Ancora un guarito, mentre uno studio molisano prova a risolvere l’enigma Covid: perchè ha colpito più il Nord del Sud?

Anche oggi 0 casi ed è guarito unico paziente di Portocannone. Intanto un progetto finanziato da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Fondazione Umberto Veronesi vedrà impegnato il Neuromed di Pozzilli nel mettere a confronto la diffusione del coronavirus e il distress psicologico degli operatori sanitari in Molise e provincia di Varese

Anche oggi il Molise non fa registrare nuovi casi di positività al SarS-CoV-2, il virus che in Italia oggi ha invece contato complessivamente 230 nuovi casi, in netta risalita rispetto a ieri quando questi ultimi erano stati 163. Purtroppo anche i decessi sono aumentati passando, da ieri a oggi, da 13 a 20. In Molise invece da giorni i tamponi (anche gli ultimi 161 processati nelle ultime 24 ore) hanno sempre dato esito negativo.

Con l’ulteriore buona notizia resa nota dall’Azienda sanitaria oggi: è guarito l’unico paziente positivo di Portocannone. Oggi il contro-tampone di verifica ha però definitivamente giudicato guarito il paziente, cancellando contestualmente Portocannone dalla mappa dei comuni molisani con almeno un caso di contagio. Questi restano oramai soltanto 5, con i capoluoghi di provincia in testa con 2 casi ciascuno.

 

Intanto dal Molise arriva un’altra buona notizia: presto vedrà la luce una nuova ricerca – cui partecipa l’istituto Neuromed – sul coronavirus e i suoi effetti, per capire come mai la malattia ha colpito molto di più al Nord, e specie in Lombardia, che al Sud e in territori meno popolati come la nostra regione. Gli specialisti dell’Istituto Neuromed di Pozzilli studieranno e metteranno a confronto la diffusione del covid-19 e il distress psicologico degli operatori sanitari in Molise e provincia di Varese, in un progetto finanziato da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Fondazione Veronesi.

Al via nei prossimi giorni lo studio che vedrà impegnato non solo l’Istituto di Pozzilli, ma anche l’Università dell’Insubria e l’Asst Sette Laghi.

“Dopo la fase della primissima emergenza, e in attesa di un vaccino efficace, contro il coronavirus è arrivato il momento di disegnare un percorso chiaro per i prossimi mesi e anni – si legge in una nota dell’Istituto molisano –. Un percorso che dovrà operare scelte di intervento e prevenzione basate su una attenta conoscenza del fenomeno. È questo l’obiettivo del progetto elaborato dall’Università dell’Insubria, dall’Asst Sette Laghi a Varese e dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli.

Il progetto ‘Impatto dell’infezione da Sars-CoV-2 in popolazioni con alto o basso rischio di infezione’ è finanziato congiuntamente da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Fondazione Umberto Veronesi, e studierà due territori che hanno subìto un impatto molto diverso nel corso dell’epidemia: da un lato la provincia di Varese, con i dati raccolti da Asst Sette Laghi, che ha visto una maggiore circolazione del virus rispetto al Molise, monitorato da Neuromed, l’altro ente coinvolto nella ricerca.

istituto neuromed

L’indagine si dividerà in due aree principali: un’indagine sierologica su un campione di cittadini appartenenti alle due aree renderà possibile disegnare l’effettiva diffusione del Sars-CoV-2, le diverse manifestazioni della malattia e l’eventuale presenza di fattori di rischio o protezione che potrebbero aver influito sulla maggiore o minore gravità clinica. Parallelamente sarà portata avanti una indagine sul distress psicologico degli operatori sanitari coinvolti.

“Abbiamo ancora molto da imparare su questo virus – dice Licia Iacoviello, professore ordinario di Sanità Pubblica all’Università dell’Insubria e direttore del Dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed – a cominciare dall’effettiva circolazione nella popolazione, un’indagine impossibile nella fase di emergenza, ma che ora possiamo condurre con precisione. Inoltre dobbiamo capire le ragioni per le quali l’infezione ha avuto un impatto così diverso in differenti aree del nostro Paese e perché le persone colpite hanno avuto manifestazioni cliniche estremamente varie, dagli asintomatici a quelli che hanno perso la vita. Infine il personale sanitario, un gruppo ad alto rischio del quale non solo vogliamo conoscere il livello di esposizione all’infezione, ma anche l’impatto che questa epidemia ha avuto in termini di stress subìto, e delle relative conseguenze a lungo termine sulla loro vita”.

licia iacovello dottoressa professore neuromed

Tremila persone appartenenti alle due aree interessate saranno invitate a partecipare alla ricerca. Un prelievo di sangue permetterà di testare rapidamente la presenza di anticorpi contro il Sars-CoV-2, sia IgM (segno di un’infezione recente) che IgG (che compaiono più tardi), mentre una parte dei campioni sarà conservata in biobanche per essere sottoposta a ulteriori analisi future. Grazie a una app per smartphone specificamente sviluppata, i partecipanti compileranno anche dei questionari relativi al loro stato di salute e alle loro abitudini di vita. Le successive indagini statistiche punteranno a evidenziare i fattori in gioco nel determinare la suscettibilità alla patologia e gli eventuali fattori di rischio che potrebbero causare le diverse manifestazioni cliniche.

“Quello del personale sanitario – dice Marco Ferrario, professore ordinario di Medicina del lavoro e direttore della struttura complessa di Medicina del lavoro, preventiva e tossicologia dell’Asst Sette Laghi – è un discorso diverso e molto importante. Non solo medici e infermieri sono soggetti particolarmente a rischio di contrarre l’infezione, ma rappresentano forse la categoria sulla quale il virus ha maggiormente colpito in termini di stress e di impatto emotivo. Eppure saranno i pilastri che sorreggeranno il sistema nel caso di una seconda ondata. Per questo motivo una parte importante del progetto sarà focalizzata proprio su di loro. Testeremo e seguiremo il personale della Asst Sette Laghi e dell’Irccs Neuromed”.

 

Tornando al Molise, questo è nel dettaglio il bollettino Asrem del 16 luglio:

– 8 i casi attualmente positivi (4 nella provincia di Campobasso, 3 in quella di Isernia e 1 di altre regioni)
– 446 sono i tamponi positivi (364 nella provincia di Campobasso, 62 in quella di Isernia e 20 di altre regioni)
– 24242 i tamponi eseguiti di cui 22657 negativi. 1139 i tamponi di controllo
– All’ospedale Cardarelli di Campobasso i ricoverati sono 1: 1 in Malattie e 0 in Terapia Intensiva
– Sono 8 i pazienti in isolamento domiciliare (7) o dimessi dalla struttura ospedaliera in quanto asintomatici e clinicamente guariti (1)
– 414 pazienti dichiarati ufficialmente guariti (343 della provincia di Campobasso, 54 di quella di Isernia e 17 di altre regioni)
– 23 i pazienti deceduti con Coronavirus (16 della provincia di Campobasso, 5 di quella di Isernia e 2 di altra regione)
– 525 le visite domiciliari effettuate dalle Usca (278 Bojano, 107 Larino e 140 Venafro)
– 7 soggetti in isolamento e 0 in sorveglianza

Questa la mappa aggiornata del contagio in Molise
CAMPOBASSO 2  – ISERNIA 2 – SAN GIULIANO DEL SANNIO 1 – ROCCAVIVARA 1 – MACCHIAGODENA 1