Campobasso-Termoli, il treno che collegherà le aree interne. Toma: “Anche i turisti potranno scoprire Molise lento”

Dopo quattro anni di chiusura e grazie ad un investimento di 15 milioni della Rete ferroviaria italiana, riapre la tratta Campobasso-Termoli. Farà scalo anche a Matrice, Campolieto, Casacalenda e Larino nelle quattro corse giornaliere previste a partire da domenica 9 agosto. Questa mattina, durante la conferenza stampa per annunciare la riattivazione della tratta, il governatore Toma ha evidenziato il prossimo accordo per eliminare i tre passaggi al livello di Campobasso.

Da domenica 9 agosto si potrà andare al mare anche in treno. Il regionale che collegherà le due principali città del Molise – il capoluogo Campobasso e Termoli, snodo fondamentale dell’economia regionale – accenderà i motori. Un viaggio di un’ora e 50 minuti esatti, passando per le aree interne della provincia: il convoglio fermerà pure a Matrice, Campolieto, Casacalenda e Larino, le cui stazioni sono state messe a norma. Sono previste quattro corse giornaliere. Costo del biglietto 5 euro e 10 centesimi. Ed è già qualcosa, come recita un motto popolare: la tratta infatti è rimasta chiusa per quattro anni.

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“Gli orari di partenza dei treni sono stati studiati per andare incontro alle esigenze dei pendolari, soprattutto di chi vive a Larino e Casacalenda. Per i lavoratori che da Campobasso devono andare a Termoli o viceversa ci sono sempre i pullman a disposizione”, è uno dei primi chiarimenti forniti dal governatore Donato Toma nella conferenza stampa convocata questa mattina – 31 luglio – vicino ai binari della stazione di Campobasso. Al suo fianco l’ex titolare dei Trasporti della Regione Molise, Vincenzo Niro, il suo successore nella Giunta Quintino Pallante e il dirigente Manuel Brasiello.

Dopo aver rivendicato di essere riuscito a “imprimere un deciso cambio di passo alla problematica delle ferrovie in Molise”, il capo della Giunta regionale delinea altri destinatari del collegamento: “Il treno sarà al servizio delle popolazioni delle aree interne e così potremmo combattere lo spopolamento dei paesi, ma anche dei turisti che possono godere dei nostri bellissimi paesaggi, scoprire un turismo lento qui in Molise. Quando sarà terminata anche l’elettrificazione della rete, potranno partire da Roma, scendere a Campobasso e ripartire per Casacalenda per pranzare ad esempio in uno degli agriturismi della zona”. E poi aggiunge: “Il 15 agosto prenderò anche io questo treno, ma senza indossare il berretto”. Il riferimento è all’ex presidente Paolo di Laura Frattura che, vestito da capotreno, inaugurò il treno Swing.

 

Circa 60 operai sono stati impegnati nei lavori che sono costati 15 milioni di euro a carico di Rfi. 

“I lavori – spiegano nel dettaglio da Rfi – hanno riguardato lo sfalcio della vegetazione lungo i binari, il risanamento dell’armamento ferroviario (rotaie, traversine e massicciata) e delle gallerie presenti tra le stazioni di Termoli e Campobasso, il consolidamento di viadotti e la messa in sicurezza di ponti e ponticelli, interventi di pulizia e messa in sicurezza di marciapiedi e piazzali nelle stazioni di Campolieto, Casacalenda e Larino; eliminazione di alcuni passaggi a livello privati”.

E’ il secondo tassello che si aggiunge al più ampio progetto di modernizzazione della rete ferroviaria regionale: sono attualmente in corso i lavori per il potenziamento e l’elettrificazione della linea Roccaravindola-Isernia-Campobasso. Il tratto da 18 chilometri fino al capoluogo pentro sarà completato entro i primi mesi del nuovo anno, mentre alla fine del 2021 l’elettrificazione raggiungerà Campobasso. “Entro il 31 dicembre 2021 – annuncia Toma – si potrà arrivare in tre ore a Roma e a Napoli, viaggiare su treni moderni e che non inquinano”. E così si spera che termineranno pure i tribolati viaggi dei molisani che devono raggiungere la capitale o la città partenopea.

Non solo: ci sono una serie di novità che presto potrebbero prendere concretezza. La prima: il progetto per l’eliminazione dei tre passaggi al livello di Campobasso (via Mazzini, via San Giovanni e via Piave). “Stiamo per firmare il protocollo”, dice ancora il presidente della Regione. Ed è avviato anche il piano per eliminare i passaggi al livello di Isernia e Bojano. In quest’ultimo caso, sarà risolto un problema che da tempo preoccupa la cittadinanza: quando le sbarre sono chiuse, ad esempio, è impossibile per le ambulanze passare e prestare la loro opera di soccorso alle persone. “Saranno realizzati sovrappassi o sottopassi”, esplicita il governatore. “Quasi sicuramente a Bojano sarà realizzato il sovrappasso, un sottopasso rischierebbe di allagarsi”.

Infine, il governatore annuncia che si sta lavorando per la riattivazione della Transiberiana d’Italia: attualmente si viaggia solo in Abruzzo sul trenino che tanto piace ai turisti. E poi due sogni: la ferrovia TranBifernina e la superstrada a quattro corsie. “A settembre avevamo ricevuto il primo parere tecnico positivo per quest’opera strategica, poi il covid ha bloccato tutto”.