‘Contentini’ ai dissidenti, Toma esclude Aida Romagnuolo. A D’Egidio (Forza Italia) la Protezione civile

Ieri sera - 29 luglio - il governatore ha assegnato le deleghe a quattro dei sei consiglieri regionali che avevano firmato il documento per chiedere la 'testa' del leghista Michele Marone. Ci guadagna l'esponente del partito di Berlusconi, secondo dei non eletti e 'scavalcato' da Roberto di Baggio quando Toma ha nominato la Giunta all'inizio della legislatura. Esclusi Michele Iorio e Aida Romagnuolo, quest'ultima ad un passo dal ruolo di assessore e ora rimasta a bocca asciutta

Alla fine ha ceduto ai dissidenti. Ieri sera – 29 luglio – la firma del presidente Donato Toma sull’atto con cui ha proceduto all’attribuzione di una parte delle deleghe di sua competenza a quattro dei sei consiglieri regionali che, dopo la nomina del nuovo assessore esterno in quota Lega (l’avvocato Michele Marone, ndr), avevano firmato il documento che aveva mandato in tilt la maggioranza e minacciato di presentare la sfiducia allo stesso governatore in autunno.

Dopo settimane bollenti, riunioni fiume, telefonate e trattative tra Campobasso, Campodipietra (dove gli esponenti del centrodestra si sono riuniti) e le città della costa molisana, il capo della Giunta regionale prima ha rivisto la sua squadra di governo riconfermando l’esponente del Carroccio, inserendo Quintino Pallante (Fratelli d’Italia) e privando di una casella Forza Italia: Roberto Di Baggio, da assessore regionale, è ora sottosegretario con alcune deleghe (fra cui l’Istruzione, settore di sua competenza anche quando era nell’esecutivo).

Il secondo tempo di questa partita si è giocato ieri, qualche giorno dopo l’ennesimo scivolone in Consiglio regionale sui Trasporti. La maggioranza è stata battuta due volte dalle opposizioni, complice l’assenza di Filomena Calenda e Gianluca Cefaratti (entrambi per impegni personali) e il voto di Michele Iorio e Aida Romagnuolo con le minoranze.

Toma si schianta di nuovo sui trasporti: Iorio e Romagnuolo votano con le minoranze, decisiva assenza di 2 dissidenti

 

Probabilmente in questa occasione Toma, ancora alla ricerca di accontentare tutti e di riequilibrare i rapporti tra i partiti della coalizione e i consiglieri regionali malpancisti, ha capito che non poteva tirare troppo la corda. Troppo pericoloso continuare a mostrare i muscoli e rischiare di far saltare il suo primo governo. E dunque ieri ha preso carta e penna e assegnato i nuovi compiti: a Filomena Calenda, già presidente della Quarta commissione che si occupa di sociale, è stata affidata anche la delega ai Rapporti con gli Ambiti territoriali sociali ATS e monitoraggio delle attività di erogazione dei servizi. La consigliera isernina insomma continua a giocare in casa. “Sono soddisfatta, è una delega importante, che mi consente di ampliare il raggio della mia azione nell’ambito sociale”, dice lei a Primonumero. “La mia azione politica dovrà essere comunque espletate in sintonia con le linee programmatiche e il Def. Spero che questo sia un inizio, ora dobbiamo solo lavorare”. 

Deleghe anche a Gianluca Cefaratti (Integrazione servizi socio-sanitari), esponente di Orgoglio Molise (la lista che fa riferimento all’europarlamentare Aldo Patriciello), mentre il consigliere regionale dei Popolari Andrea Di Lucente sarà competente per la ‘Semplificazione dei procedimenti amministrativi e digitalizzazione Agenda digitale)’. Infine ad Armandino d’Egidio, consigliere di Forza Italia, una delega pesante come la Protezione civile. Probabilmente non è un caso: il partito di Berlusconi ha rinunciato al posto in Giunta regionale dopo l’estromissione di Roberto Di Baggio e lo stesso esponente di San Polo Matese, pur avendo ottenuto un buon bottino di voti (è risultato il secondo degli eletti dopo Nicola Cavaliere), quando è stato nominato l’esecutivo era stato spodestato dal politico isernino, preferito per una questione di rappresentanza territoriale.

Cosa significherà avere le deleghe? “Ai consiglieri – scrive Toma nella nota diramata alla stampa per annunciare la distribuzione delle deleghe – è demandato il compito di seguire le materie loro attribuite, in raccordo con il presidente e la struttura amministrativa regionale, anche in sede di tavoli, riunioni politiche e istituzionali, con esclusione delle attività di rilevanza esterna, nonché di espletare l’azione politica nel rispetto delle Linee programmatiche approvate dal Consiglio regionale”.

I neo consiglieri delegati quindi dovranno operare nel solco delle linee programmatiche approvate dal consiglio regionale all’inizio della legislatura cominciata quasi due anni e mezzo fa.

Al tempo stesso ci sono state alcune esclusioni ‘eccellenti’: sono rimasti a bocca asciutta Michele Iorio e Aida Romagnuolo, entrambi inseriti probabilmente nella lista dei ‘cattivi’. Quest’ultima, dopo essere andata ad un passo dalla nomina in Giunta, non ha ricevuto ulteriori compiti. Non si sa per volontà sua o del presidente che nelle scorse settimane ha incontrato singolarmente i dissidenti. Stesso discorso per Salvatore Micone, ma in questo caso parliamo del presidente del Consiglio regionale che resterà in carica fino a novembre. Poi al giro di boa della legislatura anche il suo ruolo potrebbe essere messo in discussione.