Migranti, in Molise arrivati 171. Accolti a Campomarino, Campolieto e Isernia. Negativi al sierologico foto

Gli autobus con a bordo 171 migranti sono arrivati stamane nel capoluogo di regione. Le persone accolte, in base al piano del Viminale, in Molise verranno ricollocate in tre strutture della provincia di Campobasso ed Isernia. A preoccupare sindaci e cittadini la questione contagio ma la Prefettura rassicura: "Sono stati sottoposti a tampone e sono tutti negativi"

Sono partiti ieri pomeriggio con una lunga carovana di pullman dalla Sicilia diretti in tre centri di accoglienza del Molise, dove troveranno posto temporaneamente nell’ambito della emergenza nazionale degli sbarchi. Sono 171 i migranti prevalentemente di nazionalità tunisina, e nordafricana in generale, arrivati in mattinata presso le strutture di Campomarino, Campolieto e Isernia.

Migranti arrivo 2020
Migranti arrivo 2020

Nella mattina di oggi venerdì 31 luglio gli autobus sono arrivati a Campobasso dove gli stranieri sono stati poi smistati diretti in luoghi diversi. Imponente il servizio d’ordine per il loro arrivo, con pattuglie di Polizia, Finanza e Carabinieri ad attenderli. Dopo un tira e molla con il Governo, il loro numero si è fermato a 171 persone. Quarantacinque andranno a Campolieto, in una struttura adiacente il ristorante ‘Il Tratturo’, che si trova sulla vecchia statale 87, a qualche chilometro di distanza dal paese. Qui si trova il Cas gestito dalla cooperativa Senis Hospes. Quarantatrè andranno nella struttura ‘Il Geco’ di Isernia. Ottantatré andranno allo Sweet Dreams di Campomarino Lido, che già in passato ha accolto altri migranti.

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Qui il sindaco Pier Donato Silvestri si è detto estremamente critico sul loro arrivo e ha già annunciato che si rivolgerà alla giustizia amministrativa del Tar per l’evidente penalizzazione della comunità in piena stagione turistica. “Non possiamo accettare le disposizioni che arrivano dall’alto. Il danno di immagine è troppo forte per la comunità di Campomarino e la nostra meta turistica. Invitiamo le autorità a rivedere la ripartizione”. Anche perchè, il suo ragionamento, “qualche giorno fa a poca distanza da quel centro è stato investito ed è morto uno straniero (sulla statale 16, ndr), mentre alcuni anni fa sono deceduti altre tre migranti mentre attraversavano la strada”. Due tragedie avvenute sulla statale 16, a poca distanza dal Cas. Il che, dunque, a dire del sindaco, porrebbe un altro problema dal punto di vista della sicurezza degli automobilisti.

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Critico anche il governatore Donato Toma – che ha parlato di ‘perplessità’ che alla fine si è dovuto adeguare a una decisione che coinvolge l’intero territorio nazionale nell’ambito delle disposizioni per l’accoglienza già scattate con apposito protocollo negli anni precedenti. E quello di questi giorni viene definito come un vero e proprio “contesto senza precedenti”, così il Viminale.

A rendere particolarmente complessa la gestione dei flussi migratori l’emergenza Covid-19. Infatti in questo caso uno dei timori principali riguarda la possibilità che gli ospiti delle strutture possano avere il coronavirus e favorire il contagio sul territorio. Una ipotesi che la Prefettura smentisce seccamente, come riportato ieri da Primonumero.it.

Emergenza sbarchi: 100 migranti in arrivo. Garanzie dalla Prefettura: “Tampone e vigilanza per tutti”

 

“Tutti i migranti sono già stati sottoposti a test sierologico e sono negativi. Il tampone verrà ripetuto tramite Asrem nei prossimi giorni”.

 

L’arrivo degli stranieri non si fermerà qui: in queste ore la Prefettura di Campobasso sta contattando tutti i Cas riscontrando, raccontano alcuni operatori, alcune difficoltà. Molti centri di accoglienza hanno chiuso quando sono entrate in vigore le nuove disposizioni previste dall’ex ministro Salvini che assegnava alle strutture 21 euro come rimborso quota a migrante. Una somma economicamente insostenibile e che ha portato allo smantellamento di numerosi centri e del sistema di accoglienza. Cosa succederà quindi? Tra nuovi sbarchi e arrivi, senza appositi Cas che possano accogliere gli stranieri, si potrebbe delineare un’emergenza o gli stessi centri attualmente esistenti potrebbero collassare o non riuscire a evitare gli assembramenti attualmente vietati dalle norme anti-contagio.