Risparmi, i molisani preferiscono le Poste: il numero dei libretti supera quello dei residenti

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Banche? No grazie. Almeno in Molise, dove a spopolare sono i libretti di risparmio postali, considerati più sicuri e meno rischiosi. Una forma di investimento antica, attivata dopo l’Unità d’Italia, che vede la nostra regione al primo posto in Italia con ben 325mila libretti attivi e 835mila buoni postali fruttiferi sottoscritti.

Significa, statisticamente, che ogni cittadino del Molise ha più di un libretto di risparmio a testa e ben tre buoni fruttiferi. Un piazzamento unico nella classifica nazionale, che certifica la generale diffidenza dei risparmiatori molisani verso gli istituti di credito e la fiducia riposta invece negli uffici postali, che almeno fino a qualche anno fa – prima del progressivo smantellamento causato dalla riorganizzazione – coprivano in maniera capillare il territorio.

Anche durante i mesi dell’emergenza sanitaria, le lunghe settimane del lockdown, sono stati sottoscritti in Molise libretti di risparmio postali. “Evidentemente – dicono gli esperti – ha giocato un ruolo determinante il clima di forte incertezza che ha spinto diverse persone a premunirsi di una piccola fonte di risparmio per il futuro”. Una procedura favorita dalla digitalizzazione, che inquadra gli Uffici Postali in Molise come “porto sicuro” del risparmio anche per piccole somme, complice la protezione offerta dalla garanzia dello Stato.

Su base provinciale il rapporto è questo. In provincia di Isernia, su una popolazione di 84mila abitanti, sono attivi 99mila libretti e sottoscritti 308mila buoni postali. Nella provincia di Campobasso per i suoi 220 mila residenti sono attivi 226mila libretti e sottoscritti 527mila buoni postali.

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