Deleghe ai dissidenti, Scarabeo contro gli ex colleghi: “Venduti per un piatto di lenticchie”

Vi siete venduti per un piatto di lenticchie”. La bordata contro i suoi ex colleghi del Consiglio regionale arriva da Massimiliano Scarabeo, entrato nell’assise grazie al meccanismo della surroga che consentiva ai primi dei non eletti di prendere il posto di chi veniva nominato all’interno della Giunta regionale. Meccanismo cancellato lo scorso aprile come prevedeva un emendamento approvato contestualmente al bilancio. 

Ora il politico venafrano commenta le deleghe assegnate ieri sera – 29 luglio – dal presidente Donato Toma a Filomena Calenda, Andrea di Lucente, Armandino d’Egidio e Gianluca Cefaratti.

“Il governatore del Molise Donato Toma, per ricompattare la maggioranza di centrodestra, ha pensato bene di attribuire le deleghe di sua competenza ai consiglieri regionali più riottosi. Una scelta, fatta al solo fine di placare i malumori interni e far digerire la nomina in Giunta del quinto assessore in quota Lega”, sostiene Scarabeo. “Siamo di fronte a un’azione di mera fantasia istituzionale. Il tutto avverrà sotto la sapiente regia del presidente della Giunta regionale al quale i finti assessori dovranno fare rapporto. Spiace constatare, dal mio punto di vista, come alcuni consiglieri si siano venduti per meno di un piatto di lenticchie. Un modo di fare politica che non mi appartiene e dal quale prendo nettamente le distanze”.

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