Cinghiali, scorribande e danni. Coldiretti chiede a Toma di dichiarare lo stato di emrgenza

Alla luce delle ultime novità introdotte dalla sentenza della Corte Costituzionale che di fatto riconosce il diritto degli agricoltori, muniti di licenza di caccia, ad abbattere i cinghiali sui propri fondi durante  tutto l’anno, Coldiretti Molise ha inviato una lettera al Presidente della Regione, Donato Toma nella quale il Delegato confederale e il Direttore regionale di Coldiretti Molise, Giuseppe Spinelli e Aniello Ascolese, chiedono alla Regione di dichiarare lo stato di emergenza. Questo “per la gravissima situazione in cui versa il settore agricolo, ormai flagellato dalle continue scorribande di interi branchi di cinghiali che devastano campi e colture, distruggendo interi raccolti e spesso aggredendo anche gli stessi agricoltori a lavoro che, ormai, non riescono più a sostenere il peso dei danni economici che quotidianamente subiscono”. 

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Pur apprezzando l’impegno della Regione che, “anticipando” la Sentenza della Consulta, aveva già modificato la Legge regionale sulla caccia, consentendo agli agricoltori muniti di regolare licenza, di abbattere i cinghiali sui propri fondi, Coldiretti Molise  chiede al Presidente Toma di dichiarare lo stato di emergenza sull’intero territorio regionale, per la presenza incontrollata dei cinghiali. Una richiesta, questa della dichiarazione dello stato di emergenza, che secondo l’Organizzazione deve essere attuata subito ed in alcun modo condizionata dal parere dell’ISPRA, qualunque esso sia.

 Anche Lea Ferrara, segretario del circolo Pd di Montagano, interviene: “Abbiamo più volte chiesto aiuto insieme agli agricoltori molisani, gravati da un ‘emergenza cinghiali ormai non più sostenibile. Abbiamo più volte chiesto all’ assessore Cavaliere di mettere in atto misure straordinarie perché straordinaria è l’emergenza che il nostro territorio sta ormai da tempo subendo.  È per questo che appoggiamo a pieno, la richiesta della Coldiretti, inviata al presidente della regione Donato Toma, di dichiarare lo stato di emergenza su tutto il territorio regionale, e di intraprendere un confronto diretto e continuo con tutte le forze politiche, per la modifica della legge sulla caccia, la 157/93. Nel rispetto di tutta la fauna, è necessario aiutare le numerose imprese agricole della nostra regione, che non riescono più a sostenere un danno economico divenuto ormai incalcolabile”.