Crisi in maggioranza, Toma vuole chiudere i giochi: “Ultimo confronto con Lega e Forza Italia, lunedì le nomine” – PODCAST

Ultimo passaggio con Lega e Forza Italia, poi il presidente della Regione modificherà gli assetti della sua squadra di governo: "E' in programma un bilaterale, poi dopo i chiarimenti procederò agli aggiustamenti delle deleghe e di alcune posizioni consiliari". Salvo sorprese dell'ultima ora, Pallante (Fratelli d'Italia) prenderà il posto del leghista Marone e secondo indiscrezioni dovrebbe avere Personale, Ambiente e Protezione civile. Aida Romagnuolo resta invece a bocca asciutta: "Ho scelto la libertà di dire no adesso per poter dire anche no se sarà necessario in futuro per il bene del Molise".

Ascolta l’intervista a Donato Toma in Podcast 

L’appuntamento è già stato fissato e consentirà di trovare la quadra sulle varie ‘caselle’. Attorno al tavolo i principali referenti in Molise di Forza Italia e della Lega, Annaelsa Tartaglione e Jari Colla. “Stasera è in programma un vertice bilaterale”, dice il governatore che risponde alle domande dei giornalisti a margine della conferenza stampa per la presentazione del cartellone ‘Turismo è cultura’ organizzato dall’Assessorato regionale alla Cultura.

Donato Toma sa che il tempo delle valutazioni è scaduto, che sta per suonare il ‘gong’. Poi i suoi consiglieri regionali potrebbero far saltare il banco: i dissidenti hanno già minacciato l’appoggio esterno. E il presidente ora è consapevole che in Consiglio regionale rischia grosso, che i mal di pancia in maggioranza possono trasformarsi in voti contrari in Aula che possono accelerare la caduta del suo primo governo.

Per questo, dice ai microfoni e davanti ai taccuini dei giornalisti che “è difficile governare una Regione, risolvere i problemi atavici che abbiamo ereditato. Ma è ancora più complesso andare dietro ai desideri dei coordinatori regionali, dei partiti nazionali e dei consiglieri regionali che hanno un peso particolare perchè esprimono un voto. Ma questo non vuol dire che non debba confrontarmi anche con i partiti. Per questo stasera ci sarà un bilaterale con Lega e Forza Italia perchè devono chiarirmi alcune posizioni. Poi procederò a fare tutti gli aggiustamenti chiesti dai consiglieri. Quindi lunedì avremo nuovo assetto della Giunta, delle deleghe e degli assetti consiliari”.

Salvo sorprese, Quintino Pallante (Fratelli d’Italia) prenderà il posto di Michele Marone. Negli ambienti politici si vocifera che potrebbe avere le deleghe al Personale, all’Ambiente e alla Protezione civile.

Poi Toma assegnerà le deleghe anche ai suoi consiglieri.

La rosa non sarà completa: Aida Romagnuolo continuerà ad essere una spina nel fianco del capo della Giunta che spiega: “Ha deciso di non assumere questo ruolo che io le avevo riservato”. Il riferimento è al ‘no’ per il ruolo di sottosegretario al posto di Pallante. “Rispetto le decisioni della consigliera Romagnuolo, ci siamo confrontati in un incontro a porte chiuse, così lei mi ha espresso le ragioni per cui non ha accettato. Sono ragioni non politiche ma più che altro di strategia personale. E io ho accettato le sue le motivazioni del tutto legittime del tutto plausibili”.

La consigliera di Casacalenda, irragiungibile da giorni al telefono, fornisce la sua versione dei fatti in una nota inviata questa mattina – 16 luglio – alla stampa dopo aver letto “ipotesi, illazioni, interpretazioni che provano a dare un significato alla mia rinuncia all’incarico di sottosegretario, ruolo che mi avrebbe garantito l’autista, l”auto, uffici, una folta segreteria e diverse deleghe”. E invece “a volte la spiegazione è quella più semplice, la più ovvia, la più ragionevole. Dire sì è semplice, facile e spesso vantaggioso. Il no impegna, chiede quasi sempre giustificazione, presuppone basi solide, trova sempre muri di congetture. Ma ti regala la libertà. Ed è quella che ho scelto io. La libertà di dire no adesso per poter dire anche no se sarà necessario in futuro per il bene del Molise. Il cammino fin ora condotto dalla maggioranza presente nel Governo Regionale necessita di liberarsi da comportamenti a volte farisaici che non rendono giustizia alle attese di un territorio provato da troppo tempo e bisognoso di vera attenzione. Ho sempre cercato di fare squadra facendo tanti passi indietro per garantire stabilità utili per poter lavorare ad un “laboratorio Molise” che può e deve essere il volano di una ripartenza necessaria, il ponte tra un nord e un sud troppo distanti, lo spazio dove le nuove generazioni possono e devono trovare spazio per poter costruire il loro futuro disponendo di ogni mezzo necessario”.

E ora in Aula i no della Romagnuolo e di Michele Iorio (altro storico dissidenti) potrebbero di nuovo creare scompiglio.