Cardarelli o Vietri, 2 candidati a ospedale covid. Il rischio sismico potrebbe fare la differenza

Mentre al Ministero della Salute si sta valutando la scelta dei due ospedali che dovranno accogliere e curare i pazienti che hanno contratto l'infezione da nuovo coronavirus, il sindaco di Larino Puchetti difende il Vietri: "E' stato collaudato nel 2000, invece il Cardarelli presenta problematiche strutturali di ben maggiore criticità". In realtà entrambi sono stati progettati e costruiti quando la classificazione sismica non esisteva. Ed entrambi sorgono in una zona considerata a medio-alta sismicità.

Quale sarà l’ospedale covid del Molise? Il Cardarelli di Campobasso o il Vietri di Larino? Roma ha altri quindici giorni di tempo per scegliere il progetto considerato migliore: da un lato, il piano sul nosocomio del capoluogo sostenuto da Regione e Azienda sanitaria; dall’altro lato la proposta del commissario che vuole creare un istituto dedicato alle malattie infettive nella zona frentana. Due fazioni opposte, due tifoserie che sono in attesa di una risposta del Ministero che sta svolgendo analisi e valutazioni.

Dalle prime informazioni che trapelano da Roma la segreteria del ministro Roberto Speranza farebbe il tifo per il Vietri. Probabilmente perchè evita tutti i rischi degli ospedali misti dove il virus si è diffuso in maniera mortale nei mesi più difficili della pandemia, provocando vittime tra lo stesso personale medico.

I due progetti sono agli antipodi anche per le somme da investire: 34 milioni è la stima dell’Asrem per trasformare la Casa della salute frentana, invece ne occorrono 2,5 per riconvertire l’ex hospice del Cardarelli.

In realtà, sui costi di realizzazione del centro Covid a Larino, il sindaco Puchetti – uno dei sostenitori e collaboratore del commissario Angelo Giustini nella stesura del progetto – fa un’importante precisazione: “Serviranno complessivamente poco più di 7 milioni di euro per realizzare l’ospedale covid al Vietri dato che a Larino gli spazi richiesti, quasi 2000 metri quadrati, già esistono, le spese più alte non si riferiscono ai lavori da eseguire, bensì all’acquisto di attrezzature e spese per il personale destinato a gestire i posti di terapia intensiva, quelli di semi intensiva, l’ambulatorio Covid e le 4 ambulanze che si andranno ad acquistare”.

Per il primo cittadino frentano, il Vietri sarebbe più sicuro dal punto di vista sismico: “L’ospedale di Larino è stato costruito secondo le leggi antisismiche vigenti al momento della sua costruzione”, la difesa del sindaco Pino Puchetti, . “Il plesso che è stato collaudato più recentemente, nel 2000. Quando il direttore generale Florenzano parla di 34 milioni di euro, fa riferimento ad una perizia redatta nel 2012 da parte di tecnici regionali a cui era stato chiesto di quantificare la spesa complessiva per procedere all’adeguamento sismico del Vietri. Affermare oggi che il Vietri non è ospedale antisismico per cercare di giustificare la scelta del centro Covid al Cardarelli, rende alquanto perplessi, anche perché, secondo tutti gli addetti ai lavori, problematiche strutturali di ben maggiore criticità sembrerebbero sussistere proprio nel plesso del Cardarelli”.

In realtà sia il Vietri che il Cardarelli sorgono in una zona classificata come 2, ossia a medio-alta sismicità. E il Molise è una regione che periodicamente trema, ce lo ha ricordato il terremoto dello scorso 29 giugno. Epicentro ancora una volta a Montecilfone, come due anni fa, più o meno sempre in estate (nel 2018 la scossa più forte venne registrata il 16 agosto, ndr).

L’importante investimento per i lavori antisismici potrebbe segnare un punto a sfavore del Vietri, struttura collaudata e aperta nel 2000 sulla base di una normativa più recente e per certi versi anche più aderente a quella entrata in vigore pochi anni dopo, ossia successivamente al terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002 e al sisma del 2009 che ha semi-distrutto L’Aquila. Nel 2002 il Vietri ha ospitato le persone ferite dalla scossa del 31 ottobre, qualche giorno dopo si recò in visita nel presidio pure l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi “che ha elogiato l’ospedale”, ricordano ancora a Larino.

Risale agli inizi del Duemila anche la costruzione del padiglione adiacente al Cardarelli che, secondo il progetto di Asrem e Regione, si presta ad essere ‘trasformato’ in centro covid. Una struttura più recente ma comunque inserita all’interno di un nosocomio la cui costruzione è cominciata negli anni Ottanta e sulla cui vulnerabilità negli ultimi 21 anni sono stati effettuati una serie di studi.

La prima indagine porta la firma dell’ingegnere Michele Mele e risale al 1999, quando stavano per iniziare i lavori per la costruzione del secondo lotto. E’ in questo momento che il Cardarelli viene inserito tra gli ospedali a rischio crollo: “Non resisterebbe nemmeno a un sisma di media magnitudo”.

Il secondo studio, sempre del professore de La Sapienza, risale al 2009.

Cardarelli a rischio crollo: anni di silenzio per giustificare l’integrazione col privato

 

E ancora: nel 2014 l’Azienda sanitaria regionale commissiona al professore dell’Università del Molise Giuseppe Fabbrocino l’ennesimo studio sulla vulnerabilità sismica sul Cardarelli, di cui si inizia a paventare l’integrazione (e il trasloco) nell’immobile che ospita la Cattolica (l’attuale Gemelli Molise, ndr). Ci sono criticità e lavori urgenti da effettuare soprattutto sul lato nord dello stabile di contrada Tappino.

A 2 anni dalla diagnosi, per il malato non c’è cura. “Il Cardarelli deve restare insicuro”

 

E’ proprio in questa l’area del Cardarelli che con il passare del tempo la situazione peggiora: crollano calcinacci, i copriferro sono sempre più deteriorati. La zona  viene delimitata per evitare pericoli.

Dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco, viene aperta un’indagine. Nei primi accertamenti gli investigatori evidenziano che “la staticità dell’ospedale è buona, nonostante abbia subito diversi terremoti”, ma al tempo stesso vengono richieste ulteriori perizie. E lo scorso febbraio gli ingegneri del Comando dei vigili del fuoco di Campobasso, su delega della Procura, avviano altri accertamenti (relativi pure all’antincendio) sulla base di un esposto.

 

Inchiesta sull’ospedale: indagini su antincendio e sicurezza sismica. “Ci sono carenze, lavori urgenti”

 

La ‘sfida’ tra il Vietri e il Cardarelli non si gioca solo sulla base della normativa antisismica, ma anche sulla classificazione sismica, ossia la suddivisione del territorio in zone alle quali vengono attribuiti valori differenti del grado di sismicità. Nel 1981 Campobasso era già classificata in zona sismica. Invece Larino lo è diventata solo partire dal 2003, conferma a Primonumero il professore dell’Unimol Carlo Callari. Il che vuol dire che non solo il Cardarelli, ma nemmeno il Vietri hanno i requisiti antisismici richiesti. 

A questo punto – il pensiero di qualche esperto – era forse meglio chiedere al Ministero un finanziamento importante per mettere a posto il Cardarelli e valorizzare quello che è già considerato l’ospedale di riferimento regionale. Peccato che non ci abbia pensato nessuno. E perfino la scelta dell’ospedale covid si è trasformato in un momento di scontro politico.