Calcetto, è fatta. Dopo tanti appelli Toma firma l’ordinanza: si può tornare a giocare ma solo all’aperto

Il documento detta le linee guida da seguire per calcio, pallavolo, basket, rugby per rispettare le norme vigenti e non incappare in sanzioni. Dall’assenza di sintomi influenzali all’igienizzazione, dalla non condivisione di bottiglie e borracce al divieto di usare spogliatoi e fare la doccia. Un ritorno alla quasi normalità che viene salutato positivamente da chi gestisce le strutture sportive e dai tanti appassionati.

Scapoli e ammogliati, vecchi e giovani, allenati e in sovrappeso. Esultano tutti: anche in Molise è di nuovo possibile giocare a calcetto. Il vecchio, caro calcetto, messo al bando – giustamente – dai mesi di lockdown era in fondo alla lista delle cose da poter fare di nuovo. Ma l’attesa è finita, dopo le polemiche suscitate negli ultimi giorni e soprattutto nelle ultime ore (come sottolineato proprio ieri su queste colonne, ndr) dal tergiversare da parte della Regione Molise sul ritorno agli sport di contatto.

Calcetto e sport di contatto: l’Italia riprende a giocare, il Molise no. “Toma ci ignora”

E proprio ieri sera è arrivata l’ordinanza (la numero 37) del presidente Donato Toma: “Si possono tornare a praticare gli sport di contatto ma all’aperto e senza la presenza di pubblico”. Nello stesso atto si consente alle attività di ristorazione di allestire appositi spazi per la consultazione di riviste, e giornali. A patto che si usino gel igienizzanti, o in alternativa guanti, oltre alla mascherina.

 

Un ottimo primo passo per riassaporare l’ebbrezza di un dribbling, la stanchezza post sgroppata sulla fascia, i sorrisi dopo un gol ‘da cineteca’ e il broncio di chi non riesce proprio a tenere il passo degli altri.

 

Come detto, bisognerà attenersi a delle specifiche linee guida che riguardano proprio gli sport di contatto. Anche perché oltre al calcetto e al calcio si potrà tornare a giocare a pallavolo, beach volley, basket, rugby. Purché non al chiuso delle palestre. Misure che abbiamo imparato a conoscere bene in questo periodo di emergenza dovuta al coronavirus: la prima riguarda la fondamentale assenza di sintomi come febbre e tosse nei tre giorni che precedono l’attività fisica. E questo vale naturalmente anche per i gestori delle strutture.

 

Va garantita un’adeguata informazione su come comportarsi oltre a una corretta prassi igienica: pulire spesso le mani, starnutire e tossire evitando il contatto con le mani, non toccarsi occhi, naso e bocca e non condividere bottigliette, bicchieri e borracce. Norme che sono normalità per la maggior parte delle persone responsabili. Naturalmente, in assenza di attività fisica o quando sia consentito va mantenuta la distanza di un metro tra una persona e l’altra e tutti gli indumenti e gli oggetti personali vanno messi in un borsone.

 

Sarà vietato, però, usare gli spogliatoi e fare la doccia al termine della partitella o dell’allenamento. Come resta off-limits consumare cibo nelle aree in cui si svolge l’attività sportiva.

 

Per quanto riguarda i responsabili delle strutture, va fatta regolare e frequente pulizia e disinfezione di aree comuni, servizi igienici, attrezzature e macchine utilizzate per l’esercizio fisico. È chiaro che quanto viene toccato più di frequente va igienizzato in modo costante così come il materiale sportivo: palloni, canestri, reti, porte, panchine, casacche.      FdS