Politiche sociali, Marone chiede più soldi a Roma. Mazzuto striglia i suoi ex colleghi

L'ex assessore leghista, estromesso dalla Giunta lo scorso aprile dal presidente Donato Toma, bacchetta i suoi ex colleghi di maggioranza nel giorno in cui il suo successore - sempre del Carroccio - Michele Marone chiede al Governo di aumentare i finanziamenti per il settore 

“Che fine ha fatto il Piano sociale? Perchè il Consiglio regionale ancora non lo approva?”. Luigi Mazzuto, fino allo scorso aprile assessore della Lega nella Giunta Toma, bacchetta i suoi ex colleghi di maggioranza nel giorno in cui il suo successore – sempre del Carroccio – Michele Marone chiede al Governo di aumentare i finanziamenti per il settore.

“Più risorse per le politiche sociali e le non autosufficienze”: l’appello lanciato dall’avvocato termolese collegato in videoconferenza nell’audizione che si è svolta oggi (14 luglio) al Senato della Conferenza delle Regioni in materia di disabilità.

“Si è passati dal miliardo di euro stanziati sul bilancio statale del 2004 ai soli 10 milioni del 2012″, sottolinea Marone.

“Il Piano sociale nazionale – spiega – è stato finanziato con 276 milioni di euro nel 2018 e 281 dal 2019, successivamente la Legge di Bilancio 2019 ha stanziato
ulteriori risorse per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (FNPS), portandolo a quasi 394 milioni per il 2019. C’è poi il cofinanziamento regionale, che in alcuni casi è più elevato della quota del Fondo Nazionale.

Permangono comunque differenze territoriali nella spesa sociale e ci sono anche ritardi nell’erogazione delle risorse da parte dello Stato. Queste sperequazioni vanno rimosse al fine di garantire la piena uniformità dei servizi”.

In particolare è “necessario incrementare il Fondo Nazionale delle Politiche Sociali e il Fondo per le non autosufficienze, come la Conferenza delle Regioni ha più volte evidenziato. Dobbiamo rispondere subito alla crescente domanda di servizi sociali e assistenziali dovuti alla pandemia”.

Nemmeno il tempo di rendere noto l’esito dell’audizione in Conferenza delle Regioni che Luigi Mazzuto striglia la coalizione che governa la Regione Molise chiedendo di darsi una mossa e approvare il piano regionale da lui licenziato lo scorso anno.

“Ritengo doveroso, per aver seguito l’intero percorso di formazione del testo, esprimere preoccupazione e sconcerto per un ritardo non giustificato e ingiustificabile.  In questo periodo storico sarebbe stato di fondamentale importanza mettere a disposizione del territorio uno strumento di programmazione che, attraverso la predisposizione dei Piani di Zona, poteva attivare misure straordinarie anche per rispondere all’emergenza che stiamo vivendo”, l’accusa dell’ex assessore.

Mazzuto esprime “rammarico per la mancata approvazione del Piano Sociale, che sarebbe dovuta avvenire molto prima, in quanto già trasmesso al Consiglio a fine agosto 2019 e che si poteva, ove se ne fosse ravvisata l’opportunità emendare o integrare. Rammarico che è ancora più forte perché proprio in questa fase di grande emergenza e difficoltà sanitaria, sociale, economica mettere a disposizione dei Comuni non solo una strategia di pianificazione degli interventi ma soprattutto le necessarie risorse economiche avrebbe rappresentato certamente un modo per rafforzare e implementare i servizi sul territorio”.