L’ultimo viaggio di Paolo, che amava le due ruote e i cavalli. Funerali in piazza per il 15enne, straziata la comunità

Lutto cittadino oggi e domani a Portocannone per il dolore che ha colpito la comunità in seguito alla morte di Paolo, 15 anni. La polizia ha sequestrato i veicoli, ma non sarebbe configurata nessuna responsabilità per il conducente della Peugeot, che anzi avrebbe fatto il possibile per evitare l'impatto. Sui social l'addio degli amici. Paolo lascia madre, padre e una sorellina.

“… Un attimo sei qui a ridere e scherzare e un attimo dopo sei lontano anni luce… Rip in pace piccolo ragazzo e cavalca le nuvole più soffici del paradiso“: questo e altri messaggi – tanti – dello stesso  tenore compongono in un mosaico di ricordi e dolore l’addio sui social a Paolo, il 15enne di Portocannone che venerdì sera intorno alle 19 ha perso la vita. Un viaggio di ritorno dal mare col ciclomotore che amava tanto, col quale lui – troppo giovane per avere una patente di guida – riusciva a sentirsi indipendente, autonomo. La stessa sensazione di libertà che provava quando saliva agile sul cavallo, l’animale che aveva scelto per la foto profilo di facebook. Portocannone, come San Martino in Pensilis, è posto di cavalli e buoi, e Paolo era legato alla tradizione della Carrese, fedele all’appartenenza ai Giovani.

Ma è stato il motorino, quel maneggevole viluppo di metallo e plastica che padroneggiava con disinvoltura, a portarlo via per sempre dalla famiglia, dagli amici, dalle risate, dal futuro. Rientrava dalla spiaggia, dove di colpo il cielo afoso del pomeriggio aveva ceduto il posto a nuvole scure. Un presagio di maltempo e di tragedia all’orizzonte, con la pioggia spalmata sull’asfalto sdrucciolevole di via RioVivo dalle raffiche di vento. Ha perso il controllo in direzione Portocannone, dopo aver superato il campo dell’ultravolo, i lidi, la musica e il chiasso di questa strana estate ormai alle spalle. Dietro di lui, sul sellino, un amico. E, dietro ancora, una coppia di ragazzini, amici anche loro, che ha assistito incredula all’incidente.

incidente mortale rio vivo

Il motorino di Paolo, studente del Majorana di Termoli,  ha cambiato corsia, spinto a sinistra da una sbandata, una manciata di secondi fatali sospesa nel limbo delle possibilità fino a incrociare il destino più tragico: è finito sotto la Peugeout bianca che viaggiava in direzione opposta, sulla quale il conducente (che in base alle ricostruzioni delle forze dell’ordine viaggiava a velocità moderata) ha fatto il possibile per evitare l’impatto. Senza riuscirci. Lo schianto è stato inevitabile, Paolo è morto sul colpo. I soccorsi del 118, arrivati con l’ambulanza della Misericordia di Termoli, sono stati inutili. La salma del ragazzo è stata trasferita in obitorio a disposizione del magistrato, mentre la Polizia ha sequestrato i mezzi coinvolti e sta procedendo come da prassi, anche se la dinamica è limpida e la responsabilità dell’automobilista (residente a Larino) non è configurabile e non ci sono estremi per ipotizzare l’omicidio stradale.

In mattinata l’ispezione cadaverica, alla quale non seguirà l’autopsia. Non occorre. I funerali di Paolo saranno celebrati domani pomeriggio alle 17 in piazza Skanderbeg a Portocannone. Il sindaco del paese di origine arbereshe Giuseppe Caporicci ha deciso di proclamare un lungo lutto cittadino, che da oggi andrà avanti per tutta la domenica. La morte di un cittadino così giovane è una prova dura per tutti, a cominciare dalla famiglia (Paolo ha anche una sorellina), da quei giovani genitori ancora increduli, travolti dal macigno della sofferenza.

Ora sotto accusa è quella strada, malmessa, con asfalto a pezze, dove la brecciolina e la pioggia, puntualmente, creano trappole maledette per biciclette e scooter. Una strada teatro di incidenti mortali negli ultimi anni, (tutti, a Termoli e non solo, hanno ancora impresso il ricordo di quel terribile giorno di San Basso 2016 in cui è morto il 28enne Maurizio Lombardi) per la quale occorrerebbe una manutenzione radicale. Ma non solo: sotto accusa anche la velocità del motorino, cioè il fattore di pericolo principale che, come accaduto ieri, non è compensato nemmeno dal casco che pure il 15enne indossava, così come l’amico sul sellino dietro di lui, che a parte qualche graffio ne è uscito illeso.

Una coetanea di Paolo che viaggiava dietro, sul secondo motorino che da poco aveva lasciato la spiaggia, in fuga da quel cielo nero che schiacciava il mare di piombo, si è sentita male. Tutti e tre gli amici della comitiva sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti e dimessi poco dopo con qualche cerotto, qualche goccia di tranquillante e un’esperienza di dolore e perdita precoce che non potranno mai archiviare, incisa in profondità sotto la pelle liscia e abbronzata dei loro 15 anni.