Ponte dello sceriffo vietato agli autobus, il sindaco sbotta: “La Regione che fa?” Niro: “Lavori impossibili senza commissario post-sisma”

Dopo due anni dai terremoti di agosto 2018 il viadotto danneggiato dalle scosse non è stato ristrutturato. Puchetti se la prende con la Regione, ma per l’assessore alle Infrastrutture “i 3,5 milioni stanziati non si possono utilizzare se non arriva la nomina del Governo”

E anche stavolta a rimetterci sono i cittadini. Mentre dalle istituzioni litigano su chi deve fare cosa, da due anni il Ponte dello Sceriffo, viadotto che collega la Bifernina con Larino e altri centri limitrofi, è inutilizzabile per i mezzi pesanti, quindi camion e pullman. E dato che proprio sul viadotto c’è la fermata autobus con pensilina, i disagi sono enormi. Così oggi il sindaco frentano Pino Puchetti sbotta e chiama in causa la Regione, mentre l’assessore regionale Vincenzo Niro ribadisce che a bloccare tutto c’è la mancata nomina del commissario alla ricostruzione.

Insomma è ancora una volta polemica politica. Da Comune a Regione, da Regione a Governo. Col risultato che i disagi li paghiamo tutti noi.

“Sono due anni – afferma Puchetti – che attendiamo i lavori di messa in sicurezza del Ponte, meglio conosciuto come dello Sceriffo, posto sulla Fondovalle del Biferno all’altezza dello svincolo per Larino. Una infrastruttura strategica che serve non solo il centro frentano ma anche i Comuni che dalla sponda sinistra del Biferno per collegarsi alla 647 devono attraversalo per recarsi a Termoli o Campobasso. Un ponte – prosegue il sindaco di Larino – che dall’agosto 2018, dai giorni del sisma che ha interessato proprio questa zona non è più transitabile da parte dei mezzi pesanti ergo nemmeno dagli autobus di linea che salivano fino alla piazzola realizzata nelle vicinanze per facilitare, dopo anni di assenza, la salita e la discesa in sicurezza dei passeggeri”.

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Per Puchetti le responsabilità sono da addebitare alla Regione. “Da due anni attendiamo che la Regione faccia qualcosa. La situazione non è più sostenibile. Tutti i giorni noi sindaci dell’area riceviamo decine e decine di segnalazioni da parte dei nostri concittadini, dai tanti pendolari che hanno perso il diritto sacrosanto di recarsi al lavoro con i mezzi pubblici perché quest’ultimi non sono autorizzati a percorrere le rampe di accesso al ponte e quindi a transitarvi, nemmeno a senso unico alternato”.

L’assessore Vincenzo Niro, interpellato sulla questione, spiega che “l’opera è inserita fra quelle previste per la ricostruzione post-terremoto. Ma se non c’è la nomina del commissario come fanno a partire i lavori?”. Per la ristrutturazione e messa in sicurezza sono stati stanziati 3 milioni e mezzo di euro ma la procedura è pressoché bloccata. “La nomina? Non so cosa dire” commenta con una punta d’amarezza l’assessore. A due anni dal sisma la mancata decisione del Governo non ha alcuna giustificazione plausibile.

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Intanto i disagi restano e non solo quelli. “A questa situazione si aggiunga anche che l’Anas, da parte sua legittimamente, procede ad emettere sanzioni anche elevate proprio agli autobus che in alcune occasioni si sono fermati sulla Statale per esplicare il servizio pubblico – riferisce Puchetti -. Siamo tornati indietro di tanti anni. L’amministrazione frentana in passato d’accordo con le amministrazioni vicine (Palata, Montecilfone, Acquaviva Collecroce e Guglionesi) si era spesa per poter avere una piazzola di sosta proprio per evitare ingorghi sulla Statale. Ebbene a causa del sisma tale piazzola è irraggiungibile da parte dei mezzi pesanti. Non capiamo il perché non ci si attivi per mettere in sicurezza l’infrastruttura e consentire il ritorno alla normale circolazione stradale su quel tratto.

I fondi ci sono, chiediamo che siano attivate le procedure per procedere all’esecuzione dei lavori. Siamo stanchi di aspettare provvedimenti che in uno Stato di diritto dovrebbero avere la priorità perché necessari non a singoli cittadini ma alla comunità nel suo complesso”.

Niro

Sempre Niro rende noto che qualcosa si sta comunque facendo, anche se non potrà essere sufficiente. “La Provincia sta eseguendo delle verifiche tecnico-statiche per capire quali misure adottare. Si pensa di montare dei sensori con semafori di blocco in caso di ulteriori rischi”.

Ma la messa in sicurezza è tutt’altra cosa e oggi sembra impossibile anche ipotizzare un cronoprogramma di lavori.