Un #rammendo per ricucire lo strappo. Festival del Sarà con 8 ospiti di spessore e una pecorella blackandwhite foto

Per ora il Festival del Sarà è l’unico evento dell’estate termolese in calendario. Perché nemmeno una pandemia può fermare la voglia di condividere, ritrovarsi, pensare, confrontarsi. La parola chiave di questa quinta edizione, in programma domenica 26 luglio alle 19 al Macte, è #rammendo.

La definizione, da vocabolario, è la seguente: “Il rammendo è un lavoro per rinforzare o accomodare un tessuto strappato o consumato”. L’analogia con il tessuto sociale lacerato dalla pandemia e dalla conseguente crisi economia non potrebbe essere più chiara. Così come non potrebbe essere più esplicito l’obiettivo dell’ideatore Antonello Barone: offrire gli strumenti per porsi le domande giuste e lasciare intravedere la giuste risposte, che non possono aggirare l’urgenza di rimettersi insieme, ricucendo lo strappo che i mesi scorso hanno aperto nelle nostre sensibilità e nelle nostre comunità.

 

E quindi ricucire, connettere. Questa l’azione che può far ripartire l’Italia. E si riparte da qui, da Termoli,  dalla città che da anni ospita il Festival del Sarà, i dialoghi sul futuro che ci attende, mission mai tanto attuale come stavolta quando 6 ospiti di respiro nazionale e internazionale dialogheranno con l’ideatore in una cornice speciale.

Non su un palcoscenico montato in una piazza, anche perché non si può. Il 2020 è diverso, e diverso è lo scenario della manifestazione, che si articolerà in un gioco di specchi, neon e luci. La scenografia è la mostra – meravigliosa – di Nanda Vigo allestita al Museo di Arte Contemporanea di Termoli. Luogo al di fuori delle paternità, delle rivendicazioni, collettivo per eccellenza, simbolo della sperimentazione che attraversa canali espressivi differenti per ricongiungersi in un solo strepitoso colpo d’occhio, capace di interpretare alla perfezione l’idea stessa di ricucitura della comunità.

L’evento sarà trasmesso in live streaming sulla pagina del Festival, su Primonumero (Media partner) e su Wall Street Italia. Ma gli ospiti saranno presenti in carne e ossa al Macte, intervistati da Antonello Barone la cui tenacia non conosce ostacoli, il cui impegno a favore della conoscenza si è rinnovato quotidianamente durante il lungo lockdown, quando ci hanno fatto compagnia le sue interviste via facebook a personaggi della scienza, delle Istituzioni, della medicina, della società restituendoci una lettura del presente utile a immaginare il futuro.

In un contesto senza pubblico, così come prevedono le regole anti contagio del Covid, si alterneranno al Macte Luigi Balestra (professore di diritto civile a Bologna, avvocato e membro laico del consiglio di presidenza della Corte dei Conti), Monica Giandotti (giornalista del TG3), Niko Romito (lo chef stellato che Termoli ha già avuto l’onore di vedere come ospite proprio sul palcoscenico del Festival del Sarà), Simonetta Sciandivasci (Il Foglio), Luigi de Vecchi (economista, professore di Finanza e Chairman of Continental Europe for Corporate and Investment Banking in Citi), Stefano Cappellini (caporedattore di politica per La Repubblica), Leopoldo Gasbarro (direttore di Wall Street Italia), Emidio Mansi (Pasta Garofalo).

festival del sarà 2020

Ruoli, settori di conoscenza e competenza diversi ma un filo rosso ad accomunare gli ospiti: il pedale dell’acceleratore premuto, perché bisogna andare avanti “ma insieme”. Nessuno può fare a meno dell’altro, ed è su questo spirito di uguaglianza che anche la mascotte del Festival del sarà sceglie un nuovo look. La pecorella che attraversa il Tratturo dall’Abruzzo alla costa molisana, l’ormai arcinota Salvapecunia di Arago design non è bianca ma bianca e nera.  Perché siamo tutti uguali e pieni di sogni da conservare, senza distinzioni di colore. Un omaggio e un auspicio per un salvadanaio particolarmente strategico nell’anno della lotta al virus. Non solo quello della Sars-Cov 2, ma anche quello del razzismo.

 

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