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Ciao Rita, “indomita onda”

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    di Francesco Pollutri

    Avevo appena scritto a mio figlio <Prima di essere schiuma, saremo indomabili onde>, una citazione di Pavesi tratta da “La via perfetta”, un bel libro dell’alpinista Daniele Nardi, che mi arriva la risposta <Papà ho saputo di Rita di Bobo … stamattina …>.

    La settimana prima ero stato da Bobo a ritirare il pane che Lei mi metteva da parte per le mie galline ed il mio “capoccione”, il pastore abruzzese con il quale condivido pezzi di vita. Bobo mi disse che dopo l’intervento sembrava che le cose si mettessero meglio rispetto al quadro clinico precedente. Lui, al lavoro tra i fornelli, sembrava tranquillizzato, seppur preoccupato; tra i tavoli apparecchiati mi sembrò strano non vedere quella figura minuta e discreta della “compagna-camerata” del RI.BO.

    Prendevo i bustoni accuratamente preparati ed ogni volta mi fermavo per un bicchiere di vino e quattro chiacchiere sulla vita, spesso interrotti dalle telefonate di clienti che prenotavano il loro pranzo. Ogni volta mi chiedeva dei miei ragazzi e delle mie “stramberie sui monti di casa e sulle cime delle Alpi”. <Guarda che ormai hai una certa età, devi fare attenzione. La montagna è già di suo insidiosa, figurati per i vecchietti!> <ehi, compagna-camerata parla per te! Piuttosto il compagno Bobo come sta?> <mah, anche Lui gioca con i suoi acciacchi, ma indomito continua a lavorare>

    ….  dialoghi ormai interrotti da quella mai gradita “sorella morte”, che non fa sconti a nessuno sulla ricevuta che consegna ai viandanti della vita. È la vita. Ogni volta la non gradita sorella, ricorda a ciascuno di noi che non siamo “infiniti” e che forse amori, amicizie, passioni, affetti… sono sicuramente il debito da lasciare ai nostri cari, piuttosto che il conto guarnito depositato in qualche banca. <certo, certo, lasciare soldi non è che guasta, anzi, ma il portafoglio della vita si colorerà di arcobaleno se avremo seminato amicizia, amore ed affetti>. La compagna-camerata non era ideologica: <Franco chi è di destra, di sinistra o di che ti pare?> Nella sua semplicità e concreta riflessione sugli eventi che colorano i nostri pensieri, la camerata, l’opposto del compagno, evidenziava la ricchezza mai venuta meno della prassi dialettica marxiana. <Sono i nostri gesti concreti, i fatti, cara Rita, che rivisitati e verificati negli scritti e parole declamate, fanno di noi quell’ ”essere” fragile che si confronta e vive nel mondo, curiosando in quell’oltre della vita oscuro alle ragioni della ragione> <mamma mia Franco, mi è venuto il mal di testa! Ma i bicchieri di vino, ti fanno sempre questo effetto?>  <…  no, mia cara Rita, mi capita anche senza bere …>

     

    come adesso che Tu sei “schiuma” in quell’oltre che disorienta i viandanti  e lascia svolazzare riti e cerimonie per celebrare il tuo viaggio in una stagione che ci vede ancora vincolati dall’ “incoronato virus”.

    Ciao “indomita onda”, un abbraccio al dolore del “compagno Bobo”, di quanti ti hanno voluto bene  e …  <prendi un passo lento e cammina in quell’oltre della vita e degli orizzonti … con affetto>

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