Toma ‘salva’ la Lega: Marone resta nella nuova Giunta. Pallante assessore ai Trasporti, Di Baggio sottosegretario

Dopo una nottata di trattative il presidente della Regione ha chiuso il cerchio e questa mattina - 21 luglio - ha firmato i decreti di nomina degli esponenti della sua squadra di governo. La new entry è il sottosegretario Quintino Pallante, designato assessore ai Trasporti e all'Energia. Toma scontenta Forza Italia che perde un rappresentante nell'esecutivo e i dissidenti che avevano chiesto l'estromissione del Carroccio e le deleghe.

Dentro Fratelli d’Italia, fuori un rappresentante di Forza Italia. Lega salvata in calcio d’angolo.

Toma e Di Baggio

Alla fine il presidente della Regione ha sciolto il rebus e ricomposto in questo modo il puzzle della sua ‘nuova’ squadra di governo: l’avvocato termolese Michele Marone, esponente del partito di Matteo Salvini, rimane al suo posto nonostante la richiesta dei consiglieri regionali di ‘epurarlo’. Toma ha preferito non mettersi contro un importante alleato come il Carroccio, primo partito del centrodestra a livello nazionale e che, con il commissario Jari Colla, nei giorni scorsi aveva ricordato il peso specifico frutto del contributo in termini di voti portato alle scorse Regionali.

Il presidente scontenta invece Forza Italia: nè la telefonata di Silvio Berlusconi nè la moral suasion della coordinatrice azzurra Annaelsa Tartaglione hanno evitato la ‘capitolazione’ di Roberto Di Baggio, ormai ex assessore all’Istruzione. Sarà sottosegretario al posto di Quintino Pallante, il primo degli eletti del partito di Giorgia Meloni ‘promosso’ dal governatore ad assessore ai Trasporti, al Personale e all’Energia. Un esecutivo composto da soli uomini, senza nessuna rappresentanza femminile: nessuna promozione in Giunta (ma questo già si sapeva) per Aida Romagnuolo, ‘sponsorizzata’ dai dissidenti e considerata nei giorni scorsi assessore in pectore.

Donato Toma ha annunciato le novità alla stampa poco prima della riunione del Consiglio regionale di questa mattina (21 luglio). “Sono andato a dormire tardi, intorno alle 2”, confida ai giornalisti che lo ‘assediano’ in via IV Novembre e gli strappano qualche dichiarazione prima dell’ingresso in Aula. A Palazzo Vitale è stata una nottata di trattative per trovare la quadra e probabilmente pure per convincere Roberto di Baggio ad accettare il nuovo incarico. Incarico che lui, come spiegavano nei giorni scorsi fonti autorevoli di Forza Italia, non voleva.

Questa mattina, di buon’ora, Toma ha posto la firma in calce ai decreti. “La novità è l’ingresso di Quintino Pallante in Giunta che si occuperà di Trasporti, Personale ed Energia”, sottolinea ai giornalisti.

Per il resto non ci sono troppi sconvolgimenti. Ad esempio, Vincenzo Cotugno resta vice presidente e assessore con queste deleghe: Internazionalizzazione delle imprese; Accesso al credito; Turismo e marketing territoriale, Cultura, Molisani nel mondo.

Sostanziali conferme anche per i settori di competenza di Nicola Cavaliere (Politiche agricole ed agroalimentari; Sviluppo rurale e Consorzi di bonifica; Programmazione forestale; Caccia e pesca), Michele Marone (Politiche del lavoro; Politiche sociali, Terzo settore; Politiche per l’immigrazione), Vincenzo Niro (Lavori pubblici; Viabilità ed Infrastrutture; Sistema idrico integrato; Demanio regionale).

Invece, la chiosa finale del capo della Giunta, “Di Baggio avrà un incarico importantissimo, quello di sottosegretario che ho deciso di affidargli e parteciperà ad una serie di tavoli per conto mio e mi supporterà in alcuni settori”. Ossia nelle materie che fino a poche ore fa erano di sua competenza in qualità di assessore: Urbanistica e pianificazione territoriale; Rapporti con l’Ente regionale per l’edilizia sociale (Eres e Iacp); Politiche della casa; Istruzione e Formazione professionale; Tutela dell’ambiente. 

Finisce così il ‘primo tempo’ della partita: il governatore per ora non ha assegnato le deleghe ai consiglieri regionali che pure – in primis i dissidenti – gli avevano chiesto un maggiore coinvolgimento. “Vediamo dopo”, ha detto solo. “Penso di aver raggiunto gli equilibri, almeno il mio interno. Poi se gli altri non riescono a raggiungere il proprio…”. Probabile una stoccata ai dissidenti, per ora sconfitti due volte dal presidente: le loro richieste (la Lega estromessa dalla Giunta e le deleghe) sono state praticamente ignorate. E forse questa sarà la nuova miccia che accenderà il fuoco che Toma potrà spegnere solo assegnando le numerose deleghe che ha tenuto per sè: Programmazione e politiche comunitarie; cooperazione internazionale; Università ricerca ed innovazione; Istruzione e formazione professionale; Bilancio, finanza e patrimonio; Agenzie e partecipate; Riforme istituzionali, semplificazione e agenda digitale; Tutela dell’ambiente; difesa del suolo ; Protezione civile; Politiche della Casa; Rapporti con l’Ente regionale per l’edilizia sociale (ERes e Iacp); Urbanistica e pianificazione territoriale; Sport ed impiantistica sportiva; Attività produttive e sviluppo economico; Pesca produttiva; Politiche sanitarie Politiche della famiglia, giovanili e di parità; Tutela dei consumatori.