La crisi di luglio non è archiviata, Toma prende altro tempo per le deleghe e i dissidenti minacciano l’appoggio esterno

Martedì in Consiglio regionale, se non ci saranno i cambiamenti in Giunta annunciati, tre esponenti della maggioranza che non hanno votato la sfiducia a Toma perché convinti dalla promessa di cambiamento annunceranno l’appoggio esterno al Governatore. Di Lucente, Micone e Aida Romagnuolo, candidata a subentrare a Marone (Lega) sono nuovamente sul piede di guerra.

La mina che Donato Toma pensava di aver disinnescato alla vigilia del voto sulla mozione di sfiducia (che difatti non è passata) con la solenne promessa di un cambiamento repentino nel suo esecutivo e una ridistribuzione delle deleghe è di nuovo pronta a esplodere. Il timer lo hanno azionato gli scontenti della maggioranza, fino a ieri “ex dissidenti” e rientrati nei ranghi e ora di nuovo in agitazione.

Questione di fiducia tradita, mormorano. Mancato rispetto degli impegni, borbottano. Il caldo di luglio, l’orda molisana che si concentra sulle spiagge della costa per una estate sorprendentemente affollata e apparentemente indifferente al virus che ancora girovaga in Italia, non fiacca le tensioni.

Al contrario: più le temperature meteo si impennano, più i telefoni dei protagonisti di questa fiction che passa sotto il titolo “La Crisi” si surriscaldano. Sulla linea rovente e nelle chat il problema è sempre lo stesso: si chiama Donato Toma. Il Governatore aveva annunciato di rivedere la Giunta entro la settimana accontentando i malpancisti. “Ma oggi è sabato e non è successo nulla”. In realtà qualcosa è successo, perché nelle ultime ore Toma ha incontrato in forma riservata il Commissario della Lega in Molise Jari Colla, che nelle ultime settimane ha finito per trascorrere più tempo a Campobasso che a Montecitorio o Monza, la sua città, nel tentativo di preservare la quota salviniana in Giunta regionale, affidata con una mossa da scacchista provetto al termolese Michele Marone, attuale presidente del Consiglio comunale di Termoli.

I dissidenti hanno salvato Toma in Consiglio convinti che Marone sarebbe stato rimosso per consentire l’ingresso alla Aida regionale, in trepidante attesa di nomina. Ma oggi è sabato, appunto, e non è successo ancora nulla. Le richieste dei dissidenti erano fin troppo esplicite: subito fuori l’esterno Michele Marone, avvicendamento (a novembre) tra Roberto Di Baggio (Forza Italia) e Salvatore Micone, attuale presidente del Consiglio regionale.

Toma pronto a cambiare la Giunta per la quinta volta: via Marone, dentro Aida Romagnuolo e rimpasto deleghe

Il presidente però non ha sciolto il nodo e il nervosismo si riacutizza. “Vuole prendere tempo, rischia di scontentare tutti”, sintetizza un esponente della coalizione di centrodestra.

Così, in queste condizioni, martedì in aula potrebbe concretizzarsi la “vendetta” di almeno 3 consiglieri che si sono sentiti beffati: secondo fonti più che credibili di Palazzo Andrea di Lucente, Salvatore Micone e Aida Romagnuolo annunceranno l’appoggio esterno al presidente Toma segnando una presa di distanza netta e mettendo a rischio seriamente i numeri in Aula.

C’è di più: i tre consiglieri regionali stanno dialogando con altre forze politiche. Micone con Italia Viva di Matteo Renzi, Di Lucente è corteggiato dal partito dell’ex ministro Carlo Calenda (che secondo l’ultimo sondaggio pubblicato oggi di Nando Pagnoncelli ha più chances dell’ex sindaco di Firenze). E Aida Romagnuolo, data in questi giorni per assessore in pectore ma finora tradita dall’immobilismo, dovrebbe seguirli a ruota.

In questo scenario schizofrenico, con i partiti nazionali che non mollano le loro posizioni all’interno della Giunta, per Toma si profila un agosto di fibrillazioni.

E il tiro alla fune potrebbe allungarsi fino alle elezioni amministrative in autunno, con Andrea Di Lucente e Salvatore Micone intenzionati a presentare dei candidati alternativi a quelli appoggiati da Donato Toma e Vincenzo Niro a Bojano e Agnone. Senza dimenticare che fra un anno si vota anche a Isernia, e anche qui due dissidenti potrebbero mettere i bastoni fra le ruote ad Annaelsa Tartaglione e Roberto Di Baggio, rispettivamente coordinatrice regionale di Forza Italia e assessore azzurro.