Gli ospedali arrancano mentre il debito ‘schizza’ a 109 mln. A Roma la richiesta di azzerarlo

E' un'altra estate di enormi sforzi e sacrifici nelle corsie del San Timoteo: il personale sanitario è carente anche in Ortopedia, Urologia e al pronto soccorso. "Medici e infermieri non possono nemmeno andare in ferie", denuncia Nicola Felice, presidente del comitato nato a difesa del nosocomio adriatico. Un problema che si ripropone puntualmente in una regione che deve fare i conti con un enorme 'buco' nei conti della sanità. Per questo "il commissario Giustini ha inviato a Roma un'istanza di azzeramento del deficit".

Mentre le autorità sanitarie stanno disegnando l’organizzazione degli ospedali nel breve termine, ossia ad autunno, quando è attesa la seconda ondata dell’epidemia da covid-19, i cittadini si chiedono come riuscirà a resistere l’altra sanità, quella che si dedica alle cure di chi soffre di altre patologie non legate al virus.

Il Programma operativo 2019-2021 è ancora sconosciuto nonostante sia stata superata la metà del triennio in cui dovrebbe essere in vigore. Anche perchè la riorganizzazione dei servizi è un’impresa alla luce del grosso ‘buco’ nei conti della sanità: il debito infatti è lievitato a 109 milioni di euro. E questo avrebbe indotto il commissario Angelo Giustini a inviare a Roma la richiesta di azzerarlo. Un dettaglio rivelato dal presidente del Comitato San Timoteo Nicola Felice che torna a denunciare la carenza di personale nel nosocomio termolese.

Lo abbiamo scritto qualche giorno fa parlando della carenza di pediatri, neonatologi e ostetriche quanto a Termoli, tanto a Campobasso. Ma anche altri reparti sono in difficoltà.

Lo stesso Nicola Felice racconta la sua esperienza personale, il ricovero per asportare un calcolo e l’intervento svolto dal dottor Giuseppe Zappia del reparto di Urologia del San Timoteo sottolineando l’abnegazione e i grandi sacrifici sostenuti dal personale sanitario.

“Accoglienza, qualità dei servizi, professionalità, cura e dedizione del personale sanitario, in primis dell’Unità operativa nonostante la carenza di personale: tre medici specialisti urologi ed un esiguo numero di infermieri “tuttofare”. Stessa criticità – evidenzia Felice – presente in  altri reparti: Pediatria, Ortopedia, Ostetricia, Pronto Soccorso, 118 che più volte il Comitato ha denunciato in passato, e che oggi risulta ulteriormente aggravata facendo crescere i sacrifici per il personale, impossibilitato persino a godere di riposi e ferie, oltre alla riduzione dell’assistenza e cura ai cittadini e al rischio di chiusura di interi reparti”.

Per affrontare la carenza di personale, a suo avviso non solo è necessario bandire nuovi concorsi, ma poi “occorre ridurre i tempi per l’espletamento delle prove fino alla presa in servizio”. Altrimenti, come già accaduto, gli stessi vincitori di concorso rinunciano perchè vengono assunti in altre strutture.

La seconda proposta riguarda il reclutamento dei medici specialisti: “Il Molise, imitando l’Emilia-Romagna, potrebbe provvedere ad un accordo con le Università per assumere specializzandi iscritti al penultimo e all’ultimo anno del corso di specializzazione. Inoltre gli specializzandi potranno partecipare ai concorsi, prevedendo per loro, in caso di esito positivo, un contratto a tempo determinato, durante il quale resteranno iscritti alla scuola di specializzazione universitaria”.

Comitato san Timoteo e Nicola Felice

Soluzioni per affrontare e risolvere la cronica sofferenza nel presidio sanitario termolese che nel corso degli ultimi anni è stato depauperato di servizi. La possibile soppressione del Punto nascite e la battaglia in sua difesa iniziata esattamente un anno fa sono solo gli ultimi capitoli della vicenda.

“A ciò si è giunto, nonostante 12 anni di commissariamento della Regione da parte del Governo – l’analisi di Nicola Felice – per consentire il piano di rientro del debito accumulato in passato, anche per il blocco del turn over  del personale. Il risultato prefisso non è stato raggiunto. Ancora oggi il nostro servizio sanitario presenta un nuovo debito di oltre 109 milioni di euro, la riduzione dei servizi ai cittadini  e l’aggravio delle aliquote massime di Irpef, Irap, accise varie.

Questo fallimento è da addebitare in primis al Governo, responsabile della nomina dei diversi commissari e sub commissari. Anche per questo il Governo non può non accogliere l’istanza di azzeramento del debito oggi presente, formulata dall’attuale commissario Angelo Giustini”.

E i debiti costituiscono il principale ostacolo al ripristino dei servizi negli ospedali, in primis al San Timoteo che invece per Felice può tornare ad essere “come in passato un polo sanitario attrattivo anche per i cittadini delle regioni limitrofe, facendo crescere la mobilità attiva e abbassando quella passiva, con conseguente vantaggio dei conti nella sanità regionale”. E questa, la chiosa finale, sarà “l’occasione anche di ridare al basso Molise e a Termoli il ruolo di “motrice” economica dell’intera regione, anche in virtù della posizione geografica, e le diverse potenzialità di sviluppo produttivo ed economico, nonché la presenza di autostrada, ferrovia, porto, nucleo industriale”.