Molise Acque cerca un direttore generale. Tra i candidati c’è pure l’ex Giorgio Marone

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle evidenzia tutte le criticità dell'operazione: "Per ristabilire l'equilibrio della maggioranza di governo regionale, sembra sia in ballo la fuoriuscita dalla Giunta del neo assessore e la nomina del conosciutissimo fratello Michele".

Non si sa ancora se sarà lui il prescelto, ma il suo nome è nella rosa dei papabili all’importante ruolo di direttore generale di Molise acque: parliamo dell’ingegnere Giorgio Marone, in carica dal 2009 al 2014, ossia fino alla legislatura targata Paolo di Laura Frattura che poi preferì nominare commissario l’ingegnere Massimo Pillarella.

Per Giorgio Marone, fratello di Michele, attuale assessore al Lavoro nella Giunta Toma (che lo ha nominato in quota Lega al posto di Luigi Mazzuto, salvo poi ritrovarsi la maggioranza contro), sarebbe in pratica un ritorno. E “per ristabilire l’equilibrio della maggioranza di governo regionale, sembra sia in ballo la fuoriuscita dalla Giunta del neo assessore e la nomina del conosciutissimo fratello, da poco licenziato per “giusta causa” dalla Sasi, la società pubblica chietina che si occupa di gestione del servizio idrico”. A rivelare questo dettaglio è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Fabio de Chirico.

Insomma una sorta di ‘baratto politico’ che consentirebbe al governatore Donato Toma di prendere due piccioni con una fava. Secondo la legge, la nomina spetta al consiglio di amministrazione dell’ente che si occupa della gestione delle risorse idriche in Molise e guidato da Giuseppe Santone. Quest’ultimo è uno dei fedelissimi del capo della Giunta regionale che, a sua volta, assieme al presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone, ha designato proprio il cda.

 

De Chirico evidenzia tutte le criticità dell’operazione partita alla fine dell’ottobre del 2019, quando è stato indetto l’avviso pubblico per formare l’elenco degli idonei alla nomina di direttore generale. E, stando al racconto dell’esponente pentastellato, lo scorso 8 maggio la commissione valutatrice dirama la rosa dei nomi. A suo dire, “è incomprensibile che tra gli idonei all’imminente incarico di Direttore Generale dell’Azienda speciale Molise Acque ci sia il nominativo dell’ingegnere Giorgio Marone, fratello dell’attuale traballante assessore regionale, e già Direttore generale della stessa azienda dal 2009 al 2014, anni in cui ha lasciato segni memorabili grazie ad alcune ‘stravaganti’ decisioni che hanno interessato non solo sé stesso, ma anche Procure e Tribunali fino alla Corte di Cassazione”.

Dalle informazioni in possesso del consigliere regionale di M5S, “la ventina di nominativi si sta facendo a via Genova e non in via Depretis, quindi in Regione e non a Molise Acque, giocando una partita su due tavoli”.

fabio dei chirico

“È quantomeno anomalo, se non inammissibile – il giudizio del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle – che una persona con recenti sentenze penali a carico, proprio nei confronti di Molise Acque, possa aver superato il vaglio della Commissione Valutatrice. Parliamo di sentenze per peculato (Corte Cassazione sent. n. 36827 del 4.07.2018) e per abuso d’ufficio (Tribunale di Campobasso sent. n 32/2019 del 23 gennaio 2019 poi confermata da Corte d’Appello CB sent. n.670 del 12.12.2019), con il coinvolgimento pure della Procura Generale della Corte dei Conti e con 349.682,76 euro da restituire alla stessa Azienda per aver percepito compensi superiori al dovuto a norma di legge (Delibera Commissariale n.37 del 16-09-2016), raggiungendo uno stipendio da 1.200.000 euro in cinque anni.

Anomalo, dicevo, anche perché tra i requisiti prescritti dall’avviso pubblico del 31 ottobre 2019 è riportato in evidenza alla lettera e) dell’art. 1: “sono ammessi coloro che non hanno riportato condanne penali passate in giudicato, né procedimenti penali in corso che impediscano, ai sensi della vigente normativa in materia, di poter costituire rapporti contrattuali con enti pubblici e/o pubbliche amministrazioni”. E in effetti anche la lettera f) dello stesso avviso potrebbe riguardarlo ora visto che tra i requisiti richiesti c’è quello di “non essere stato destituito, dispensato, decaduto o licenziato da altre pubbliche amministrazioni”.
È possibile che la Commissione fosse inconsapevole di tutto questo perché avrebbe dovuto ricevere dallo stesso Marone queste informazioni, ma chi non può fingere di non sapere è proprio Molise Acque che si è costituita parte civile nei diversi processi con Giorgio Marone imputato e che deve recuperare le cospicue “somme indebitamente erogate” allo stesso: 350.000 euro.

E di certo non poteva fingere di non sapere l’attuale pluridirigente di servizio, l’ingegner Carlo Tatti, anche lui tra gli idonei. Fu proprio l’ex Direttore Marone, nel luglio 2013, a tirare Tatti fuori dal cilindro del Comune di Ciciliano (Roma) chiedendo e ottenendo per lui il rilascio del nulla osta alla mobilità volontaria, nonostante lo stesso Tatti lavorasse in quel piccolo Comune da pochissimi giorni, probabilmente troppo pochi per la legge.

Insomma, Molise Acque merita di più. Sicuramente persone qualificate, limpide e senza scheletri nell’armadio”.