Ci sono indagati per la morte in mare del 55enne, mercoledì autopsia disposta dal magistrato

Nelle prossime ore l'esame autoptico sul corpo di Andrea De Nigris, deceduto il 7 uglio scorso nelle acque del lungomare nord. Andrà chiarito se l'uomo è morto annegato o ha avuto un malore. Più persone iscritte nel registro degli indagati

Il magistrato della Procura della Repubblica di Larino ha disposto l’esame autoptico, come prevedibile, sulla salma di Andrea De Nigris, l’uomo di 55 anni deceduto in mare il 7 luglio scorso vicino La Torretta, sul lungomare nord di Termoli.

Domani, 15 luglio, il medico legale di Foggia che ha ricevuto l’incarico sarà a Termoli per eseguire l’accertamento irripetibile nell’obitorio dell’ospedale San Timoteo, dove è conservata la salma. L’autopsia avverrà alla presenza anche dei periti della famiglia e di quelli degli indagati, operatori della struttura assistenziale alla quale era affidato l’uomo.

Sul registro degli indagati, a garanzia degli stessi e di una ricostruzione il più trasparente possibile della vicenda, sono state iscritte più persone che potrebbero aver avuto un ruolo, soprattutto omissivo, nella tragedia- E’ accaduto nel pomeriggio del 7 luglio, dopo le ore 16, su un tratto di spiaggia libera compresa tra l’Aloha, stabilimento che quest’anno è chiuso, e La Torretta.

L’uomo si sarebbe tuffato e quando il bagnino lo ha raggiunto a sua volta, precipitandosi in mare da centinaia di metri di distanza, laddove ha la postazione, era già troppo tardi. Non si esclude che a causare il decesso di Andrea De Nigris sia stato un malore, un infarto improvviso.

Tutti i tentativi di rianimarlo prima dall’operatore di spiaggia e poi dai sanitari del 118, che sono stati tempestivamente chiamati, se sono rivelati purtroppo inutili. Il 55enne era ospite di una comunità di sostegno che proprio quel giorno aveva deciso di fare una gita a Termoli.

Si tratta del centro di riabilitazione psico-sociale di Campolieto, gestito dalla cooperativa ‘Il Dialogo’. I testimoni, tra cui gli operatori e alcuni dei pazienti che hanno assistito sconvolti e impotenti alla scena, sono stati ascoltati dagli uomini della Capitaneria di porto di Termoli coordinati da Francesco Massaro, incaricati delle indagini.