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Ginger torna a casa, e passa la paura. Storia di una meticcia di Milano che dopo 6 anni ha riconosciuto il suo Molise

Silvia arriva da Milano, dove ha trascorso – chiusa in casa – il lungo lockdown. Maestra d’asilo, da mesi la sua vita è stravolta. Niente più lavoro, scuola ferma, tutto attorno il virus che in Lombardia ha dimostrato la sua potenza di fuoco, è esploso con la virulenza più cattiva.

Fortuna che Silvia, nata e cresciuta nella capitale economica e produttiva d’Italia, figlia di due meridionali emigrati al nord, una compagnia ce l’ha. Ginger non la molla mai, nemmeno per un minuto. “L’ho adottata nel 2014 tramite l’associazione animalista lombarda la mia ombra scodinzola racconta durante una passeggiata al guinzaglio nel borgo vecchio di Termoli, vicino la nostra redazione.

Ginger e Silvia

Sei anni fa cane e padrona si sono incontrate per non perdersi più. Silvia ha ancora impresso bene in mente e sul cuore quel giorno di maggio 2014 in cui finalmente, dopo tre incontri di reciproca conoscenza, si è portata Ginger a casa per cominciare una nuova vita con lei. “L’avevo vista su internet, sul sito web. Volevo prendere un cane e lei mi ha colpito subito, per quello sguardo docile e perché mi ricordava il cane precedente, morto da pochi mesi”.

La scintilla è scattata subito, un colpo di fulmine senza tentennamenti né ripensamenti. Da sei anni Ginger vive in una casa confortevole, con una persona che si prende cura di lei e della quale la meticcia, a sua volta, si prende cura con coccole e strepitosi segnali di riconoscenza. “Del suo passato so ben poco – confida Silvia – tranne che arriva dalla provincia di Campobasso e che, quando l’ho presa, aveva un anno e si chiamava già Ginger”.

Accade spesso che al nord arrivino animali da adottare salvati in altre regioni. “Ginger è nata in Molise, di questo sono certa: mi è stato detto dalle stesse volontarie che la tenevano in carico nel canile”.

Come tanti randagi che hanno sperimentato la strada, la violenza della sopravvivenza, Ginger si porta dentro le tracce di traumi passati che ancora oggi si traducono con una grande diffidenza e la paura praticamente di tutto.

“E’ una fifona” racconta ancora Silvia con un sorriso di tenerezza sotto i capelli biondi e la mascherina che indossa costantemente, attenta a qualsiasi contatto, come le ha insegnato la tragica situazione della Lombardia. “Ha paura dei fulmini, dei temporali, delle persone che non conosce, si nasconde ogni volta che vede qualcosa di diverso rispetto alla routine alla quale lei è abituata. E questo – prosegue – vale anche quando la porto in vacanza”.

E qui arriva il lato sorprendente del racconto perché Ginger in vacanza è abituata ad andarci e finora non ha mai messo da parte i suoi timori. “L’ho portata spesso al mare, ogni estate facciamo dei viaggi in Liguria, oppure in Sardegna o Sicilia, e ogni volta Ginger impiega giorni e giorni per abituarsi al suo nuovo mondo, senza mai mettere da parte la paura che la accompagna”.

Sempre, ogni volta. Tranne che in questa circostanza. Tranne che in questa strana estate segnata dal Covid in cui Silvia ha deciso di trascorrere qualche settimana di relax a Termoli.  Con Ginger al guinzaglio, fedele compagna di ogni spostamento, è arrivata nella cittadina adriatica tre giorni fa e soggiorna sul lungomare nord. E qui è successo una specie di miracolo, perché Ginger da quando ha messo piede a Termoli si è trasformata.

Ginger e Silvia

“Trasformata, sì – precisa Silvia – non è una esagerazione. Il suo cambiamento è stato visibile da subito, immediatamente. Qui non ha fatto nessuna difficoltà ad adattarsi, non le è servito tempo per ambientarsi, va in giro a coda alta scodinzolando, lei che non ha mai camminato così, che è sempre stata dimessa e insicura”.

E ancora: “Le piace il vento, un elemento naturale che le ha sempre messo addosso una certa ansia”. Le piace il vento di Termoli. “Adora annusare il vento, è incuriosita e contenta quando si riempie le narici di aria sulla terrazza affacciata sul mare. E si lascia accarezzare anche dagli estranei, incredibile” commenta mentre Ginger si lascia grattare dietro l’orecchio e fa scorta di carezze in redazione.

Pare proprio che la meticcia, un incrocio di spinone, abbia perso la sua naturale apprensione, messo via timori e sospetti. Ginger sembra proprio felice mentre va a Termoli tra la Cattedrale, il Corso Nazionale, la spiaggia e il lungomare. Andatura bella dritta. E il dubbio acquista spessore: “Penso che Ginger sia di queste parti e abbia riconosciuto la sua terra, perché non riesco a trovare altre spiegazioni” Silvia sgrana gli occhi, alza le spalle, quasi incredula davanti alla sua ombra bianca e pelosa che la guarda con adorazione e sì, anche con una bella dose di riconoscenza.

“D’altronde tutto quello che so di lei è che ha trascorso in Molise il primo anno della sua vita, prima di finire nel canile di San Giuliano Milanese, e che arriva dalla provincia di Campobasso. Quindi, perché no?”

Possibile che 7 anni dopo Ginger abbia riconosciuto l’aria di casa? Di sicuro, in attesa di conferme, la vacanza di Silvia a Termoli non è mai stata così perfetta.