Toma pronto a cambiare la Giunta per la quinta volta: via Marone, dentro Aida Romagnuolo e rimpasto deleghe

Dopo aver incassato la fiducia della coalizione, nelle prossime ore il capo dell'esecutivo formalizzerà nuovi incarichi dando seguito agli impegni presi con la maggioranza che ha minacciato di far cadere il governo. Possibile anche un rimpasto delle deleghe per 'accontentare' i dissidenti, mentre negli ambienti politici la consigliera regionale ex Lega è già considerata assessora in pectore

Ancora poche ore e poi il direttore d’orchestra, il presidente Donato Toma, prenderà la bacchetta per dare il ‘la’ all’ennesimo giro di valzer nel suo governo: Aida Romagnuolo, consigliera regionale ex Lega nonché nome caldeggiato dai dissidenti della maggioranza, dovrebbe prendere il posto di Michele Marone, rappresentante del partito di Matteo Salvini che finisce nell’angolo, così come richiesto dagli ormai ex dissidenti che ieri in aula non hanno votato la sfiducia.

Il canovaccio dovrebbe essere già stato scritto, quanto meno delineato lunedì scorso (6 luglio) nella riunione tra il capo della Giunta e la sua maggioranza alla vigilia della mozione di sfiducia presentata da Pd e M5S.

Nel summit Toma ha preso un impegno con i suoi e in particolare con i dissidenti che non sono mai riusciti a mandare giù un boccone amarissimo: la nomina dell’avvocato termolese in base a quello che è stato reputato un diktat della Lega. E di fronte alla minaccia di far cadere il governo regionale con una nuova sfiducia, presentata questa volta dalla sua coalizione, il governatore ha preso un impegno: “Terrò conto della richieste dei consiglieri, altrimenti sarei poco attento alle esigenze del Consiglio. Quindi procederò ad una messa a punto della Giunta”.

L’assessore Marone ha le ore contate. Toma accontenta i dissidenti per evitare la sfiducia: “Mi impegno a rivedere la Giunta”

 

Quindi per la quinta volta il vertice di palazzo Vitale metterà mano alla sua squadra di governo. I tempi non dovrebbero essere molto lunghi. “Entro sabato il governatore Donato Toma dovrebbe formalizzare la nomina del nuovo assessore”, si sussurra negli ambienti politici. Michele Marone dovrebbe essere azzerato, quindi il presidente designerà come quinto assessore – e su indicazione di tutta la maggioranza – Aida Romagnuolo.

Assessore in pectore dunque, contattata da Primonumero, la consigliera ex Lega preferisce mantenere ancora un profilo basso e attendere l’evoluzione dei fatti nelle prossime ore. Ammette, che sì, ci sono state delle indicazioni concertate e univoche da parte dei colleghi di centrodestra, ma che tuttavia ancora si attendono definizioni al riguardo. Preferisce quindi non rilasciare dichiarazioni ufficiali, conferma soltanto che le interessa proseguire assieme al governo regionale un lavoro produttivo che sia capace di rendere “giustizia e merito a questa regione”.

La staffetta Marone-Romagnuolo non dovrebbe essere l’unica novità dei prossimi giorni. All’orizzonte si profila un rimpasto: sembra che il governatore sia pronto a scegliere di affidare incarichi e competenze in maniera diversa da quanto avvenuto finora. I consiglieri di maggioranza hanno chiesto anche questo: una distribuzione delle deleghe perché “occorre un cambio di passo”, è il leitmotiv pronunciato più volte in questi giorni. E durante il dibattito sulla sfiducia lo stesso sottosegretario Quintino Pallante ha fatto capire che i tempi sono maturi per un passaggio in tal senso.

In Regione dunque sembra che sia stata ‘firmata’ la tregua dopo che la coalizione è stata ad un passo dalla crisi. Tutto è nelle mani del governatore che da qui a poche ore darà nomi, incarichi e programmi all’esecutivo che si avvia ad affrontare la seconda metà della legislatura mentre l’emergenza legata all’epidemia da covid potrebbe danneggiare seriamente il tessuto economico. Le stime sul pil a livello nazionale, del resto, disegnano scenari nerissimi.