La “Rosy Abbate” del Molise e il marito patteggiano la pena: condanna a cinque anni di reclusione

Udienza davanti al Giudice per l'Udienza Preliminare per gli indagati della maxi inchiesta antidroga portata a segno a ottobre scorso dalla squadra mobile e coordinata dalla Procura del capoluogo. In quattro hanno scelto il patteggiamento, in tre il rito abbreviato, per gli altri disposto il rinvio a giudizio con rito ordinario. Assolto un 32enne di Bojano

Era il 30 ottobre 2019. La squadra mobile di Campobasso dava il primo colpo, consistente, allo spaccio in città: sei misure cautelari, di cui quattro in carcere e due divieti di dimora in Molise, 19 indagati, quattro regioni coinvolte, Molise, Campania, Abruzzo e Puglia, 3 mila dosi di droga sequestrate, documentate 7 mila cessioni di stupefacente.

Sono i numeri di operazione “Pinocchio”, coordinata dalla Procura di Campobasso e condotta dalla Mobile con l’ausilio di 150 agenti.

Le indagini hanno permesso di ricostruire l’attività di un sodalizio criminale composto principalmente dai componenti di un nucleo familiare di Campobasso: Margherita Mandato, 39 anni, meglio conosciuta come “Giusy” e Massimo Amoroso, 44 anni detto “Pinocchio” da cui ha poi preso il nome l’operazione antidroga.

In carcere Massimo Amoroso detto “Pinocchio”: trafficava droga anche con il figlio di due anni

Oggi si è tenuta l’udienza Gup. E la coppia molisana dello spaccio ha patteggiato la pena.

La donna, difesa dall’avvocato Silvio Tolesino; il marito difeso dall’avvocato Andrea Sellitto, sono stati condannati a cinque anni di reclusione, 21mila euro di multa e interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Tutti e due hanno palesato l’intenzione di voler uscire dalla droga e dunque fatto istanza di essere accolti in comunità.

Un traguardo soddisfacente per i legali se si considerano le prospettive di condanna. Ambedue gli indagati – infatti – rischiavano dai 6 ai 20 anni di carcere con tutte le aggravanti, tra cui lo spaccio ai minori.

Operazione “Pinocchio” la nuova inchiesta antidroga della squadra mobile

A loro carico gli investigatori hanno acquisito elementi in ordine alle attività di trasporto, spaccio e detenzione di droga, ma anche di confezionamento e taglio di cocaina, crack, eroina, hashish, marijuana e metadone. Inoltre, per eludere i controlli, avevano anche ‘diversificato’ le loro attività utilizzando come basi provvisorie dello spaccio stanze di albergo e di B&B.
Il luogo di riferimento per i consumatori di droga del capoluogo e della provincia era tra via Quircio e via Toscana.

Sempre con il patteggiamento è stata condannata a tre anni e cinque mesi Sara Iacampo, 23 anni. Tre mesi per Maria Giovanna Pasquale, 43 anni. Assolto un 32enne di Bojano.

Rito abbreviato invece per Giovanni Amoroso condannato a un anno e 400 euro di multa. Il 39enne foggiano Francesco  Celozzi sconterà 4 anni e 4 mesi di reclusione. Tre anni per Paolo Bencivoglio, 22 anni.

Per gli altri indagati invece è stato disposto il rinvio a giudizio e si procederà con rito ordinario: la  prima udienza è stata fissata al 28 ottobre.