Il doppio binario mette a rischio il fratino, ma il Ministero all’Ambiente prende un granchio: l’uccello non vive dove passeranno i treni dell’alta velocità

La Commissione tecnica dell'Ambiente esprime parere negativo sul raddoppio del binario appellandosi alla tutela del fratino e della ghiandaia marina. Ma nessuna delle due specie avifaunistiche nidifica sul tracciato dei treni. L'esperto ornitologo conferma: "La zona del cantiere non c'entra niente con l'habitat dei due uccelli indicati dai tecnici"

Non solo il Ministero dell’Ambiente esprime un parere sulla Linea Adriatica dell’alta velocità con tre mesi di ritardo, ma sbaglia pure a indicare le specie di uccelli che sarebbero messe a rischio dal doppio binario tra Campomarino e Ripalta. Né il fratino né la ghiandaia marina nidificano lungo il tracciato oggetto di intervento da parte di Rfi per risolvere l’ormai famigerato “imbuto” al confine tra Molise e Puglia che paralizza la tratta adriatica.

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Riepilogando velocemente: i 34 chilometri di realizzazione del doppio binario insieme alla modernizzazione dell’Adriatica sono stati finalmente inseriti fra le 130 opere strategiche del Decreto Semplificazione, quelle che avranno la priorità e un iter accelerato. Il Governo ha deciso: l’infrastruttura in ballo da 20 anni, finanziata dal Cipe, si deve fare. Ma la Commissione Tecnica del Ministero dell’Ambiente accende il disco rosso: “Fermi tutti, c’è un problema, anzi due”. Quali? Si chiamano Charadrius Alexandrinus e Coracias Garrulus. Per i non addetti, più banalmente, il fratino e la ghiandaia, specie avifaunistiche delle nostre parti, peraltro protette.

Il cantiere dell’opera – dice il Ministero nel parere negativo di Valutazione Impatto Ambientale rilasciato con 90 giorni di ritardo sulla scadenza massima – potrebbe compromettere la loro sopravvivenza perché “manca la caratterizzazione qualitativa e quantitativa della fauna nidificante e della sua distribuzione all’interno dell’area di intervento”.

fratino

Peccato, o per fortuna (dei molisani) che nessuno dei due uccelli sia invece presente lungo il tracciato dell’opera strategica. “Il fratino è una specie dunale e nidifica sulla spiaggia, non arriva mai oltre la pineta. E la ghiandaia marina è una specie migratoria che nei soggiorni in Molise si trova verso Colletorto, a 40 chilometri da qua”.

A parlare è Nicola Norante, non uno qualsiasi ma un ornitologo che da 40 anni conosce vita, morte e miracoli delle specie avifaunistiche del territorio. La notizia dello stop al doppio Binario imposta dalla Commissione Ambiente a tutela del fratino è stata ripresa e rilanciata da tutti i giornali, ma dietro quel parere negativo ci sarebbe un errore di fondo. Se n’è parlato anche questa mattina all’interno della trasmissione Agorà di Rai3 che ha interpellato, oltre al sindaco Silvestri, lo stesso Norante. Il quale ha espresso zero dubbi sul fatto che fratino e ghiandaia marina siano entrambi niente affatto interessati dal progetto del raddoppio “perché di fatto non esistono lungo il tracciato previsto da Rfi”, come chiarisce a Primonumero.it. “Il fratino peraltro – aggiunge – non è stato mai disturbato nemmeno dalla linea attuale, ben più vicina alla spiaggia di quella che si dovrà fare, e che corre a 300 metri dall’arenile nella zona a sud di Campomarino, all’altezza del Saccione, e in alcuni punti a sole poche decine di metri dalla spiaggia”.

Grandi pulizie sulla spiaggia di Campomarino

E la ghiandaia marina? “E’ presente da tutt’altra parte, verso Colletorto per intenderci, a decine di chilometri dal punto in cui dovrà passare la ferrovia”.

La domanda è spontanea e legittima: su quali informazioni si sono basati i tecnici del Ministero all’Ambiente per dare le loro prescrizioni? Chi hanno interpellato? “Me no di sicuro, e nessuno del Centro Studi Ornitologici del Molise” replica Norante, sconcertato dal parere e dai contenuti “scientifici” proposti.

“Il problema del fratino – aggiunge – non è nemmeno la ferrovia, che esiste da tantissimo tempo e non lo ha mai disturbato, quanto i Quad e i cani lasciati liberi sulla spiaggia, quindi l’ignoranza delle persone”. Sulla tutela del fratino in modo particolare da tempo si muove il Gruppo Ornitologico Molisano presieduto da Norante in collaborazione con Ambiente Basso Molise per l’aspetto più strettamente protezionistico. Ma il fratino col tracciato dei treni, che dovrebbero portare la velocità almeno a 180 chilometri orari, non ci azzecca nulla, come direbbe Di Pietro.

I tecnici del Ministero hanno preso un granchio? Parrebbe proprio di sì, e a cascata tutti i giornali e i quotidiani a tiratura nazionale che hanno rilanciato la notizia. Viene da pensare che stavolta l’ambientalismo estremista, quello che dà voce a chiunque purché abbia un tesserino Lipu o un distintivo WWF, abbia colto in flagrante la commissione tecnica ministeriale la quale non si è nemmeno accorta che il cantiere del futuro, peraltro unica opera strategica prevista per il malcapitato Molise, non invade l’habitat naturale dei fratini e delle ghiandaie perché, semplicemente, laddove passeranno i treni queste due specie non esistono.

binari termoli campobasso

D’altra parte il progetto è stato spostato verso l’interno, come ricorda anche il deputato del MoVimento 5 Stelle Antonio Federico, sostenendo quanto l’opera sia fondamentale per il Mezzogiorno e invitando a lasciare da parte strumentalizzazioni politiche. Da Federico arriva un appunto circa la procedura in Commissione Via, cominciata ad agosto 2019 e non conclusa a ottobre 2019 come previsto dalla norma. “Se si fossero rispettate le scadenze a novembre scorso si sarebbe potuto esprimere il Consiglio di Stato e a gennaio 2020 sarebbe stato possibile il bando di gara. E’ inaccettabile – aggiunge il deputato – che una infrastruttura strategica per lo Stato italiano programmata nel 2001 ancora oggi non sia stata realizzata. E’ ora che nei Ministeri i dirigenti si adoperino per avere i pareri nei tempi stabiliti, perché ogni ulteriore ritardo è intollerabile”.

Non sarà anche ora che il Ministero all’Ambiente corregga il parere negativo lasciando in pace il fratino delle dune e la ghiandaia marina e dando una bella accelerata a un’opera che porterebbe il Molise fuori dal quarto mondo dei trasporti su rotaia?

Antonio Federico