Scuola, sindacati non invitati all’incontro con ministra Azzolina: “Grave mancanza”

I malumori espressi in una nota congiunta da Pino Lafratta (Flc Cgil), Davide Desiati (Cisl), Nicolino Fratangelo (Uil) e Alida Candeloro (Snals)

Le organizzazioni sindacali sono state escluse dall’incontro con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina“. La denuncia arriva alla vigilia dell’incontro con l’esponente del Governo Conte bis che domani (2 luglio) sarà a Campobasso per partecipare al Tavolo tecnico regionale per l’avvio del nuovo anno scolastico. Un incontro sicuramente importante, in cui si dovrebbero gettare le basi per una ripartenza della scuola nella nostra regione.

Spiace però rilevare che dalla riunione siano state escluse le organizzazioni sindacali rappresentative del Comparto scuola e della Dirigenza scolastica“, scrivono in una nota congiunta Pino Lafratta (Flc Cgil), Davide Desiati (Cisl), Nicolino Fratangelo (Uil) e Alida Candeloro (Snals). “Si tratta di una mancanza grave, dovuta al fatto che il “Piano scuola 20/21″ adottato con il DM 39 del 26 giugno 2020, nella sua versione definitiva, esclude le organizzazioni sindacali dai tavoli operativi regionali, relegandole ad un ruolo marginale, irrispettoso delle stesse prerogative contrattuali”.

I sindacati ricordano che in altre regioni si è deciso comunque di far partecipare le organizzazioni sindacali all’incontro con il Ministro. “In una fase come quella che stiamo vivendo – insistono – è importante il coinvolgimento e il confronto con le parti sociali, che svolgono un importante ruolo di mediazione e di rappresentanza del mondo della scuola. Ricordiamo che in occasione dell’attuazione del protocollo per lo svolgimento dell’esame di stato, oltre al tavolo regionale, in ogni singola Istituzione scolastica le organizzazioni sindacali territoriali e le rsu d’Istituto si sono attivate, definendo Intese che hanno contribuito a garantire così lo svolgimento degli esami in sicurezza.

Sarebbe pertanto sbagliato procedere in solitudine, senza ascoltare chi la scuola la vive quotidianamente, ne conosce i problemi e si impegna affinché agli studenti sia garantita una istruzione di qualità.

Non sappiamo cosa diranno e quali impegni prenderanno al Tavolo gli interlocutori politici molisani e gli amministratori degli enti locali per garantire la ripartenza. Una cosa è certa: fino ad ora, poco o nulla è stato fatto”.

 

Pino Lafratta (Flc Cgil), Davide Desiati (Cisl), Nicolino Fratangelo (Uil) e Alida Candeloro (Snals) esprimono ancora una volta la forte preoccupazione da parte del mondo della scuola molisana “per l’enorme carico di responsabilità scaricato sulle istituzioni scolastiche, che hanno bisogno di organici aggiuntivi ed interventi urgenti sull’edilizia scolastica per assicurare il rispetto delle indicazioni contenute nel Documento del Comitato Tecnico Scientifico del 28 maggio, allegato al Piano scuola per la ripartenza.

Occorrono indicazioni chiare: non si può rimettere tutto all’autonomia scolastica, scaricando sostanzialmente la responsabilità e i problemi che si avranno ai Dirigenti, che non sono proprietari dei locali, non organizzano i trasporti e per ogni acquisto e/o intervento devono seguire le non semplici normative di settore.

Abbiamo tante testimonianze relative alla scarsa collaborazione degli enti locali, che anche in questa fase si limitano a dare indicazioni, più che fornire supporto”.

Ecco le priorità delineate dai sindacati: “Serve una forte cabina di regia nazionale e regionale in grado di assicurare ad ogni territorio ed a ogni singolo istituto la possibilità di garantire il diritto all’istruzione per tutti gli alunni. La frammentazione degli interventi a livello territoriale rischia di acuire le disuguaglianze già presenti nel Paese invece che ridurle, e la nostra regione in tal senso rischia di essere ulteriormente svantaggiata.

Le ulteriori risorse previste dal Piano scuola rappresentano un piccolo passo in avanti, ma riteniamo che debbano essere completamente investite in organici e infrastrutture.

Ma non basta: per restituire alla scuola quanto è stato tagliato per effetto delle decennali politiche di tagli, serve un investimento di prospettiva pluriennale, che guardi anche al futuro. La scuola in Molise avrebbe bisogno di investimenti in grado di garantire l’estensione del tempo pieno, di un organico (docente ed ATA) che non guardi solo al dato numerico degli alunni ma alla conformazione del territorio ed alla salvaguardia delle aree interne.

Servono parametri che consentano un dimensionamento scolastico ottimale, una rete integrata di trasporti, un’edilizia scolastica rinnovata.

Solo in questo modo riusciremmo a garantire alla nostra regione una scuola pubblica di qualità”.