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Incendio Bosco Fantine, disastro ambientale: animali rari arsi vivi, tartarughe esplose nel fuoco – LE IMMAGINI foto

Primo bilancio sugli effetti all’ecosistema del bosco incendiato una settimana fa, per le cui cause proseguono le indagini della Forestale. Il Gruppo Molisano Studi Ornitologici presieduto da Nicola Norante, con l'erpetologo Josh Freeman, sono incaricati di tracciare una stima dei danni. Il "Bilancio disastroso” dicono gli esperti, citando tra le specie coinvolte la Testudo hermanni, protetta dalla Convenzione di Berna, la Tartaruga palustre, specie già minacciata e presente con pochissimi esemplari, della quale sono state ritrovati carapaci bruciati. Ritrovati anche 3 scheletri di pecora: lì accanto infatti un pastore ha abusivamente recintato 8 ettari di bosco demaniale. Sospetti collegati anche a questo.

Almeno venti carapaci di tartarughe, specie protette e in via di estinzione, sono stati scoperti ieri mattina durante il sopralluogo scientifico della squadra del Gruppo Studi Ornitologici del Molise coordinata dall’esperto Nicola Norante e con l’erpetologo Josh Freeman, autore delle fotografie pubblicate qui.

Bosco Fantine di Campomarino: qui una settimana fa – domenica scorsa – sono state appiccate le fiamme, probabilmente di proposito, come stanno ricostruendo gli uomini del Corpo Forestale dello Stato impegnati in una indagine per disastro ambientale. Disastro che, dai primi report e da queste immagini fatte con il drone, è confermato pienamente.

Circa 38 ettari dei 50 complessivi del bosco, un raro e prezioso patrimonio caratterizzato da fauna e flora mediterranee e uniche sul territorio, sono andati persi. Ridotti in cenere dalla potenza delle fiamme alimentate dal vento, secondo una modalità che il piromane evidentemente conosceva. Diverse squadre del 115 e i volontari della Protezione Civile di Campomarino hanno lavorato fino all’alba, senza sosta, per fermare un fronte di fuoco ampio oltre un chilometro.

A distanza di giorni, ultimate le bonifiche, quello che resta è una montagna di cenere e un paesaggio desolato e brullo laddove le lingue incendiarie hanno divorato arbusti, alberi e piante, molte di particolare pregio e importanza ambientale, riducendo in cenere una riserva di ossigeno strategica sotto il profilo paesaggistico e naturalistico.

In questo scenario di arsura e fuliggine gli esperti, muovendosi con competenza e cautela, hanno individuato i resti bruciati di numerose specie animali. “Almeno venti carapaci di tartarughe fra la testudo hermanni, alcune delle quali letteralmente esplose sotto le fiamme, e tartaruga palustre o Emys orbicularis, molto rara in Italia e  specie minacciata” dichiara Nicola Norante, che nei prossimi giorni con la sua equipe continuerà il monitoraggio e che intanto non esita a definire l’accaduto “disastro ambientale”, col supporto di prove chiare a testimoniare la strage di animali.

Tartarughe, specie protette, prima di tutto. E poi cervoni, colubro di esculapio, Natrice tassellata, orbettino, luscengola, biacco e anfibi, animali presenti nel biotopo Fantine arsi vivi nel rogo. Un rogo sul quale si stanno concentrando le indagini del Corpo Forestale di Campobasso di concerto con la stazione di Termoli e i carabinieri di Campomarino. Pochi dubbi sulla matrice dolosa dell’episodio, che trova precedenti significativi in passato fra cui un incendio simile nel 2017, anche questo – come quello di domenica scorsa – al termine di una manifestazione ambientalista nel bosco Fantine.

Esiste un nesso di causa-effetto? E’ uno degli interrogativi aperti, mentre si cercano riscontri ad alcune ipotesi investigative.

Mappa bosco fantine dopo incendio

Come è chiaramente visibile dalla mappa stilata dal dottor Douglas Bell, sono circa 38 gli ettari di bosco andati distrutti. La stessa mappa mostra, nel perimetro scuro, la parte di vegetazione carbonizzata all’interno della quale sono stati ritrovati anche tre scheletri di pecore. Che ci fanno le pecore nel bosco demaniale? In realtà, a poca distanza da questo luogo di ritrovamento, esiste una porzione di bosco che è stata recintata in maniera del tutto abusiva, illegittima, proprio perché si tratta di un patrimonio naturale non privatizzabile.

Una operazione che riguarda circa 8 ettari, messa in atto da anni da un pastore che possiede un gregge e che vive, di fatto, alle Fantine. I numerosi avvisi di sfratto che i carabinieri gli hanno notificato per conto del Comune di Campomarino non hanno sortito alcun effetto e anzi, nell’ultima occasione, l’uomo ha accolto i militari armato. Non ci sono elementi talmente fondanti per ritenere che il pastore sia anche il piromane, sebbene statisticamente una delle motivazioni più frequenti nei roghi di natura dolosa sia l’interesse della pastorizia, la volontà di bruciare la vegetazione per ricavare erba fresca per il pascolo. In ogni caso anche su questo si stanno concentrando le indagini degli inquirenti dopo che la Procura della Repubblica è stata interessata direttamente dell’accaduto.

 

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