Sfiducia a Toma, Tedeschi sfida i suoi ex colleghi: “Dimostrino coerenza”

Antonio Tedeschi, uno degli ex consiglieri regionali di maggioranza estromessi dopo la cancellazione della surroga, seguirà da spettatore il dibattito sulla mozione di sfiducia al governatore Donato Toma. Dallo scorso aprile l’esponente dei Popolari non siede più nell’assise regionale assieme ai colleghi Massimiliano Scarabeo, Paola Matteo e Nico Romagnuolo.

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Alla vigilia del dibattito sulla sfiducia, fa una previsione sul voto e usa parole pepate per gli ex colleghi di maggioranza: “Seppur curioso, poche sorprese temo ci riserveranno i miei ex colleghi, abituati ad esternare i propri mal di pancia con ogni mezzo, per poi tornare ad allinearsi alla volontà del “capo” quando il rischio di perdere la poltrona si fa vivo.

In sostanza, molto probabilmente, domani assisteremo all’ennesimo spettacolo teatrale portato in scena da questa maggioranza. Seguirò, comunque, con interesse i lavori del Consiglio in quanto, come ho detto, curioso di testare il livello di coerenza dei miei ex colleghi, molti dei quali particolarmente critici nei confronti dell’operato e dei metodi del loro Presidente, ma forse poco inclini ad anteporre l’interesse della collettività a quello personale, soprattutto dinanzi ai nuovi scenari politici che si prospettano in vista del giro di boa di metà mandato. A chi importa, d’altronde, la situazione socio-economica del Molise, già delicata e portata al collasso dall’emergenza sanitaria in atto? Lo vedremo domani. Lo vedranno i molisani che, chiaramente, hanno già manifestato il proprio livello di fiducia nei confronti di questo Governo regionale”.

Infine Antonio Tedeschi auspica che il Consiglio regionale possa agire al più presto per apportare le correzioni chieste dal Consiglio dei Ministri a Toma all’articolo 12 della Legge di Stabilità sull’abrogazione della surroga e sulla interpretazione autentica.

“Mi auguro che il Consiglio regionale corregga al più presto lo scempio compiuto con la modifica della Legge elettorale in sede di approvazione del Bilancio, come richiesto dal Consiglio dei Ministri che ha rilevato problemi di legittimità nella parte che riguarda, in breve, le modalità attraverso le quali io e gli altri tre colleghi subentrati agli Assessori (come prevedeva la Legge elettorale della Regione Molise al momento del voto nel 2018) siamo stati illegittimamente cacciati dall’Assemblea. Il Consiglio, dunque gli stessi consiglieri che hanno votato quella modifica, dovranno ora necessariamente fare marcia indietro. E dovranno farlo il prima possibile, anche per evitare di accrescere i danni e le responsabilità in capo a chi ha espresso voto favorevole a quella legge. Si, perché è nostra ferma intenzione chiedere il conto ai responsabili per l’ingiustizia perpetrata nei nostri confronti e nei confronti dell’elettorato. A pagare non dovranno certo essere i molisani, ma solo coloro che hanno consentito ad un meccanismo viziato da interessi personali di entrare in funzione. In sostanza, coloro che hanno legittimato una vera e propria epurazione politica, studiata a tavolino per liberarsi di esponenti ritenuti scomodi alla maggioranza, mascherata da operazione tecnica a vantaggio di non si sa ancora chi. In ogni caso, non sarà sufficiente sanare i vizi sollevati dal Consiglio dei Ministri, ma occorrerà anche, in virtu’ dei principi costituzionali, eliminare la parte che prevede l’entrata in vigore della legge a partire da questa legislatura. Situazione che, ribadisco, è contraria ad ogni principio di legge, etico e politico”.