L’assessore Marone ha le ore contate. Toma accontenta i dissidenti per evitare la sfiducia: “Mi impegno a rivedere la Giunta”

Donato Toma ha deciso di accontentare le richieste dei dissidenti e di rivedere l'assetto del suo esecutivo entro questa settimana. Aida Romagnuolo dovrebbe entrare al posto di Marone. Prima il Governatore vuole essere sicuro di andare avanti col governo, e aspetta che gli esponenti della sua coalizione votino no alla mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle e dal Pd, in discussione in Aula domani 7 luglio. L'importante novità è emersa al termine della riunione che si è svolta questo pomeriggio.

Michele Marone ha le ore contate nella Giunta regionale. Per ricompattare la maggioranza, che si è spaccata proprio sulla nomina dell’assessore esterno in quota Lega, il presidente Donato Toma ha deciso di accontentare le richieste dei dissidenti e di rivedere l’assetto del suo esecutivo entro questa settimana. Prima il Governatore vuole essere sicuro di andare avanti col governo, e aspetta che (accadrà tra poche ore) gli esponenti della sua coalizione votino no alla mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle e dal Pd, in discussione in Aula domani 7 luglio. Quindi procederà a revocare Marone e scegliere un assessore “compatibile” con le richieste della maggioranza. Il nome è quello di Aida Romagnuolo, che già entro la settimana dovrebbe prendere il posto del presidente del Consiglio comunale di Termoli, che non ha lasciato il suo incarico nella cittadina adriatica e che, a questo punto, non sarà sostituito.

L’importante novità è emersa al termine della riunione che si è svolta questo pomeriggio. Un summit che lo stesso presidente della Regione definisce “sereno e conciliatorio, propositivo. Ci siamo trattenuti un’ora a dialogare e approfondire le motivazioni politiche che ci inducono a stare insieme e quanto sia importante per il Molise che ci sia una maggioranza coesa”.

Toma ha preso un impegno con i suoi: “Rivedrò a breve una serie di situazioni in Giunta e non solo, ma non prima di domani”. Poi è più esplicito sul cambio di alcuni esponenti della sua Giunta: “Sì, rivedrò tutto”, dice ancora il governatore a Primonumero, che lo contatta telefonicamente proprio mentre legge il sondaggio del Sole 24 Ore sulla popolarità dei presidenti della Regione, che gli assegna peraltro un risultato positivo.

“Terrò conto della richieste dei consiglieri, altrimenti sarei poco attento alle esigenze del Consiglio. Quindi procederò ad una messa a punto della Giunta”. Il titolare del Lavoro in quota Lega ha le ore contate? “Quello che succederà dell’assessore Marone, lo saprà prima lui”. Il capo dell’esecutivo non si sbilancia, ma appare oltremodo probabile, a questo punto, che l’esperienza dell’avvocato termolese, designato lo scorso 9 giugno, possa concludersi nel giro di un mese.

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Non sarà l’unica novità: saranno distribuite anche le deleghe ai consiglieri regionali ‘dissidenti’. Ad esempio, si parla della presidenza della seconda commissione per Armandino d’Egidio, esponente di Forza Italia. Prenderebbe il posto ricoperto finora da Michele Iorio, che domani dovrebbe votare la sfiducia con le opposizioni. Ma in questo caso se ne parlerà a novembre, quando si rinnoverà l’Ufficio di Presidenza (con Quintino Pallante che dovrebbe prendere il posto di Salvatore Micone) e le presidenza delle commissioni consiliari. Per ora sono indiscrezioni.