Processione di San Basso a metà, le barche potranno uscire in mare ma a numero chiuso

La Capitaneria di porto ha dato l'ok all'uscita al largo delle altre imbarcazioni ma con posti limitati a seconda della lunghezza e con nomi comunicati in anticipo. I pescherecci usciranno in anticipo e poi si accoderanno alla 'Romeo e Rosalia Papponetti'. Il San Basso più atipico che si ricordi può iniziare

La processione in mare di San Basso, fino a poche ore fa esclusa dalle Autorità, ci sarà, sebbene ridotta, causa Covid naturalmente. La Capitaneria di porto di Termoli ha infatti dato la possibilità alle imbarcazioni di almeno 15 metri di lunghezza di partecipare all’evento più atteso dai termolesi, come fortemente richiesto dalla marineria locale.

Dunque la mattina del 3 agosto, oltre alla barca prescelta dalla sorte per portare l’immagine del Santo Patrono, anche le altre della marineria termolese (che vorranno) potranno seguirla nella mini-uscita in mare e partecipare, così, alla deposizione della corona d’alloro che commemora tutti i caduti in mare. In sostanza le barche potranno portare a bordo circa la metà del normale numero di persone consentite per legge, questo per consentire il distanziamento fisico.

Regole rigide, beninteso, per far in modo che nessuna calca si crei sulla banchina del porto. Le imbarcazioni dovranno comunicare tassativamente il numero di persone a bordo (l’ordinanza della Capitaneria fissa il termine ultimo a domani 1 agosto alle 11), che sono stabilite ex ante in base alla lunghezza del peschereccio. Per fare un esempio, una imbarcazione di 15 metri potrà portare con sé un massimo di 5 persone (6 se congiunti). Una barca di 20 metri potrà avere a bordo 8 persone, 10 se congiunti e via dicendo. Non solo membri dell’equipaggio, ma anche comuni cittadini.

Saranno queste persone che avranno la possibilità di superare i vari ‘sbarramenti’ lungo la strada che porta alla banchina lunedì 3 agosto. Alla rotatoria delle paranze ci sarà una sorta di ‘check point’ oltre il quale si potrà andare solo se presenti nell’elenco, o in alternativa per raggiungere l’imbarco delle Tremiti. Si farà eccezione solo per gli operatori portuali e chiaramente per il personale di soccorso. La Capitaneria di porto sarà presente anche su Via Rio Vivo e via Carlo Delcroix e il traffico veicolare resterà interdetto in porto per tutta la mattina di lunedì, come da ordinanze della Guardia Costiera e della Polizia Locale.

Ma l’altra novità è che le barche non partiranno tutte assieme. I pescherecci di accompagnamento dovranno prendere il largo molto prima della ‘Romeo e Rosalia Papponetti’, cioè la barca che avrà l’onore di aver a bordo l’effigie di San Basso. Se per la barca del Santo la partenza avverrà attorno alle 9,30 o giù di lì, è previsto che le altre imbarcazioni levino l’àncora prima delle 8 del mattino. Andranno quindi in mare e lì attenderanno la ‘Romeo e Rosalia Papponetti’. Una volta uscita la barca fortunata potranno accodarsi o in alternativa attendere sul punto previsto per la sosta e deposizione della corona d’alloro.

 

Il San Basso 2020 in ogni caso entrerà sicuramente negli annali termolesi. Le festività del Santo Patrono della Città non saranno affatto come quelle consuete e l’estate 2020 verrà ricordata da queste parti anche per una incolmabile assenza.

La ‘Romeo e Rosalia Papponetti’ porterà l’immagine di San Basso in mare. Ma senza la classica processione

“Il Covid non può fermare la nostra tradizione”, ha sintetizzato il sindaco della cittadina, Francesco  Roberti, in occasione della sui generis – anche quella – estrazione della barca che avrà l’onore di portare in processione il Santo. Ma, anche qui, di processione non può a dire il vero parlarsi né tantomeno di statua del Santo. Il peschereccio prescelto dalla dea bendata – il ‘Romeo e Rosalia Papponetti’ – porterà con sé un simulacro, una effigie del co-patrono e non già la statua. Nelle intenzioni degli organizzatori, questo avrà come diretta conseguenza quella di evitare assembramenti di devoti.

Già, i devoti. Che si tratti di membri della marineria – da sempre partecipe del rituale tutto – o di semplici cittadini, saranno proprio loro probabilmente i più toccati da questo San Basso atipico e ‘spogliato’ in parte di tutti i suoi momenti topici. Stefano Papponetti, armatore del motopeschereccio che quest’anno (per la terza volta) porterà al largo San Basso, aveva espresso quello che forse è il pensiero di molti: “Secondo me sarà anche più religioso quest’anno. Certo, è un dispiacere non poter portare la statua vera e propria”.

“Le decisioni delle limitazioni e delle variazioni ai momenti tradizionali della festa sono state prese con grande sofferenza – prosegue la comunicazione diocesana – ma con senso di responsabilità e prudenza avendo presente innanzitutto la tutela della salute della collettività e nel rispetto della normativa e della sicurezza antiCovid”, ha spiegato qualche giorno fa in una nota la Diocesi di Termoli-Larino.

san basso statua mascherine cattedrale programma covid 2020

Intanto la statua di San Basso è stata esposta in Cattedrale dopo la tradizionale vestizione. Già da ora ai fedeli è concesso – norme rispettando – di recarsi nella Chiesa di piazza Duomo. E poi sia il 3 che il 4 agosto dalle 20 alle 24 i fedeli potranno rendere omaggio a San Basso nella Basilica Cattedrale. “Si entra dal portone centrale debitamente distanziati, pochi per volta e con la mascherina”, queste le regole. Non sarà come tutti gli anni neanche la messa mattutina che da tradizione si svolge al porto di Termoli, e che stavolta invece si terrà in Cattedrale (sempre con ingressi contingentati) e sarà trasmessa in piazza Duomo.

Fuochi e falò, la movida di San Basso

Ma anche per le giovani generazioni, per chi si apprestava a vivere il suo primo San Basso in spiaggia e per chi non vedeva l’ora di reiterare questa tradizione, i piani sono stati rovinati, anzi sconquassati dalla pandemia. Non ci saranno né fuochi né falò sulla spiaggia, che anzi sono stati vietati con apposita ordinanza sindacale. A beneficiarne sarà l’ambiente e la spiaggia di Rio Vivo in particolare, che non vedrà probabilmente gli scenari catastrofici che da sempre accompagnano le cronache del 5 agosto. Certo, San Basso e i suoi falò sono da sempre un momento identitario per i giovani termolesi. Non così quest’anno.