Trabucchi, qualcosa si muove: il Molise prova a seguire l’Abruzzo per costruirli e farne ristoranti

Approvata in terza commissione dopo la relazione del presidente Armandino D'Egidio e della vice Aida Romagnuolo, la norma deve solo superare l'approvazione dell'assise regionale. Sono previste sei nuove strutture che non dovranno superare gli 80 metri quadrati di superficie. E per il futuro non si esclude un gemellaggio con la costa abruzzese resa famosa proprio dai cosiddetti "ragni colossali"

Anche il Molise si prepara ad avere una legge per utilizzare al meglio i suoi trabucchi. La terza commissione regionale ha approvato la norma regionale – presentata all’epoca da Nicola Romagnuolo – ripresa dal presidente di commissione Armandino d’Egidio e dalla collega Aida Romagnuolo, che d’intesa con il governatore Donato Toma hanno dato concretezza alle richieste che da tempo arrivano anche dal mondo imprenditoriale molisano interessato a valorizzare queste straordinarie strutture dell’antica pesca. L’obiettivo è renderli strutture dove poter assaporare il gusto del mare in prelibati piatti di pescato godendo di una vista mozzafiato.

Come in Abruzzo, iniziando da Francavilla al Mare fino a San Salvo, passando per Ortona, Fossacesia, San Vito Chietino e Vasto anche Termoli (non appena la legge sarà approvata dal consiglio regionale, probabilmente nel prossimo autunno) avrà la possibilità di vedere realizzati sei nuovi trabucchi, compreso quello esistente ancora in piedi e l’altro da ricostruire dopo che una tempesta l’ha demolito quasi cinque anni fa.

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Sei macchine da pesca su palafitte che nelle intenzioni saranno trasformate anche in caratteristici ristorantini di mare, con una superficie di non oltre 80 metri quadri, in grado di accogliere turisti e visitatori per offrire loro il pescato di giornata cucinato nel pieno rispetto della tradizione termolese.

Si tratta di una sorta di continuità con la famosa costa dei Trabocchi abruzzese. Il presidente di commissione Armandino D’Egidio, infatti, non esita ad ipotizzare che all’atto dell’approvazione definitiva in consiglio “si potrebbe poi immaginare un gemellaggio con il vicino Abruzzo per alimentare uno scambio economico, turistico e culturale che favorirebbe un settore chiaramente volano di crescita e sviluppo”.

Soddisfazione è stata espressa anche dalla consigliera Aida Romagnuolo, vice presidente della terza commissione: “E’ una legge – ha detto – che offre la possibilità ai titolari dei trabucchi di svolgere attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, con l’utilizzo del prodotto ittico pescato dalla struttura stessa”. Un progetto avviato dall’ex consigliere Nico Romagnuolo e poi portato avanti dai due referenti che – con il pieno sostegno del governatore – hanno lavorato al progetto col fine di renderlo ulteriore elemento di valorizzazione della costa adriatica molisana ma anche un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro e promozione del territorio.

A chi ha palesato dubbi sulla fattività di questa legge, perché se ne parla da anni ma nessuno mai si è poi impegnato concretamente perché i trabucchi fossero trasformati in qualcosa che andasse al di là delle semplice struttura da pesca, i due consiglieri regionali rispondono a stretto giro: “Non crediamo siano semplici parole dal momento che adesso esiste una legge approvata in commissione e che deve essere approvata dall’assise regionale. Ma parliamo di un atto che favorisce crescita e sviluppo dunque non dovrebbero esserci difficoltà per un’approvazione che rispetto a queste esigenze dovrebbe essere scontata”.

Passata in consiglio, e trascorsi i tempi burocratici per la pubblicazione sul bollettino ufficiale, dovrebbe quindi essere bandito un avviso pubblico e gli imprenditori interessati dovranno mettersi all’opera per presentare un progetto rispondente ai requisiti tecnici previsti ma capace anche di creare la magia adeguata ad un paesaggio mozzafiato come quello termolese.

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Attualmente ci sono già quattro concessioni esistenti e i titolari chiedono proprio una nuova legge per poter costruire i trabucchi sul litorale termolese.

Cr.Ni.