La lunga crisi della Gam, l’Ilva del Molise. L’ultimo salvagente sono 10 milioni dell’area di crisi complessa

Il Consiglio regionale ha approvato ieri (30 giugno) un ordine del giorno presentato dal Pd e da Iorio per impegnare il governo Toma a rilanciare lo stabilimento di Bojano e a trovare un imprenditore che garantisca la continuità produttiva. Il capogruppo dem Micaela Fanelli: "Tutta la filiera avicola molisane attende risposte e soluzioni certe". Nuove speranze dalla riprogrammazione dei finanziamenti per l'area di crisi complessa.

L’ultimo salvagente lanciato alla ex Gam passa per la riprogrammazione dei finanziamenti dell’area di crisi complessa. Dieci milioni di euro per la precisione, secondo la cifra annunciata al Consiglio regionale dal presidente della Regione Donato Toma durante il dibattito sull’ordine del giorno presentato dal Pd e da Michele Iorio sullo stabilimento di Bojano.

La lunga crisi dell’azienda, cuore pulsante della filiera avicola e in attività solo in minima parte (funziona solo l’incubatoio), tiene di nuovo banco nell’Aula di palazzo D’Aimmo. All’esterno dell’edificio ci sono ancora una volta gli operai e i rappresentanti dei lavoratori che chiedono al governo regionale soluzioni per il rilancio dell’industria del pollo una volta saltato il progetto legato alla società Avicola Vicentina (gruppo Amadori).

“Le maestranze della Gam e tutta la filiera avicola molisana attendono risposte, ma soprattutto soluzioni certe e risolutive ad una crisi che si protrae, ormai, da troppo tempo”, sottolinea il capogruppo del Pd Micaela Fanelli. “Da una parte, è necessario continuare la ricerca di un imprenditore che garantisca la continuità produttiva e il rilancio dell’attività dello stabilimento, del macello e dell’indotto. Dall’altra, è altrettanto essenziale che la Regione assicuri il sostegno finanziario regionale al fitto del ramo d’azienda e al cofinanziamento del tfr dei lavoratori”.

 

Il tracollo della Gam è lo specchio della crisi economica di una vasta area che abbraccia l’area matesina e il Molise centrale, lavoratori che vivono non solo a Bojano ma anche a Campobasso e nei paesi vicini.

“Dopo la chiusura della Gam – lo spaccato riferito in Aula dal consigliere Armandino d’Egidio, ex sindaco di San Polo Matese – a Bojano hanno chiuso tanti negozi, bar e pasticcerie. Pure le farmacie che assicuravano determinati prodotti allo stabilimento hanno dimezzato il budget, tante abitazioni sono vuote, in vendita perchè le persone sono andate via”.

L’ex governatore (attuale consigliere regionale) Michele Iorio è stato uno dei promotori dell’intervento pubblico per sostenere quella che ha sempre ritenuto una delle aziende più rappresentative del Molise. In Aula paragona la Gam alle più importanti fabbriche italiane: “La filiera produttiva del pollo per noi è come l’Ilva e la Fiat”, scandisce precisando al tempo stesso che “non è compito nostro fare gli imprenditori, ma dobbiamo capire che ci sono delle priorità”.

La filiera del pollo ma non solo. Andrea di Lucente allarga il campo visivo dell’assemblea regionale: “Dobbiamo porre fine ai ‘viaggi della speranza’ di questi lavoratori e non dobbiamo dimenticare le altre aziende, come quelle del nucleo industriale di Pozzilli”. Il consigliere dei Popolari, uno dei dissidenti, spiega perchè a suo dire gli investitori sono ‘scappati’ (compresa la società Avicola Vicentina che aveva firmato il contratto di sviluppo per acquistare la Gam): “Questa regione non è appetibile perché non ci sono infrastrutture”. Chissà se si tratta di una punzecchiatura anche nei confronti dell’assessore Vincenzo Niro, titolare delle Infrastrutture nel governo regionale.

L’ordine del giorno, che chiede alla Regione di assicurare il sostegno al reddito ai lavoratori e di attivarsi con il governo nazionale per un nuovo intervento finanziario per l’area di crisi complessa, viene approvato con i voti di 12 consiglieri regionali. Si astiene il Movimento 5 Stelle, protagonista fra l’altro di un battibecco con il Partito democratico, nonostante abbiano condiviso la mozione di sfiducia al presidente Toma che è stata depositata. 

“Ci asteniamo perché non condividiamo il metodo”, esplicita il pentastellato Angelo Primiani. “Non è con questo ordine del giorno che si risolvono i problemi. Sono stati drenati troppi soldi pubblici per aziende decotte senza pensare alle micro aziende molisane, che non verranno mai a manifestare davanti al Consiglio regionale, ma che vivono gli stessi problemi. Eppure sono dimenticate dalla classe politica e dall’assise regionale”.