“L’uomo è ciò che mangia”: in Molise il corso in Scienze e culture del cibo. Stage nelle migliori aziende d’Italia

Presentato il nuovissimo indirizzo di laurea grazie al quale l’Università degli Studi del Molise sarà in stretto contatto con La Molisana, Ferrarelle, Vicenzi, Solgas, e altre aziende internazionali. Il Rettore, Luca Brunese: “Queste figure possono dare una mano concreta alle aziende che hanno dovuto affrontare la crisi di questi mesi”. La nostra terra, ricca di eccellenti prodotti enogastronomici, può essere terreno fertile per figure professionali competenti e fondamentali per “insegnare a mangiare bene per la salute”.

Uno scienziato/cultore del cibo. Eccola qua la figura nuova di zecca che presto sarà formata dall’Università degli Studi del Molise. Un corso di laurea che racchiude in sé cultura del cibo, tradizione, un occhio di riguardo alla salute, impatto sull’alimentazione di ognuno di noi. Diciamo pure che mancava una figura professionale del genere in un territorio ricco dal punto di vista della gastronomia, apprezzata da tutti coloro che la scoprono: da oggi è possibile iscriversi al corso in ‘Scienze e culture del cibo’ e poi svolgere stage in importanti aziende italiane. Numero massimo di iscritti 40, la sede operativa è a Termoli mentre quella amministrativa a Campobasso.

Il rettore, Luca Brunese, ha tenuto a battesimo la novità formativa: “Si tratta di un corso pensato e strutturato in modo variegato – spiega –, puntando su pilastri come antropologia, turismo, scienze dell’alimentazione, agricoltura, per dar vita a un prodotto innovativo a livello didattico. Senza dimenticare che queste figure possono dare una mano concreta alle aziende che hanno dovuto affrontare la crisi di questi mesi”.

Brunese (Rettore Unimol)

Ci si rivolge in modo particolare agli aspiranti studenti universitari e alle aziende del settore agroalimentare che, ospitando i laureandi per il tirocinio tecnico-pratico, avranno un ruolo fondamentale affinché possano integrare le conoscenze e le competenze acquisite, anche sulla base dell’osservazione e della diretta partecipazione ai processi. Il corso è stato attivato in tre dipartimenti: Agricoltura, Ambiente e Alimenti; Medicina e Scienze della Salute e Bioscienze e Territorio.

Notoriamente il Molise punta quasi tutto sulle eccellenze enogastronomiche. Dal tartufo al caciocavallo passando per i salumi, naturalmente il vino di qualità, la pasta, l’olio. E tanto altro. Prodotti genuini e quasi a chilometro zero. Ecco perchè questo corso di laurea potrebbe fare da volano a uno sviluppo sì alimentare ma strettamente correlato alla salute di ognuno di noi. I neo laureati avranno competenze sui sapori ma anche sui saperi, per poter fare e ‘raccontare’ al meglio il prodotto.

 

La docente di zootecnia generale, Mariasilvia D’Andrea, ha progettato il corso. E spiega come è nata l’idea: “Ci siamo chiesti cosa mancasse nel mercato del lavoro, quale fosse lo spazio da coprire per migliorare la situazione lavorativa dei ragazzi. Questa figura risponde a questa esigenza: è un laureato poliedrico, anche difficile da definire, che ha competenze trasversali, fornendo in più tutta una serie di nozioni legate alla salute, sia dell’uomo che del pianeta. Tutto quello che è cibo viene declinato in chiave di sostenibilità e di sicurezza”.

Unimol

Parliamo anche dei possibili sbocchi professionali. “Si pensa per esempio ai buyer (responsabile acquisti) per aziende, organizzatori di eventi, promotori del territorio e tradizione gastronomica – prosegue la docente –. Quello che più ci premeva era formare una figura molto esperta in cibo e nei principi nutritivi che il cibo contiene, anche per sfatare falsi miti che devastano l’opinione pubblica. Una figura che fosse un informatore scientifico di cibo e salute, che possa supportare le aziende nel posizionare il prodotto sul mercato”.

 

“L’uomo è ciò che mangia” per dirla alla Feuerbach, filosofo ottocentesco: un’espressione che oggi più che mai va non solo ‘di moda’ ma è uno dei tasselli della scienza applicata al cibo. Un assunto fatto proprio dal professor Giovanni Scapagnini, docente di Scienze Tecniche Dietetiche Applicate: “La nutrizione ha un impatto importante sulla nostra salute. Negli ultimi 50 anni si è capito che il cibo parla al nostro organismo, condizionando la società e la salute. Ecco perché è fondamentale fornire informazioni corrette, per le aziende questo ha un valore rilevante”.

 

In collegamento, in via telematica, Giada Caudullo, vicepresidente della Solgar Italia, Giuseppe Dadà, direttore qualità della Ferrarelle, Anna Paonessa, responsabile Integratori Italia di Unione Italiana Food ed Enrico Tecce, direttore dello stabilimento Vicenzi Industria Dolciaria. In tutte queste aziende, oltre che alla Molisana, sarà possibile effettuare stage e avere incontri formativi.