Bonus Gravina, l’opposizione tace ma nel suo partito sono sotto choc. Greco: “Indifendibile, chiedi scusa”

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle invita il sindaco di Campobasso a chiedere pubblicamente scusa per aver intascato un aiuto pubblico di cui non aveva bisogno: "Non me lo sarei mai aspettato da Roberto, è indifendibile". Le conseguenze? "Non lo so, ci sono organi preposti a vagliare queste situazioni". Se tra i grillini la notizia sta facendo discutere le varie opposizioni tacciono.

“Non si può difendere l’indifendibile”: ha dato anche un titolo al suo intervento il portavoce dei 5 Stelle in Regione Andrea Greco. Il caso Gravina e quel sostegno al reddito da 600 al sindaco che intasca più di 3mila euro netti al mese per la sua carica ha scioccato i compagni di partito. Anche più delle varie opposizioni che – fatta eccezione per qualcuno – sulla vicenda stranamente tacciono.

Amministratori che hanno preso il bonus: “Al Comune con la politica non si campa”. Gravina: “Li ho dati in beneficenza”

Ma dal Consiglio regionale del Molise – dove le prime critiche sono state quelle del governatore Donato Toma – una voce, forte e autorevole, si è levata. Ed è quella dell’ex aspirante presidente di Regione Andrea Greco il quale, a più di 24 ore dalla ‘deflagrazione’ della notizia scrive: “Il mio silenzio sulla vicenda del bonus Covid da 600 euro ha una sola motivazione: aspettare le scuse pubbliche di alcuni portavoce nei confronti dei cittadini. Scuse che ad oggi, però, non sono arrivate neanche da rappresentanti delle istituzioni che “militano” nel MoVimento”.

La riflessione del capogruppo pentastellato “che accanto a Roberto Gravina ci ha messo la faccia chiedendovi fiducia” parte da una premessa: “Non si scappa di fronte ad un fatto simile. Le prime cose da fare sono piuttosto chinare il capo, cospargerselo di cenere e chiedere scusa, cosa che tutti ci aspettavamo di sentire. Senza giri di parole, non mi è piaciuto leggere il suo nome tra i beneficiari di quella misura di sostegno al reddito. Un fatto che mi sarei aspettato da un qualsiasi esponente della Lega, da un sindaco del PD, non certo da una persona dalle spiccate qualità umane come Roberto”.

Eppure proprio Gravina quel sostegno al reddito, volgarmente detto bonus, lo ha preso per poi devolverlo in beneficenza. Va precisato, però, che i suoi 600 euro non erano quelli per le partite iva che stanno facendo tanto discutere, ma l’aiuto che la Cassa previdenziale forense (a cui è iscritto essendo avvocato prima ancora che sindaco), gli ha concesso in virtù di un calo del fatturato legato al lockdown. La differenza è formale più che sostanziale giacché la Cassa forense ha ottenuto il budget per aiutare i suoi iscritti dal governo che in un momento di straordinaria difficoltà voleva mettere al sicuro chi da un momento all’altro si trovava ad affrontare un’emergenza sanitaria ed economica col rischio di non percepire alcun reddito. Insomma, sempre di soldi pubblici si parla.

“Certo – fa notare oggi Greco -, la legge permetteva di percepire il bonus anche a politici e amministratori locali, ma un passo indietro in tal senso sarebbe stato certamente gradito a tutti, durante una pandemia”.

Passo indietro che hanno fatto i consiglieri regionali Vittorio Nola e Valerio Fontana, entrambi liberi professionisti prima ancora di essere eletti in Regione.

“La verità – scrive ancora Greco – è che ognuno sceglie i propri modelli di riferimento, e il MoVimento 5 Stelle fonda le sue radici e il suo successo su comportamenti diametralmente opposti da questi. Se dovessi smettere di indignarmi per questi accadimenti dovrei smettere di fare politica, con tutto che c’è una differenza abissale tra un amministratore locale e un deputato, o un assessore regionale”.

Le conseguenze di questo scandalo? “Non chiedetemelo – conclude il capogruppo pentastellato – perché il MoVimento ha organi preposti a vagliare queste situazioni. Quello che posso dire è che questo maledetto Covid ci ha portato via tante cose, ma non gli permetterò di portarci via i nostri ideali fondanti e i nostri sogni, né lo permetterò ai detrattori e parassiti che vogliono vederci scomparire, perché sono gli stessi che la nostra terra se la sono sbranata”.

Se la ‘questione morale’ sta animando il dibattito nel Movimento 5 Stelle, il caso non sembra aver risvegliato le opposizioni di centrodestra e centrosinistra. L’ex sindaco Antonio Battista si è limitato a uno stringatissimo post su facebook (“La pezza peggio del buco. Si approfitta dell’occasione”) mentre l’altra esponente del Pd Bibiana Chierchia ha scelto un ancora più discreto (e sibillino) messaggio di whatsapp ai suoi amici. Una riflessione ferma e pacata è stata invece quella del sindaco di Vinchiaturo Luigi Valente.

Tutto il resto (per ora) tace. Evidentemente il bonus ha fatto gola a più politici di quelli usciti allo scoperto fino a questo momento.