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Escluso dal nuovo lavoro da vigile urbano per un giorno di malattia: “Metodo squallido, succede solo a Termoli”

La diffida di Giuseppe Castelli al Comune di Termoli e alla Polizia Municipale, dopo l’esclusione dalla graduatoria per 4 vigili stagionali. “Mi hanno avvisato dell’assunzione con un messaggio Whatsapp ma ero in malattia. Così hanno utilizzato questo escamotage per farmi fuori”.

Fra i 4 vigili stagionali assunti dal Comune di Termoli per un mese, nel pieno dell’estate 2020, c’era anche lui. C’era, appunto, perché il suo nome è stato depennato. “Solo perché non sono potuto essere presente nel giorno della presa in servizio, visto che ero in malattia”. Questo il contenuto della sua diffida inviata al Comune di Termoli e alla Polizia Locale, Corpo per il quale aveva già lavorato, anche in pieno periodo di pandemia: “E non sono mai mancato, nonostante i rischi di contrarre la malattia”.

Lui è Giuseppe Castelli, ha 53 anni e da tempo è nella graduatoria valida per l’assunzione di vigili urbani a tempo determinato. Quando il Comune di Termoli ha pubblicato un nuovo bando per assumere 4 agenti di Polizia Locale per il periodo 15 luglio-14 agosto, si è chiaramente candidato. “Sono risultato terzo, quindi rientravo fra le persone da assumere”.

Poi però è successo qualcosa. “Il quarto classificato è stato estromesso per far posto alla quinta persona in graduatoria, una donna. Il quarto ha fatto però accesso agli atti, contestando uno dei requisiti che gli erano stati chiesti ma che in realtà non era necessario. Così è stato riammesso”.

A quel punto però, dal quartetto di nuovi assunti è uscito proprio Giuseppe. “L’assunzione mi era stata comunicata con un messaggino su Whatsapp. Faccio presente che queste cose succedono solo a Termoli. Io ho risposto a bandi a Pescara, San Salvo, Forte dei Marmi, Orbetello, Follonica, Castiglione della Pescaia, Porto San Giorgio. Ebbene tutti inviano una mail Pec preannunciata da una telefonata. Solo a Termoli utilizzando questa procedura”.

Sarebbe proprio questa procedura ad aver creato il problema. La comunicazione sarebbe giunta a Giuseppe il 14 luglio, per entrare in ruolo dal giorno successivo. “In mancanza di congruo preavviso e per cause di forza maggiore debitamente comunicate con Pec e successivamente regolarmente certificate, si concordava di prendere servizio domenica 19 luglio, ovvero il primo giorno utile dopo il mio periodo di Malattia certificato” si legge nella sua diffida.

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In sostanza Giuseppe è in malattia e non può entrare in servizio il 15 luglio. Lo comunica al Comando, che procede a inserirlo fra i turni del 19 luglio. Ma poi succede altro. “Inspiegabilmente dopo tre giorni e in contraddizione con quanto concordato, mi è stata comunicata la decadenza dal diritto di assunzione per la mia indisponibilità del 15 luglio” spiega in una nota indirizzata al Comune, al segretario comunale e alla Polizia Municipale.

Giuseppe contesta l’operato del Comune. “Io ero indisponibile per quel giorno specifico. L’Ente non può pretendere la presentazione in servizio all’indomani della comunicazione”.

Castelli contesta soprattutto il metodo utilizzato e ha quindi inviato la diffida agli organi competenti, riservandosi possibili azioni legali. “Questi metodi sono beceri, squallidi” si sfoga il 53enne. “Ho messo a conoscenza della vicenda l’intero consiglio comunale, perché si sappia come si agisce al Comune di Termoli e alla Polizia Municipale”.