro matesino così rientra nella mappa dei comuni molisani con almeno un caso di nuovo coronavirus. Si tratta dunque attualmente del sesto comune, che segue il capoluogo (dove i casi per via del cluster venezuelano sono attualmente 24), Isernia (4 casi), Pesche (2 casi), Campolieto (2 migranti neo-accolti positivi) e Ururi (un carabinieri risultato positivo).

Dei 155 tamponi processati nelle ultime 24 ore dall’Azienda sanitaria regionale è emerso quest’unico caso di positività. In Molise dunque gli altri focolai non vedono aumentare i casi di positività e continuano ad essere al momento circoscritti.

Il nuovo paziente con Sars-CoV-2 è asintomatico e porta a 35 il numero di casi attualmente positivi. Mentre resta ricoverato al Cardarelli un solo paziente (anch’esso del Kosovo ma residente a Pesche) e sono 423, dall’inizio dell’epidemia, i pazienti che hanno contratto il virus ma sono guariti.

 

Intanto dall’Istituto Neuromed di Pozzilli arrivano importanti novità riguardo ai fattori che hanno aumentato il tasso di mortalità in ospedale per chi ha contratto la malattia del covid-19.
I principali indicatori di un maggiore rischio di mortalità sono stati l’età avanzata, il decadimento della funzione renale e l’elevato livello di infiammazione nel sangue”.
Sono i risultati di un ampio studio guidato dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con la Clinica Mediterranea Cardiocentro di Napoli, l’Università di Pisa e altri 33 centri clinici italiani distribuiti lungo tutto il Paese, che hanno costituito la Collaborazione Corist (COvid-19 RISk and Treatments).
La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Disease ha preso in esame 3.894 pazienti COVID-19 ricoverati in ospedali del territorio italiano dal 19 febbraio al 23 maggio scorsi.

neuromed epidemiologia e prevenzione

“Lo scopo principale del nostro studio – dice Augusto Di Castelnuovo epidemiologo del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed, attualmente presso Mediterranea Cardiocentro di Napoli – è stato quello di individuare i principali fattori di rischio di morte nei pazienti Covid-19, in modo da fornire migliori strumenti per identificare i pazienti a più alto rischio verso i quali predisporre particolari attenzioni e interventi terapeutici più mirati”.
“Ogni paziente ha una sua storia – prosegue la nota del Neuromed -. La situazione sanitaria precedente, i farmaci che assumeva prima dell’infezione, la gravità dei sintomi con i quali si presenta in ospedale. Elementi che possono influire sull’esito della malattia da Covid-19 in modo complesso. Per questo motivo, i ricercatori del Neuromed hanno analizzato tutte queste informazioni, raccolte da tutta Italia, non solo con i tradizionali metodi statistici, ma anche attraverso tecnologie di “Machine Learning” (apprendimento automatico), una branca dell’Intelligenza Artificiale nella quale i computer ‘apprendono’ dai dati disponibili e propongono modelli di predizione del rischio”.

“Proprio grazie al “Machine Learning” – dice Alessandro Gialluisi – ricercatore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed – è stato possibile considerare in maniera innovativa la complessità degli effetti e delle interazioni tra fattori, che non sempre si possono individuare tramite le classiche analisi statistiche”.
I risultati ottenuti identificano nell’età avanzata il fattore di rischio principale, ma riducono il peso delle patologie pregresse (soprattutto cardiovascolari) che nelle prime fasi della pandemia erano state indicate come possibili indicatori di un rischio maggiore, ma che in realtà sono a loro volta fortemente dipendenti dall’età stessa.
La ricerca sui fattori di rischio, condotta dalle ricercatrici Neuromed Simona Costanzo e Marialaura Bonaccio, ha evidenziato poi il ruolo della proteina C reattiva, un valido indicatore di infiammazione presente nel sangue. Più alto è lo stato infiammatorio del paziente all’ingresso in ospedale, maggiore sarà il suo rischio di morte durante il ricovero. Infine una riduzione della funzionalità renale è anch’essa progressivamente correlata con un aumento di rischio.

“Il medico che prende in cura un paziente Covid-19 – commenta Licia Iacoviello professore ordinario di Sanità Pubblica all’Università dell’Insubria e direttore del Dipartimento di Epidemiologia e prevenzione del Neuromed – necessita di strumenti di valutazione rapidi ed efficaci, che permettano di identificare chi sarà più a rischio di aggravarsi o di morire, rispetto agli altri. Con questo nostro progetto, che continuerà nei prossimi mesi a indagare i dati raccolti, ci auspichiamo di fornire un valido contributo allo sviluppo di linee guida per il trattamento del paziente Covid-19”.

Oggi in Italia si sono registrati ben 401 casi con 6 morti (di cui 5 il Lombardia). Un numero che continua a salire e in parte a preoccupare le autorità. Questa la situazione del Molise nel dettaglio.

 

Il bollettino dell’Asrem di oggi:
– 35 i casi attualmente positivi (28 nella provincia di Campobasso, 7 in quella di Isernia e 0 di altre regioni)
– 479 sono i tamponi positivi (392 nella provincia di Campobasso, 67 in quella di Isernia e 20 di altre regioni)
– 27685 i tamponi eseguiti di cui 26051 negativi. 1155 i tamponi di controllo
– All’ospedale Cardarelli di Campobasso i ricoverati sono 1: 1 in Malattie e 0 in Terapia Intensiva
– Sono 34 i pazienti in isolamento domiciliare (34) o dimessi dalla struttura ospedaliera in quanto asintomatici e clinicamente guariti (0)
– 421 pazienti dichiarati ufficialmente guariti (348 della provincia di Campobasso, 55 di quella di Isernia e 18 di altre regioni)
– 23 i pazienti deceduti con Coronavirus (16 della provincia di Campobasso, 5 di quella di Isernia e 2 di altra regione)
– 568 le visite domiciliari effettuate dalle Usca (311 Bojano, 107 Larino e 150 Venafro)
– 63 soggetti in isolamento e 0 in sorveglianza

 

Questa la mappa aggiornata del contagio in Molise
CAMPOBASSO 24  – ISERNIA 4 – PESCHE 3 – CAMPOLIETO 2 – URURI 1 – BOJANO 1