Casacalenda ricorda il poeta dialettale Giovanni Cerri a 50 anni dalla morte

La Sindaca, Sabrina Lallitto, e l'amministrazione si riservano di trovare un momento affinché la comunità possa ricordare il maestro. Amico e collega dello scrittore Francesco Jovine, concentra la sua produzione in una raccolta preziosa e introvabile su pagine di carta spessa e ruvida.

Il 16 luglio del 1970 ci lasciava il poeta dialettale Giovanni Cerri, uno dei maggiori autori della tradizione molisana. Oggi, a 50 anni dalla sua scomparsa, in un periodo particolare di difficoltà di incontro, il suo ricordo non può e non deve passare inosservato. Il Molise non ha una sua tradizione dialettale di omogenea fonte per cui, le emozioni e le suggestioni del poeta, raffinate e intimiste, sono considerate un grande patrimonio per tutta la regione.

Già amico e collega dello scrittore Francesco Jovine, concentra la sua produzione – che, ad oggi, resta per molti scritti inedita – in una raccolta preziosa e introvabile le cui pagine di carta spessa e ruvida, conservano le immagini, i riflessi, i colori e le emozioni di un tempo fatto di attimi semplici, di rime baciate, allegorie e similitudini che, in pochi versi, hanno la capacità di far vivere il lettore in quel tempo che non c’è più, in quegli istanti capaci di trovare forma e consistenza solo attraverso i potenti, seppur semplici, versi del poeta.

U vasc

Nu pane sule ‘n – abbàste
Pe’ égne nu cestariell,

ce vo ‘na mesa de paste
pe’ sazià nu puveriélle.

Ma nu vasce sul abbaste
Pe’ sazià chi nen tè funne:

nu vasce è liévete e pasta
pe’ tante gènte du munne.
Il Bacio. Un pane solo non basta per riempire un cestino, ci vuole una madia di pasta per saziare un poverello. Ma un bacio solo basta per saziare chi non ha fondo: un bacio è lievito e pasta per tanta gente del mondo.

La comunità di Casacalenda ha scelto e intitolato, già da tempo, le scuole Primarie al poeta, a dimostrazione del legame con l’artista e l’uomo che ha contribuito alla costruzione dei ricordi del passato e alla formazione di tanti bambini della comunità.

Targa per Cerri

Nella zona storica del paese, la Terravecchia, su una lapide murale c’è il testo di una delle sue più note composizioni, a monito di quello che era, ai tempi del Duca di Sangro, il ritmo delle giornate: le due porte principali dell’antico borgo, aperte e chiuse a seconda delle ore, a racchiudere tutta la vita e le storie dei suoi abitanti.

La sindaca, Sabrina Lallitto, e l’amministrazione comunale si riservano di trovare un momento migliore affinché la comunità possa, insieme, ricordare il maestro Cerri e invitare gli appassionati e i turisti a godere delle bellezze raccontate dai semplici e potenti versi del poeta.