Campobasso calcio, colosso dell’energia entra nel club. La C resta lontana: incertezze sul ripescaggio

Nella conferenza stampa che segna il debutto del nuovo socio di minoranza, il presidente rossoblù Mario Gesuè è cauto: "Siamo in attesa, la Lega dovrebbe iniziare a dare delle risposte. Siamo al 7 agosto e non sappiamo nemmeno quando inizierà il campionato. La penalizzazione? Da quello che sappiamo non dovrebbe incidere sull'eventuale ripescaggio..."

Luci e ombre, incertezze e consapevolezze. Stati d’animo che oscillano tra l’entusiasmo e il pessimismo. A poco più di un mese dall’inizio del campionato il futuro dei Lupi si comincia a delineare, è vero. Ma con un grosso punto interrogativo: in quale categoria giocheranno i rossoblù? Per ora una risposta non c’è, nonostante sia un pensiero fisso per tutti coloro che seguono le sorti del Campobasso calcio e che ne discutono animatamente al bar, per il corso cittadino, sui gruppi Facebook o nelle chat Whatsapp. Tifosi che cercano di carpire i segnali e rilanciano le notizie sulle difficoltà degli altri club di serie C – anzi ora si chiama Lega Pro, pardon – la cui mancata iscrizione potrebbe spianare la strada alla loro squadra del cuore.

Nemmeno Mario Gesuè, il presidente del Campobasso calcio, sa quello che accadrà al suo sodalizio:Siamo in attesa, ma c’è uno step che tutti i club devono affrontare: l’esame della Covisoc”, dice nell’incontro con i giornalisti convocati alle 16 di oggi (7 agosto) al Centrum Palace del capoluogo per presentare il nuovo socio di minoranza, Flavio Augusto Battista, amministratore delegato di Augusta Ratio.

Il patron rossoblù fissa una deadline: “Aspettiamo di vedere cosa succederà il 12 agosto, o ancora di più tra il 17-18 agosto, ossia quando si conosceranno le decisioni sui ricorsi che potrebbero essere presentati in caso di esclusione”.

Certo, non è soddisfatto dell’aria che tira in Lega: “Non voglio far polemica, ma la Lega dovrebbe iniziare a dare risposte. Siamo al 7 agosto, ancora non abbiamo la certezza sull’inizio dei campionati, se gli stadi saranno aperti al pubblico o chiusi, non sappiamo le linee guida sanitarie che dovremmo rispettare. E così diventa difficile per gli imprenditori intraprendere questo business che è quello del calcio”. E in questo contesto non è nemmeno chiaro se la penalizzazione ricevuta tre anni fa dai Lupi durante la gestione De Lucia-Leone potrebbe ostacolare la strada verso il ripescaggio: “I regolamenti sono scritti in maniera strana: da quello che sappiamo noi, non dovrebbe incidere perchè c’era un’altra società, io sono subentrato successivamente. Ma vedremo…”

Quindi il numero uno rossoblù invita la piazza ad avere i piedi di piombo e a non disperdere quel patrimonio di entusiasmo e calore che solo l’epidemia provocata dal covid ha interrotto: nell’ultima partita giocata, lo scorso 1 marzo, sugli spalti dello stadio di Selvapiana c’era una folla adorante ad esaltare Bontà e i suoi compagni. “Nel caso in cui dovessimo disputare la serie D – chiarisce – l’obiettivo è costruire una squadra per vincere il campionato. Non ci tireremo indietro se ci sarà bisogno di rinforzare la rosa con nuovi giocatori, prenderemo giocatori top per la categoria. Se invece dovessimo disputare la serie C, andremo ad ‘annusare’ questo campionato, ma non costruiremo una squadra per vincere”.

I presupposti ci sono tutti. Anche perchè la compagine societaria è stata rinforzata dall’ingresso di un gruppo imprenditoriale: l’Augusta Ratio, colosso che opera nella filiera energetica (fattura 150 milioni di euro all’anno, ndr), avrà una quota del 20%. L’accordo rafforza ulteriormente la partnership già in essere tra il club e il gruppo energetico in quanto prevede il rinnovo per i prossimi tre anni della sponsorizzazione con Levigas, come Top Sponsor sulle maglie dei rossoblù.

L’ad dell’Augusta Ratio spiega i motivi dell’ingresso in società, Flavio Augusto Battista: “E’ una scelta legata a motivazioni economiche, sulla base di un business plan ambizioso. Ma la considero anche una sfida per favorire il risveglio della città”. Alla base della decisione anche motivi affettivi: il suocero di Battista è Peppino Mastropaolo, ex tesoriere del presidentissimo Tonino Molinari, l’unico imprenditore in grado di portare il Campobasso nell’Olimpo del calcio italiano. E lo stesso Battista ha ‘respirato’ le storie di quella squadra gloriosa. “Il progetto è a medio-lungo termine – sottolinea – quindi siamo qui per investire perché crediamo in un un programma ambizioso che risvegli calcisticamente Campobasso”