Pedofilia in rete, sequestrati video di abusi anche su neonati. 50 indagati in 15 regioni, 2 molisani

Ci sono anche due molisani fra le 50 persone identificate dalla Polizia Postale come “membri affiliati” di una vasta rete di pedofili, che si scambiavano materiale pedopornografico, definito “raccapriciante” dagli inquirenti che lo hanno visionato, su una nota piattaforma di messaggistica. All’indagine, condotta dal Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia on-line e dal compartimento Polizia Postale di Torino, hanno collaborato attivamente 24 sezioni della polpost, compresa quella del Molise, a Campobasso. Il lavoro del nucleo molisano ha dato un contributo sostanziale per quanto riguarda il coinvolgimento di corregionali nella rete: due perquisizioni sono state fate proprio in Molise, in Provincia di Campobasso entrambe. E sono due i nomi iscritti sul registro indagati in regione. 

L’indagine non è terminata e i particolari saranno diramati solo quando il cerchio si chiuderà, ma intanto per 3 indagati sono scattate le manette. Sono stati trovati in possesso di ingenti quantità di materiale pornografico. Sono migliaia i file sequestrati sui Pc di circa 50 utenti, tra i quali 2 molisani. La Polpost ha individuato la rete di pedofili eseguendo perquisizioni e arresti in ben 15 regioni.

Le ipotesi di accusa sono detenzione, diffusione e produzione di materiale pedopornografico. Raccapriccianti le immagini trovate, relative anche ad abusi su minori e pratiche di sadismo contro bambini e perfino neonati. L’indagine, decisamente complessa e basata su pedinamenti virtuali, ha consentito di dare una identità certa ai nickname utilizzati in rete dai pedofili.